Modifiche a "Democrazia senza premi: nuova legge elettorale proporzionale"
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Negli ultimi trentatré anni in Italia si è assistito a ben quattro cambiamenti nella legge elettorale, a opera di entrambi gli schieramenti politici. Ciò rappresenta un'evidente cambio di rotta rispetto al passato, con la legge 74/1946 che riuscì a resistere dal dopoguerra fino alle porte di Tangentopoli senza subire particolari modifiche. Tutte le leggi proposte e introdotte dal 1993 a oggi, però, hanno mostrato diversi punti di debolezza e sono state criticate a più riprese, a tal punto che il Rosatellum è già vicino a essere accantonato, in favore di un sistema che introduca nuovamente il premio di maggioranza e avvicini l'Italia al premierato. Tale proposta rappresenta però l'ennesimo tentativo di indebolire la rappresentanza e il voto popolare, in favore di un Parlamento costruito secondo premi di maggioranza e svuotato della propria funzione assembleare. Si propone dunque di mettere fine all'epoca dei premi di maggioranza e delle liste bloccate, per riportare in Italia il sistema proporzionale. Il modello di riferimento è quello che regola da anni le elezioni del Parlamento Europeo, che ha già mostrato la propria efficacia e soprattutto mette al centro l'elettore, permettendogli di scegliere i propri rappresentanti e non abbandonandolo a un ruolo conformativo riguardo liste già stilate nei palazzi del potere, come accadeva invece nel Ventennio più buio della storia italiana. Come nelle elezioni europee, viene quindi proposta l'introduzione anche di una soglia di sbarramento fissata intorno al 4%, affinché ogni forza politica abbia un peso proporzionale al sostegno ottenuto alle urne. Il problema di governabilità non si pone, poiché il mestiere dei deputati e dei senatori è anche e soprattutto discutere e trovare compromessi con le altre fazioni, e non confermare ciò che viene deciso da un governo costruito con premi di maggioranza che distorcono i risultati del voto popolare.
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