Modifiche a "CONGEDO CLIMATICO per tutelare la classe lavoratrice nei mesi estivi"
Corpo del testo (Italiano)
-
-
Propongo l'istituzione del Congedo Climatico: un nuovo diritto del lavoro che riconosca che, quando il caldo supera i limiti di sicurezza, la salute delle persone deve prevalere sulla continuità della produzione.
• Introduzione del Congedo Climatico come nuovo diritto del lavoro.
Quando le condizioni climatiche superano le soglie di sicurezza stabilite dalla legge, i lavoratori acquisiscono automaticamente il diritto di sospendere la propria attività con retribuzione integralmente garantita.
• Sistema nazionale di monitoraggio climatico nei luoghi di lavoro.
Tutti i luoghi di lavoro dovranno essere dotati di sensori certificati che rilevino in tempo reale le condizioni di stress termico. Il sistema dovrà tenere conto non soltanto della temperatura, ma anche dell'umidità, della ventilazione, dell'esposizione al sole e dell'intensità dello sforzo fisico richiesto dalla mansione.
Al superamento della soglia prevista scatterà automaticamente l'allerta climatica.
• Superare una normativa ormai inadeguata alla nuova realtà climatica.
Le attuali soglie utilizzate per la sospensione delle attività lavorative sono state concepite in un contesto climatico profondamente diverso da quello odierno.
Con estati che registrano ormai temperature eccezionali con sempre maggiore frequenza, attendere il superamento dei 35 °C prima di attivare le tutele significa intervenire quando il rischio per la salute è già elevato.
Il Congedo Climatico propone di anticipare le soglie di intervento, abbassandole in modo significativo rispetto alla normativa vigente e aggiornandole periodicamente sulla base dell'evoluzione del clima e delle evidenze scientifiche. L'obiettivo è passare da una logica emergenziale a una logica di prevenzione, riconoscendo che il surriscaldamento globale ha modificato strutturalmente le condizioni di lavoro.
Le soglie dovranno essere differenziate in base allo stress termico effettivo, tenendo conto della temperatura, dell'umidità, dell'esposizione al sole e dell'intensità dello sforzo fisico richiesto dalla mansione.
• Attivazione automatica del congedo.
L'allerta consentirà ai lavoratori di interrompere immediatamente la prestazione lavorativa senza necessità di autorizzazione da parte del datore di lavoro.
La retribuzione sarà garantita al 100% e le ore non potranno essere recuperate successivamente.
• Tutela piena contro ogni forma di ritorsione.
L'esercizio del Congedo Climatico non potrà comportare licenziamenti, sanzioni disciplinari, demansionamenti, mancati rinnovi contrattuali o altre forme di discriminazione.
Il diritto alla salute dovrà prevalere su qualsiasi interesse economico.
• Incentivare la riconversione climatica delle imprese.
L'obiettivo primario della proposta è tutelare la classe lavoratrice, ma contemporaneamente spingere le aziende a investire nella sicurezza climatica.
Ogni attivazione del Congedo Climatico verrà registrata: dopo cinque attivazioni nello stesso periodo climatico, l'impresa sarà obbligata a presentare un Piano di Mitigazione Climatica con interventi concreti per ridurre le temperature nei luoghi di lavoro: isolamento degli edifici, ventilazione, climatizzazione, schermature solari, riorganizzazione degli orari e innovazione dei processi produttivi.
Qualora tali interventi non vengano realizzati, scatterà un sistema progressivo di sanzioni economiche.
• Un diritto universale.
Il Congedo Climatico dovrà essere riconosciuto a tutte le lavoratrici e a tutti i lavoratori, indipendentemente dal contratto: dipendenti pubblici e privati, lavoratori della logistica, stagionali, in appalto e in subappalto.
Il Congedo Climatico vuole essere la prima grande conquista del lavoro nell'epoca del collasso climatico: un diritto che restituisca forza contrattuale ai lavoratori, incentivi la riconversione ecologica delle imprese e riaffermi un principio semplice ma fondamentale: la salute delle persone viene prima del profitto.
-
+
Propongo l'istituzione del Congedo Climatico: un nuovo diritto del lavoro che riconosca che, quando il caldo supera i limiti di sicurezza, la salute delle persone deve prevalere sulla continuità della produzione.
• Introduzione del Congedo Climatico come nuovo diritto del lavoro.
Quando le condizioni climatiche superano le soglie di sicurezza, i lavoratori acquisiscono automaticamente il diritto di sospendere la propria attività con retribuzione integralmente garantita.
• Sistema nazionale di monitoraggio climatico nei luoghi di lavoro.
Tutti i luoghi di lavoro dovranno essere dotati di sensori certificati che rilevino in tempo reale le condizioni di stress termico. Il sistema dovrà tenere conto non soltanto della temperatura, ma anche dell'umidità, della ventilazione, dell'esposizione al sole e dell'intensità dello sforzo fisico richiesto dalla mansione.
Al superamento della soglia prevista scatterà automaticamente l'allerta climatica.
• Superare una normativa ormai inadeguata alla nuova realtà climatica.
Le attuali soglie utilizzate per la sospensione delle attività lavorative sono state concepite in un contesto climatico profondamente diverso da quello odierno.
Con estati che registrano ormai temperature eccezionali con sempre maggiore frequenza, attendere il superamento dei 35 °C prima di attivare le tutele significa intervenire quando il rischio per la salute è già elevato.
Il Congedo Climatico propone di anticipare le soglie di intervento, abbassandole in modo significativo rispetto alla normativa vigente e aggiornandole periodicamente sulla base dell'evoluzione del clima e delle evidenze scientifiche. L'obiettivo è passare da una logica emergenziale a una logica di prevenzione, riconoscendo che il surriscaldamento globale ha modificato strutturalmente le condizioni di lavoro.
Le soglie dovranno essere differenziate in base allo stress termico effettivo, tenendo conto della temperatura, dell'umidità, dell'esposizione al sole e dell'intensità dello sforzo fisico richiesto dalla mansione.
• Attivazione automatica del congedo.
L'allerta consentirà ai lavoratori di interrompere immediatamente la prestazione lavorativa senza necessità di autorizzazione da parte del datore di lavoro.
La retribuzione sarà garantita al 100% e le ore non potranno essere recuperate successivamente.
• Tutela piena contro ogni forma di ritorsione.
L'esercizio del Congedo Climatico non potrà comportare licenziamenti, sanzioni disciplinari, demansionamenti, mancati rinnovi contrattuali o altre forme di discriminazione.
Il diritto alla salute dovrà prevalere su qualsiasi interesse economico.
• Incentivare la riconversione climatica delle imprese.
L'obiettivo primario della proposta è tutelare la classe lavoratrice, ma contemporaneamente spingere le aziende a investire nella sicurezza climatica.
Ogni attivazione del Congedo Climatico verrà registrata: dopo cinque attivazioni nello stesso periodo climatico, l'impresa sarà obbligata a presentare un Piano di Mitigazione Climatica con interventi concreti per ridurre le temperature nei luoghi di lavoro: isolamento degli edifici, ventilazione, climatizzazione, schermature solari, riorganizzazione degli orari e innovazione dei processi produttivi.
Qualora tali interventi non vengano realizzati, scatterà un sistema progressivo di sanzioni economiche.
• Un diritto universale.
Il Congedo Climatico dovrà essere riconosciuto a tutte le lavoratrici e a tutti i lavoratori, indipendentemente dal contratto: dipendenti pubblici e privati, lavoratori della logistica, stagionali, in appalto e in subappalto.
Il Congedo Climatico vuole essere la prima grande conquista del lavoro nell'epoca del collasso climatico: un diritto che restituisca forza contrattuale ai lavoratori, incentivi la riconversione ecologica delle imprese e riaffermi un principio semplice ma fondamentale: la salute delle persone viene prima del profitto.