Modifiche a "Affitti brevi e residenze"
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Buongiorno, da ex studente fuorisede un tema che mi sta molto a cuore è quello degli affitti brevi e più in generale delle soluzioni abitative di breve-medio termine.
Premetto che vorrei trattare il tema degli affitti studenteschi assieme a quello degli affitti brevissimi (stile airbnb) che, nonostante tantissime differenze, portano in modo uguale alla totale non-vivibilità delle città per le persone residenti. Il punto è che student* e Airbnb competono per lo stesso stock abitativo (piccoli appartamenti, zone centrali, quartieri ben collegati).Premetto anche che questa proposta riguarda ovviamente le principali città universitarie (io ho vissuto il caso milanese) e ha poco a che fare con le aree interne o le province, che spesso sono dimenticate nel dibattito pubblico nazionale. Approfitto di questo spazio quindi anche per esortare chi sa di più di questo tema ad approfondirlo con proposta (magari partendo dalle proposte di Fabrizio Barca, mai realmente attuate).
Innanzitutto, io sono un gran fan delle università in centro città. Vengo da Salerno, che ha un campus universitario molto grande a 20 minuti di macchina, e so quanto sia poco funzionale quel modello (tant’è che tant* di noi vanno via).
L’università in centro porta l’istruzione in città, porta persone giovani, associazioni, multiculturalità etc… Un’altra cosa che porta però è la gentrificazione: decine di agenzie immobiliari si tuffano nel quartiere universitario di turno per proporre prezzi folli per stanze a student*, rendendo di fatto lo studio un privilegio.
Anche le residenze studentesche, realizzate attraverso le famose partnership pubblico-private e finanziate con incentivi statali, finiscono ormai per adeguarsi ai prezzi del mercato immobiliare Emblematico, in questo senso, è il caso dello studentato ricavato dal villaggio olimpico di Milano.Come si possono ridurre i prezzi, evitando che anche l’housing studentesco diventi semplicemente un altro segmento del mercato immobiliare ad alta redditività?
1) Abbassare la domanda concentrata in poche città. Aprire poli universitari in città diverse dalle solite 5/6 aiuta, si guardi il polo del politecnico di Milano a Mantova. Da quel che vedo, però, ci sono ancora pochi esempi di questo tipo, e bisogna anche essere realist*: non tutte le città sono in grado di sostenere grandi flussi di studenti o di offrire servizi, trasporti e vita culturale adeguati a tante persone giovani. Vanno quindi pensate soluzioni per non “lasciare da soli” gli eventuali poli universitari.
Si può pensare un modello in cui una città sia “specializzata” in determinate facoltà anche in base al tessuto aziendale che presenta? Per alcune già è così, ad esempio Torino per ingegneria meccanica o Pozzuoli per ingegneria aereospaziale, o Pavia per medicina. Proseguire in questo modello magari incentivando corsi in queste città.2) Mettere un tetto massimo agli studentati, che corrisponda non a (prezzo di mercato – tot) ma ad altri sistemi (pensiamo quali). Il metodo neoliberista per ridurre il numero degli studenti nelle città è aumentare i prezzi, bisogna trovare un’alternativa a questo pensiero dominante. Una soluzione potrebbe anche essere imporre un numero più stringente alle università (anche private) che non superi una % di residenti.
Milano si riempie sempre di più di student* statunitensi che possono permettersi di pagare migliaia di euro di fitto e alzano ancora i prezzi. Quelle persone poi non rimangono. Avremo città di passaggio a cui nessun* tiene davvero.3) Una legge stile Ada Colau a Barcellona sugli airbnb (da approfondire a parte) per ridurre in generale il numero degli affitti brevissimi e aumentare l’offerta di case. Non credo che si possano combattere nel breve-medio termine le multiproprietà di immobili, ma la si può rendere meno conveniente.
Gli obbiettivi per le grandi città universitarie sono chiari: non devono diventare città da cui estrarre un valore per pochi anni e poi andarsene, entrando in un sistema di mercato universitario internazionale che non è sostenibile nel lungo periodo. Questo implica una serie di riforme ampissima, dall’università, alla casa, ai trasporti. Possiamo utilizzare questa sezione commenti per definire insieme dei pilastri, magari partendo da queste 3 proposte molto generiche e aggiungendone altre.
Buona discussione! :)
Titolo (Italiano)
- +Affitti brevi e residenze