Rigenerazione, mobilità e sicurezza urbana eco-femminista
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Assumere una prospettiva ecofemminista nelle politiche urbane significa ripensare la città a partire dalla cura delle persone, delle comunità e dell’ambiente, riconoscendo le differenti modalità con cui donne e uomini abitano, attraversano e utilizzano gli spazi urbani. Rigenerazione, abitare, servizi, mobilità e sicurezza devono pertanto essere affrontati in maniera integrata, ponendo particolare attenzione alle persone più vulnerabili, all’accessibilità universale, alla prossimità dei servizi e alla possibilità di vivere e muoversi autonomamente e in sicurezza.
In questa prospettiva, occorre:
Promuovere una rigenerazione urbana che generi opportunità e servizi per le comunità, anche con il contributo dei privati, orientando gli interventi non solo alla riqualificazione fisica, ma alla realizzazione di servizi sociali, educativi, culturali, sanitari e di cura, spazi verdi e luoghi di incontro accessibili a tutte e tutti.
Promuovere una rigenerazione urbana che garantisca il diritto a restare, evitando che la riqualificazione produca espulsione degli abitanti, aumento dei costi dell’abitare e gentrificazione e tutelando in particolare donne sole, famiglie monoparentali, anziani, giovani e persone in condizioni di vulnerabilità.
Rafforzare i servizi di prossimità e le reti dei servizi, assicurandone un’equa distribuzione territoriale e favorendo l’accesso a scuole, servizi sanitari e sociali, servizi per l’infanzia e la non autosufficienza, commercio di vicinato, spazi verdi e luoghi di socialità, con particolare attenzione alle periferie e ai quartieri meno serviti. La prossimità consente di ridurre tempi, distanze, carichi connessi alle attività quotidiane di cura e costi della mobilità.
Garantire l’accessibilità economica e la qualità dell’abitare e sostenere l’edilizia residenziale sociale, contrastando precarietà e disagio abitativo, recuperando e riqualificando il patrimonio esistente e assicurando qualità abitativa, efficienza energetica, accessibilità ai servizi e integrazione sociale e funzionale dei quartieri.
Contrastare la povertà energetica, attraverso interventi di efficientamento e misure di sostegno che evitino che i costi della transizione ecologica ricadano sulle famiglie e sulle persone economicamente più vulnerabili, con particolare attenzione ai nuclei familiari con monoparentali, maggiormente esposti a condizioni di fragilità economica.
Promuovere una mobilità sostenibile e della cura, riconoscendo gli spostamenti complessi e concatenati legati all’accompagnamento di bambini, anziani e persone non autosufficienti e assicurando connessioni efficienti tra abitazioni, servizi di prossimità, scuole, strutture sanitarie e luoghi di lavoro.
Garantire una mobilità accessibile, sicura e inclusiva e rafforzare la cura dell’utenza vulnerabile, attraverso trasporto pubblico accessibile, percorsi pedonali e ciclabili continui e sicuri, attraversamenti, fermate e nodi di interscambio adeguati alle esigenze di pedoni, ciclisti, bambini, anziani, persone con disabilità e chi svolge attività di cura.
Migliorare la sicurezza reale e percepita degli spazi urbani, integrando la prospettiva di genere nella progettazione di strade, piazze, parchi, fermate e percorsi pedonali, attraverso illuminazione adeguata, visibilità, continuità dei percorsi, presenza di servizi, comfort e vitalità degli spazi pubblici.
Garantire pari diritti nell’accesso e nell’uso della città, coinvolgendo le donne e i diversi gruppi di popolazione nella progettazione e valutazione degli interventi di rigenerazione, mobilità e sicurezza, affinché lo spazio urbano risponda alle differenti esigenze di chi lo abita e lo attraversa.
In questa prospettiva, rigenerare la città significa mettere la cura al centro di un’unica strategia urbana, capace di integrare diritto all’abitare e diritto a restare, servizi di prossimità, mobilità sostenibile e della cura, accessibilità universale e sicurezza.
L’obiettivo è costruire territori inclusivi, accessibili, sicuri e resilienti, riducendo le disuguaglianze sociali, economiche e territoriali e assicurando a tutte e tutti la possibilità di abitare, accedere ai servizi e muoversi liberamente e in sicurezza. La cura delle persone e delle relazioni si intreccia così con la cura dei luoghi e degli ecosistemi, tutelando suolo, biodiversità e paesaggio e facendo della transizione ecologica un processo socialmente inclusivo.
Rigenerare significa quindi prendersi cura insieme delle persone, delle comunità e dell’ambiente, garantendo il diritto ad abitare, muoversi e restare nei propri territori.
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