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Diritto di prelazione dei lavoratori alla acquisizione delle imprese in crisi, con sostegno pubblico

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1. Il problema: imprese che chiudono, lavoro che scompare

Quando un’impresa entra in crisi, viene ceduta o decide di chiudere, il lavoro viene trattato come una variabile residuale, senza alcuna voce in capitolo.

2. Chi lavora deve poter salvare l’impresa

La proposta è questa: chi contribuisce ogni giorno alla vita dell’impresa
deve avere il diritto di provare a salvarla.

I lavoratori non sono semplici dipendenti, ma portatori di competenze, conoscenza operativa e capitale umano.

3. Diritto di prelazione dei lavoratori

Si introduce un diritto di prelazione a favore dei lavoratori nei casi di:
- cessione dell’azienda
- delocalizzazione
- liquidazione o chiusura

I lavoratori, organizzati preferibilmente in forma cooperativa, potranno:
- presentare una proposta di acquisto
- subentrare nella gestione dell’impresa
- trasformare l’azienda in una realtà partecipata

4. Finanziamento pubblico garantito

Per rendere questo diritto effettivo, si prevede:

  • accesso a un finanziamento pubblico garantito dallo Stato

  • strumenti analoghi a quelli utilizzati durante la crisi pandemica

  • condizioni sostenibili e orientate alla continuità aziendale

Il credito non sarà un ostacolo, ma uno strumento di rilancio.

5. Piano industriale e selezione dei progetti

L’accesso al finanziamento sarà subordinato alla presentazione di:
- un piano industriale credibile
- un progetto di sostenibilità economica
- una struttura organizzativa adeguata

L’obiettivo non è mantenere artificialmente imprese non sostenibili, ma dare una reale possibilità a quelle recuperabili.

6. Affiancamento pubblico nei primi tre anni

I lavoratori-imprenditori saranno affiancati da:
- esperti di gestione aziendale
- consulenti finanziari e organizzativi
- figure tecniche specializzate

Queste competenze saranno:
- messe a disposizione dallo Stato
- finanziate pubblicamente
- garantite per i primi tre anni di attività

Non si lascia il lavoratore solo nel passaggio, ma lo si accompagna.

7. Redistribuzione della ricchezza e nuovo equilibrio tra lavoro e capitale

Questa misura non serve solo a salvare imprese, ma a riorientare la distribuzione della ricchezza.

Quando l’impresa passa ai lavoratori:
- gli utili non sono più concentrati nelle mani di un singolo imprenditore o di pochi soci
- la ricchezza prodotta viene distribuita tra chi lavora e partecipa al rischio
- i lavoratori diventano anche soci, acquistando quote della società
- si crea un legame diretto tra lavoro, responsabilità e remunerazione

Chi lavora non riceve solo un salario, ma partecipa alla ricchezza che contribuisce a creare.

8. Benefici economici e sociali

Questa misura consente di:
- salvare imprese e posti di lavoro
- valorizzare competenze già esistenti
- ridurre i costi sociali della disoccupazione
- rafforzare il tessuto produttivo locale
- favorire la diffusione di imprese cooperative

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