Modifiche a "Riforma del telelavoro"

Corpo del testo (Italiano)

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    “Proposta per la promozione obbligatoria del lavoro agile e la riduzione dell’impatto ambientale e sociale del pendolarismo”

    Relazione introduttiva

    La presente proposta nasce dall’esigenza di modernizzare il sistema lavorativo italiano attraverso una diffusione strutturale del lavoro agile (smartworking), considerato uno strumento di progresso sociale, ambientale ed economico.

    L’esperienza maturata negli ultimi anni ha dimostrato che molte attività possono essere svolte efficacemente da remoto senza riduzione della produttività. Il lavoro agile comporta benefici concreti:

    • riduzione del traffico urbano;

    • diminuzione dell’inquinamento atmosferico;

    • minore consumo di carburanti fossili;

    • riduzione dello stress psicofisico da pendolarismo;

    • miglior equilibrio tra vita privata e lavorativa;

    • maggiore inclusione per persone con disabilità o fragilità;

    • riduzione dei costi aziendali e pubblici.

    La presente proposta mira pertanto a rendere il lavoro agile una modalità ordinaria e prioritaria per tutte le attività compatibili con l’esecuzione da remoto.

    Finalità

    1. è necessario riconoscere il lavoro agile quale strumento di:
      a) tutela ambientale;
      b) riduzione dell’impatto del traffico urbano;
      c) miglioramento della qualità della vita dei lavoratori;
      d) modernizzazione del sistema produttivo nazionale;
      e) riduzione dei consumi energetici e delle emissioni climalteranti.

    2. La presente proposta promuove l’adozione obbligatoria del lavoro agile per tutte le attività compatibili con tale modalità operativa.

     

    Definizione di lavoro agile

    1. Per lavoro agile si intende una modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato svolta, anche prevalentemente, al di fuori dei locali aziendali mediante strumenti digitali e telematici.

    2. Restano esclusi i lavori che richiedono necessariamente la presenza fisica continuativa del lavoratore.

     

    Obbligo di adozione per le aziende

    1. Le aziende pubbliche e private con più di 10 dipendenti sono obbligate a consentire il lavoro agile per le mansioni compatibili.

    2. Per le attività integralmente remotizzabili:
      a) il lavoro agile costituisce modalità ordinaria;
      b) la presenza in sede può essere richiesta solo per motivate esigenze operative.

    3. Per le attività parzialmente compatibili:
      a) deve essere garantito almeno il 50% delle ore lavorabili da remoto.

     

    Diritto del lavoratore

    1. Il lavoratore ha diritto a richiedere il lavoro agile qualora la mansione sia compatibile.

    2. Il datore di lavoro può negare la richiesta esclusivamente mediante motivazione scritta, dettagliata e verificabile.

    3. Eventuali rifiuti discriminatori costituiscono violazione della normativa sul lavoro.

     

    Piano annuale di remotizzazione

    1. Le aziende con più di 50 dipendenti devono presentare annualmente un Piano di Remotizzazione Aziendale contenente:
      a) numero di mansioni remotizzabili;
      b) percentuale di lavoro agile applicata;
      c) riduzione stimata delle emissioni;
      d) misure di tutela digitale e sicurezza informatica.

    2. Il piano deve essere trasmesso al Ministero del Lavoro.

     

    Incentivi fiscali

    1. Alle aziende che superano il 70% di utilizzo del lavoro agile per mansioni compatibili sono riconosciuti:
      a) crediti d’imposta;
      b) riduzioni contributive;
      c) incentivi per investimenti digitali.

    2. Gli incentivi sono subordinati:
      a) al mantenimento dei livelli occupazionali;
      b) al rispetto della sicurezza sul lavoro;
      c) alla tutela della privacy dei lavoratori.

    1. Il lavoratore agile gode degli stessi diritti economici e normativi del lavoratore in presenza.

    2. È garantito il diritto alla disconnessione digitale al di fuori dell’orario di lavoro.

    3. È vietato imporre sistemi di controllo invasivi o continuativi tramite software di sorveglianza.

     

    Riduzione dell’impatto ambientale

    1. Il Ministero dell’Ambiente dovrà redigere annualmente un rapporto sugli effetti del lavoro agile in termini di:
      a) riduzione delle emissioni;
      b) diminuzione del traffico;
      c) risparmio energetico;
      d) riduzione dei consumi di carburante.

    2. I dati raccolti sono utilizzati per la pianificazione ambientale nazionale.

    Settore pubblico

    1. Le pubbliche amministrazioni adottano il lavoro agile come modalità ordinaria per le attività compatibili.

    2. Entro 12 mesi dall’entrata in vigore della presente legge:
      a) almeno il 60% delle mansioni remotizzabili dovrà essere svolto in modalità agile.

     

    Sanzioni

    1. Il mancato rispetto degli obblighi previsti dalla presente legge comporta:
      a) sanzioni amministrative da euro 5.000 a euro 50.000;
      b) esclusione da bandi e incentivi pubblici per le aziende recidive.

     

Titolo (Italiano)

  • +Riforma del telelavoro