Modifiche a "Democratizzazione delle Imprese - Proposta I"

Corpo del testo (Italiano)

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    Premessa

    La presente proposta si configura come un'alternativa innovativa ad altri modelli di democratizzazione aziendale a forte trazione statale (cfr. Democratizzazione delle Imprese - Proposta II). L'obiettivo è realizzare il controllo democratico dell'impresa da parte dei lavoratori senza ricorrere a massicci interventi finanziari pubblici, mantenendo l'apporto di capitali privati ma mutandone la natura a strumenti di pura partecipazione finanziaria.

    Ambito di Applicazione

    Le disposizioni seguenti si applicano a tutte le imprese operanti sul territorio nazionale che non siano cooperative di lavoro e produzione.

    Controllo Democratico

    Al fine di garantire il controllo democratico dei lavoratori sulla gestione aziendale, l'impresa adotta obbligatoriamente il Sistema di Amministrazione Dualistico (ex art. 2409-octies e seguenti del Codice Civile) (Sarebbe da estendere la possibilità di adozione del seguente sistema a tutte le forme di impresa oltreché alle S.p.A.). Al momento dell'entrata in vigore della legge, gli organi direttivi in carica assumono un mandato ad interim fino all'insediamento dei nuovi organi statutari.

    Entro i termini stabiliti dalla legge, viene convocata l'Assemblea dei Lavoratori, composta da tutti e soli i lavoratori dipendenti assunti a tempo indeterminato dall'azienda. L'Assemblea elegge i membri del Consiglio di Sorveglianza tramite metodo proporzionale puro. Hanno diritto di elettorato passivo, con facoltà di presentarsi in liste organizzate o come candidati indipendenti, tutti i dipendenti a tempo indeterminato. Per la prima elezione, la legge stabilisce le modalità in cui la stessa dovrà svolgersi e il numero di Consiglieri di Sicurezza da eleggersi. Le successive elezioni saranno normate dallo Statuto aziendale.

    3. Statuto e Nomina del Consiglio di Gestione Il primo Consiglio di Sorveglianza eletto è incaricato della redazione e approvazione del nuovo Statuto aziendale. Il Consiglio di Sorveglianza elegge i membri del Consiglio di Gestione e ne ratifica l'operato, mantenendo potere di revoca. Contestualmente alla nomina del nuovo Consiglio di Gestione, decade l'interim della gestione precedente.

    Trasformazione del Capitale Privato

    Al fine di abolire definitivamente il controllo direttivo dell'impresa da parte dell'azionariato privato (o anche delle quote private), le azioni ordinarie (le quote dei soci) delle dette imprese vengono convertite Strumenti Finanziari Partecipativi (SFP), ai sensi dell'art. 2346, comma 6, del Codice Civile (anche in questo caso, sarebbe da estendere la possibilità di utilizzo dei seguenti strumenti anche per le aziende differenti dalle S.p.A.). Tali nuovi strumenti costituiscono a tutti gli effetti apporto di capitale di rischio per l'impresa.

    I nuovi SFP non conferiscono alcun diritto di voto nell'Assemblea dei Lavoratori né potere di nomina all'interno del Consiglio di Sorveglianza o di Gestione. Essi conferiscono tuttavia ai titolari (gli ex-azionisti/investitori) il diritto esclusivo di voto per l'elezione di un Rappresentante degli Investitori, il cui ruolo è tutelare la remunerazione del rischio di capitale.

    Remunerazione del Rischio

    I nuovi SFP danno diritto a una quota di remunerazione annua. Tale quota non è calcolata sugli utili netti, bensì sul valore aggiunto prodotto dall'impresa. Ogni anno, il Rappresentante degli Investitori avvia una contrattazione formale con il Consiglio di Gestione dell'azienda per definire la percentuale del Valore Aggiunto da destinare alla remunerazione del capitale. La percentuale così concordata costituisce il monte da ripartirsi fra i detentori degli SFP, in proporzione al valore nominale degli stessi. La legge fissa un tetto massimo alla percentuale di valore aggiunto che può essere devoluta a tale scopo.

    L'azienda è soggetta al versamento di un'aliquota inderogabile pari al 3% dei propri utili netti, destinata ai Fondi Mutualistici Nazionali (ex art. 11, L. 59/1992), per sostenere lo sviluppo del sistema democratico e cooperativo a livello nazionale.

    Note finali

    1. La decisione di ancorare la remunerazione degli SFP al valore aggiunto, anziché agli utili netti, risolve la principale criticità strutturale dell'impresa autogestita. Le azioni tradizionali distribuiscono i profitti come premio per il rischio assunto dall'investitore. Tuttavia, in un assetto in cui la gestione aziendale è in mano ai lavoratori, sussiste il rischio che quest'ultimi assorbano l'intera redditività d'impresa incrementando i propri salari, portando intenzionalmente gli utili a zero ed espropriando di fatto l'investitore del rendimento sul proprio capitale di rischio. Calcolando la remunerazione dell'investitore sul valore aggiunto (un indicatore economico che si determina prima della quantificazione e sottrazione dei costi salariali), si disinnesca questo conflitto d'interessi. Il rischio di azzeramento del rendimento viene annullato, garantendo una convivenza tra il diritto dei lavoratori a governare l'azienda e il diritto degli investitori a veder remunerato il capitale.

    2. Molto probabilmente l'impresa così formata sarebbe da catalogare come un nuovo tipo di azienda cooperativa

    3. Si potrebbe anche prevedere che una certa percentuale dei seggi nel Consiglio di Sorveglianza possa essere di nomina pubblica, così da avere un maggiore controllo della politica sulla impresa, anche se credo che questo potrebbe creare problematiche (potremmo avere politici poco accorti, avere politici che non siano totalmente dalla parte dei lavoratori o che, anziché fare l'interesse pubblico facciano il proprio interesse personale. Credo inoltre che questo potrebbe snaturare la forte componente ideologica di autogestione alla base di questa proposta.)

    Post scriptum

    Purtroppo non posseggo la formazione giuridica atta ad articolare perfettamente la mia idea, spero tuttavia che possa essere d'aiuto e possa esser presa di spunto da chi meglio attrezzato.

Titolo (Italiano)

  • +Democratizzazione delle Imprese - Proposta I