Modifiche a "Economia democratica e socialista "
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1. Ritorno dello Stato come attore economico centrale
Lo Stato dovrebbe recuperare una funzione attiva nell’economia attraverso fondi europei, maggiore progressività fiscale, tassazione dei grandi patrimoni, lotta all’evasione e contrasto alle rendite e ai privilegi corporativi.
2. Grande piano industriale, tecnologico e verde
Utilizzare le risorse raccolte per un nuovo piano industriale nazionale, concentrato su:
* produzioni ad alto valore aggiunto;
* tecnologie avanzate;
* ricerca e innovazione;
* digitalizzazione e intelligenza artificiale: nazionalizzare e affidare a collettività di lavoratori parte dei sistemi di intelligenza artificiale per utilizzare questi ultimi automatizzando lavori usuranti per ridurre l'orario di lavoro a parità di salario.
* transizione ecologica;
* settori strategici per l’autonomia economica italiana.
3. Forte priorità al Mezzogiorno
Una quota particolarmente significativa degli investimenti dovrebbe essere destinata al Sud, utilizzando politica industriale, infrastrutture, incentivi e formazione per ridurre il divario territoriale.
4. Incentivi condizionati a precisi standard
Sgravi e finanziamenti pubblici alle imprese dovrebbero essere concessi soltanto a fronte di investimenti produttivi reali, innovativi, sostenibili e tecnologicamente avanzati, accompagnati dal rispetto di rigorosi standard ambientali e dei diritti dei lavoratori. in particolare finanziamenti e sostegno per iniziative economiche avviate da collettività di lavoratori.
5. Rafforzamento della presenza pubblica nei settori strategici
Recuperare una maggiore presenza dello Stato in settori come acqua, energia e ferrovie, anche attraverso nuove acquisizioni e il rafforzamento delle partecipazioni pubbliche nelle imprese strategiche già esistenti.
Sviluppare una forma di controllo e partecipazione pubblica sull’infrastruttura dell’intelligenza artificiale, preferibilmente attraverso un progetto europeo, così da evitare che una tecnologia strategica venga controllata esclusivamente da grandi multinazionali private.
6 Fondo nazionale di microcredito
Creare un sistema pubblico di microcredito destinato soprattutto a giovani, donne , collettività di lavoratori e aspiranti imprenditori del Mezzogiorno, per facilitare la nascita di nuove attività economiche.
7 Contrasto alla delocalizzazione
Le imprese che delocalizzano dopo aver ricevuto importanti finanziamenti pubblici dovrebbero essere obbligate a restituire le risorse ricevute e sottoposte a una maggiore pressione fiscale. Al contrario, le imprese che riportano attività produttive in Italia riceverebbero incentivi e sgravi fiscali.
Quando un’impresa abbandona uno stabilimento, i lavoratori dovrebbero poter accedere, attraverso una procedura semplificata, alla possibilità di rilevarlo collettivamente e avviare una nuova attività, sostenuti da strumenti di microcredito e finanziamento pubblico.
Se i lavoratori non intendono rilevare l’impianto, questo dovrebbe poter essere acquisito dallo Stato, che deciderebbe successivamente se venderlo, riaffidarlo a un’impresa o utilizzarlo per una nuova politica industriale.
8 Economia orientata al benessere, non alla crescita infinita
Superare il paradigma della crescita economica quantitativa come obiettivo assoluto, introducendo invece, tramite studi dedicati, forme di sviluppo che prevedono anche la decrescita. La crescita non viene necessariamente rifiutata, ma deve essere selettiva e qualitativa: più investimenti nei settori innovativi, verdi e ad alto valore aggiunto e meno attività che producono ricchezza attraverso consumo di risorse, sfruttamento e distruzione ambientale.
Titolo (Italiano)
- +Economia democratica e socialista