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A processo partecipativo è una sequenza di attività partecipative (ad esempio, prima compilando un sondaggio, poi formulando proposte, discutendole in riunioni faccia a faccia o virtuali e infine dando la priorità a esse) allo scopo di definire e prendere una decisione su un argomento specifico.

Esempi di processi partecipativi sono: un processo di elezione dei membri del comitato (in cui le candidature vengono presentate per la prima volta, poi discusse e infine si sceglie una candidatura), i budget partecipativi (dove le proposte sono fatte, valutate economicamente e votate con i soldi disponibili), un processo di pianificazione strategica, la stesura collaborativa di un regolamento o norma, la progettazione di uno spazio urbano o la produzione di un piano di politica pubblica.

2 - I luoghi che chiamiamo Casa

Territorio, città, casa, beni comuni, partecipazione, democrazia

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Noi rivendichiamo il diritto alla casa e la tutela dei beni comuni. Proponiamo città pubbliche, verdi e "a 15 minuti", con stop alla speculazione e al consumo di suolo entro il 2030. Le priorità includono edilizia pubblica, regole sugli affitti, acqua pubblica e potenziata partecipazione democratica.

Territorio, città, casa, beni comuni, partecipazione, democrazia senza

I luoghi che chiamiamo casa vanno garantiti e tutelati, dall’abitazione ai territori, dai servizi pubblici alla partecipazione democratica. Vogliamo città pubbliche e capaci di affrontare la crisi climatica, sottraendo spazi alla speculazione edilizia e restituendoli all’uso collettivo, destinandoli a boschi urbani, cinture verdi e presidi culturali come teatri e biblioteche. In questa visione si inserisce il modello della “città dei 15 minuti”, per garantire in ogni quartiere servizi essenziali, mobilità, cultura e spazi accessibili, riducendo le disuguaglianze e rafforzando le comunità.

Per AVS, il diritto alla casa deve essere riconosciuto come diritto sociale, attraverso il rilancio dell’edilizia pubblica, ampliando l’offerta abitativa anche grazie all’acquisizione di immobili da crediti deteriorati, regolando gli affitti brevi e contrastando gli sfratti senza alternative dignitose. Parallelamente, intendiamo fermare il consumo di suolo entro il 2030 e tutelare paesaggio e centri storici.

I beni comuni e i servizi pubblici devono essere garantiti, a partire dalla gestione pubblica dell’acqua e dal controllo delle infrastrutture strategiche, difendendo il patrimonio demaniale e assicurando almeno l’80% di spiagge libere. Vogliamo inoltre rafforzare la partecipazione con assemblee cittadine, bilanci partecipativi e consultazioni sui grandi progetti, insieme a una riforma della democrazia europea e all’attuazione piena della Costituzione.

Riferimento: VIO-PART-2026-05-5

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