Diritto alla casa e riforma dell'edilizia pubblica.

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1. Principio generale

La casa è un diritto sociale fondamentale e non unicamente un bene di mercato.
La politica pubblica deve garantire l’accesso a un’abitazione dignitosa a tutte le persone in condizioni di bisogno abitativo o fragilità economica, adeguandosi ai cambiamenti della società contemporanea, incluse le nuove forme familiari e i nuclei unipersonali.


2. Nuovi criteri di accesso all’edilizia pubblica (ERP)

Si propone la riforma dei criteri di assegnazione degli alloggi popolari con:

  • riconoscimento esplicito dei nuclei monofamiliari (persone che vivono sole) come categoria potenzialmente vulnerabile;

  • maggiore peso al rischio abitativo reale (sfratto, precarietà abitativa, assenza di alternative);

  • valutazione aggiornata delle condizioni socio-economiche basata su ISEE e indicatori integrativi di fragilità sociale;

  • priorità a:

    • famiglie con minori;

    • persone con disabilità;

    • anziani soli;

    • lavoratori con reddito insufficiente;

    • nuclei in emergenza abitativa.


3. Trasparenza e accesso equo

  • Graduatorie pubbliche digitali, consultabili e aggiornate periodicamente

  • Criteri di punteggio chiari e uniformi

  • Motivazione obbligatoria per ogni assegnazione

  • Riduzione della discrezionalità amministrativa


4. Controlli pre e post assegnazione

Per garantire equità e corretto utilizzo del patrimonio pubblico:

Prima dell’assegnazione:

  • verifica incrociata dei dati fiscali e anagrafici;

  • controllo della reale assenza di proprietà immobiliari adeguate;

  • valutazione della situazione abitativa effettiva.

Dopo l’assegnazione:

  • controlli periodici sul mantenimento dei requisiti;

  • revisione della posizione economica ogni 2–3 anni;

  • decadenza dell’assegnazione in caso di perdita dei requisiti o uso improprio.


5. Rafforzamento dell’offerta abitativa pubblica

  • recupero e riqualificazione del patrimonio edilizio pubblico inutilizzato;

  • ampliamento dell’edilizia residenziale pubblica e sociale;

  • utilizzo di immobili confiscati o abbandonati per finalità abitative;

  • accordi con enti pubblici e privati per affitti calmierati.


6. Regolazione del mercato abitativo

  • contrasto alla speculazione immobiliare in aree ad alta tensione abitativa;

  • misure di contenimento degli affitti e tutela degli inquilini;

  • regolamentazione degli affitti brevi nelle zone critiche;

  • politiche per evitare che le case restino vuote a fini speculativi.


7. Semplificazione e digitalizzazione

  • piattaforma unica nazionale o regionale per le domande ERP;

  • riduzione dei tempi burocratici;

  • tracciabilità completa delle pratiche;

  • sportelli di assistenza per soggetti fragili.


8. Monitoraggio e valutazione pubblica

  • pubblicazione annuale dei dati su assegnazioni, attese e patrimonio disponibile;

  • indicatori di efficacia del sistema abitativo pubblico;

  • coinvolgimento di enti indipendenti per la valutazione delle politiche.

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