Modifiche a "Ius Scholae: cittadinanza sui banchi di scuola"

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    Proposta di programma per AVS, tema "Umani, prima di tutto".

    Nel percorso del Vivaio la cittadinanza dei minori nati o cresciuti in Italia emerge come un tema centrale e ancora troppo scoperto. Parliamo di ragazze e ragazzi che vivono qui, studiano qui, parlano italiano, costruiscono relazioni e futuro nel nostro Paese, ma restano formalmente stranieri fino alla maggiore eta e spesso oltre, per effetto di una legge ancora centrata quasi solo sullo ius sanguinis.

    La proposta e semplice: chi nasce o cresce in Italia e completa qui un percorso scolastico deve poter diventare cittadino italiano durante la minore eta. La cittadinanza non va trattata come un premio finale dopo l'integrazione, ma come uno strumento che rende l'integrazione piu forte, piu stabile e piu giusta.

    Il problema

    Oggi la legge n. 91/1992 consente a chi e nato in Italia da genitori stranieri di chiedere la cittadinanza solo al compimento dei 18 anni, a condizione di aver risieduto legalmente e senza interruzioni fino a quel momento. Questa finestra e stretta, fragile e troppo burocratica. Chi e arrivato da bambino, anche se ha fatto tutta la scuola in Italia, resta spesso escluso da un riconoscimento pieno.

    Secondo le stime richiamate da ISTAT, ISMU e dal dibattito pubblico recente, in Italia vivono oltre un milione di minori di origine straniera nati o cresciuti nel Paese. Nell'anno scolastico 2022/2023 gli alunni senza cittadinanza italiana hanno superato quota 900.000, e la maggioranza di loro e nata in Italia. Sono gia parte della comunita nazionale nei fatti: la legge deve smettere di arrivare tardi.

    Principio politico

    La scuola e il luogo in cui si forma la cittadinanza reale. Nei banchi si imparano lingua, Costituzione, relazioni, doveri, diritti, appartenenza e responsabilita. Per questo AVS dovrebbe sostenere uno Ius Scholae chiaro, automatico e non punitivo: non una concessione discrezionale, ma il riconoscimento di un percorso di vita gia compiuto nel Paese.

    Cosa prevede la proposta

    1. Riconoscimento legato alla scuola. Acquisisce la cittadinanza italiana il minore straniero nato in Italia, o arrivato entro i 10 anni, che abbia frequentato con regolarita almeno 5 anni di scuola nel sistema di istruzione italiano, con almeno un ciclo concluso, per esempio primaria o secondaria di primo grado.

    2. Automatismo, non trafila. Al raggiungimento del requisito, il riconoscimento deve avvenire tramite scuola e anagrafe, salvo diniego espresso dei genitori entro un termine definito. La burocrazia non deve disperdere diritti gia maturati.

    3. Doppia cittadinanza garantita. Nessun obbligo di rinuncia alla cittadinanza d'origine, ne alla maggiore eta ne in seguito. Le identita plurali non sono un problema da correggere, ma una ricchezza da riconoscere.

    4. Nessun requisito economico. Il diritto del minore non puo dipendere dall'ISEE, dal reddito o dalla stabilita lavorativa dei genitori. La cittadinanza scolastica riguarda il percorso del ragazzo o della ragazza.

    5. Ponte per chi e gia grande. Serve una finestra transitoria per i giovani che hanno gia superato l'eta scolare ma hanno completato in Italia il percorso richiesto: riconoscimento straordinario fino ai 25 anni.

    6. Sostegno a scuole e Comuni. Va previsto un fondo per uffici anagrafe e segreterie scolastiche, con procedure digitali semplici, per evitare che il diritto resti bloccato proprio nei territori con meno personale e meno risorse.

    Perche conviene a tutti

    • Coesione sociale. Riconoscere chi cresce qui riduce esclusione, frustrazione e distanza dalle istituzioni.

    • Scuola piu forte. La cittadinanza legata al percorso scolastico valorizza il ruolo pubblico della scuola e rende piu chiaro il patto educativo.

    • Realismo demografico ed economico. Questi giovani saranno lavoratori, contribuenti, professionisti, studenti universitari, amministratori, cittadine e cittadini attivi. Tenerli ai margini e uno spreco sociale.

    • Regole comprensibili. Un criterio basato sulla scuola e piu oggettivo, verificabile e meno arbitrario dell'attuale percorso individuale pieno di ostacoli.

    • Evidenza, non solo principio. Le esperienze europee mostrano che una cittadinanza riconosciuta prima puo sostenere integrazione linguistica, risultati scolastici e investimento familiare nel Paese.

    Casi studio utili

    Germania 2000. La riforma tedesca ha introdotto uno ius soli condizionato per i figli di stranieri con genitori residenti legalmente da almeno 8 anni. Gli studi di Ciro Avitabile, Irma Clots-Figueras e Paolo Masella mostrano effetti positivi: migliori competenze non cognitive, migliore salute, minore concentrazione nei percorsi scolastici piu bassi e maggiore integrazione linguistica dei genitori. La lezione e chiara: dare cittadinanza prima puo accelerare l'integrazione, non indebolirla.

    Germania 2014 e 2024. La Germania ha poi corretto uno degli errori iniziali, cioe l'obbligo di scegliere una sola cittadinanza alla maggiore eta. Dal 2014 l'obbligo e stato ridimensionato per chi e cresciuto e ha studiato in Germania; dal 2024 la doppia cittadinanza e stata ammessa in modo piu pieno. La lezione per l'Italia e non costruire una legge che chieda ai ragazzi di tagliare una parte della propria identita.

    Francia. Il modello francese conferma che nascita, residenza e percorso scolastico possono essere integrati in una gestione ordinaria della cittadinanza delle seconde generazioni, senza trasformare ogni riconoscimento in emergenza politica.

    Portogallo 2026. Il recente irrigidimento portoghese ricorda che le conquiste sulla cittadinanza possono essere reversibili. Per questo una buona legge italiana deve essere solida, comprensibile e sostenuta da consenso ampio, non solo da una maggioranza momentanea.

    Rischi e garanzie

    • Rischio di burocrazia. Si evita con automatismo, interoperabilita tra scuola e anagrafe, modulistica unica e risorse dedicate.

    • Rischio di polarizzazione. Si risponde con una proposta misurata, fondata sulla scuola e su requisiti oggettivi, capace di parlare anche a chi chiede ordine e chiarezza.

    • Rischio di instabilita politica. La norma va ancorata ai principi costituzionali di eguaglianza, istruzione, sviluppo della persona e partecipazione alla comunita.

    Obiettivo per AVS

    AVS dovrebbe assumere lo Ius Scholae come proposta programmatica netta: cittadinanza italiana per chi nasce o cresce qui e compie qui il proprio cammino scolastico. Una misura giusta, concreta, amministrativamente possibile e utile alla coesione del Paese.

    Riferimenti essenziali

    • Save the Children, "Ius Scholae: cos'e e cosa prevede".

    • Fondazione ISMU, dati e stime sul dibattito sulla cittadinanza italiana.

    • Avitabile, Clots-Figueras, Masella, "The Effect of Birthright Citizenship on Parental Integration Outcomes".

    • German Federal Foreign Office, riforma tedesca della cittadinanza in vigore dal 27 giugno 2024.

    Firma: Tommaso Scicchitano

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