Modifiche a "Osservatorio regionale permanente sulla povertà abitativa delle donne vittime di violenza"
Corpo del testo (Italiano)
-
+
Quando parliamo di violenza sulle donne e povertà abitativa, ed usiamo il femminismo come chiave di lettura, ci rendiamo conto che esiste un legame indissolubile tra la struttura sociale patriarcale e l'ingiustizia economica.
La violenza maschile, infatti, produce e riproduce vulnerabilità per le donne, intrappolandole nel ciclo del maltrattamento e determinando condizioni di impoverimento sistemico che, in modo graduale, sottraggono loro spazi e luoghi di autonomia. Gli spazi sono le sfere decisionali, mentre i luoghi sono la casa e il fuori casa ovvero ciò che deriva dal lavoro e dalle relazioni. La violenza di genere opera per l'appunto un vero e proprio processo di "impoverimento" nel progetto di vita femminile, limitando alle donne l'accesso a risorse, tempo libero, lavoro, salute e relazioni. Un processo che inizia proprio a partire dalla casa, che da luogo di sicurezza diviene per le donne contesto di abuso e rischio di vita.
Le donne vittime di violenza tendono spesso a non lasciare la propria abitazione, che condividono con il maltrattante, in quanto prive di una soluzione alternativa.
Una soluzione difficile da ricercare se non si dispone di un lavoro stabile, sicuro e protetto che grava principalmente sulle madri vittime di violenza con figli minori a carico.
Analogo problema per le donne collocate in strutture protette e case rifugio che, terminato il periodo di sistemazione temporanea, non riescono a trovare ricerca un alloggio definitivo.
In questo quadro le politiche abitative nel nostro Paese si sono mostrate inefficaci nel sostenere ed accompagnare le donne vittime di violenza che, nei percorsi di fuoriuscita dalla violenza, ricercano autonomia abitativa.
Soprattutto, in Italia mancano dati diretti e statisticamente significativi sul fenomeno della povertà abitativa delle donne vittime di violenza. È possibile solo consultare dati disgregati derivanti da altre indagini o ricerche.
Sarebbe fondamentale in un contesto così difficile e complesso, proporre la realizzazione di un Osservatorio regionale permanente sulla povertà abitativa delle donne vittime di violenza, regione per regione, che persegua l'obiettivo di
Analizzare e monitorare l'andamento del fenomeno per restituire un quadro chiaro e necessario.
Avere dati sicuri e significativi consente una pianificazione strategica e mirata in supporto al lavoro di enti pubblici e del terzo settore, in tema di programmazione di interventi integrati.
La costituzione dell'osservatorio infatti può fornire un orientamento attento e concreto, anche quando si tratta di investimenti su modelli innovativi e replicabili per l'autonomia abitativa delle donne, come può essere il cohousing solidale. Una soluzione che permette alle donne di condividere il proprio vissuto ma anche di promuovere aggregazione sociale e solidale.
🧱 Struttura dell’Osservatorio (modello base). Descrizione ed attività:
1. Coordinamento di un Ente capofila (università, ente locale, rete antiviolenza), con partner e attori quali associazioni, sindacati, centri anti-violenza, enti abitativi, istituzioni.
2. Raccolta dati. L'Osservatorio attraverso un'analisi quali-quantitativa può raccogliere dati quantitativi con indicatori precisi (es. numero donne senza casa, tempi di attesa per la ricerca di un alloggio, tipologia di alloggio, n.componenti nucleo familiare ed altri), ma anche dati qualitativi (interviste, focus group, storie di vita che è possibile ottenere con il coinvolgimento dei centri antiviolenza, dei servizi sociali, della rete antiviolenza e dei presidi territoriali nel rispetto dell'anonimato delle donne).
3. Ricerca e analisi dei dati. La fase di elaborazione dei dati può condurre ad individuare indicatori su housing first, mobilità abitativa, accesso a edilizia pubblica, vulnerabilità economica, presenza di minori, condizioni di vulnerabilità.
Questi dati consentono di avere la visione chiara delle condizioni che rendono ancora più fragile la posizione sociale fo una donna vittima di violenza in cerca di un alloggio o di stabilità abitativa rispetto ai fattori di ostacolo principali che intervengono nel periodo di transizione connessa alla fuoriuscita dalla violenza.
4. Policy e raccomandazioni: l'Osservatorio può inoltre contribuire a sviluppare proposte legislative, linee guida per amministrazioni locali, provinciali e regionali, benchmark anche europei.
5. Comunicazione: l'Osservatorio dovrà redigere un Report annuale, con mappe interattive, per la presentazione e la divulgazione dei dati, open data e campagne di sensibilizzazione e prevenzione al fine di intercettare situaziono di rischio in raccordo con la rete.
6. Formazione: L'Osservatorio potrà organizzare momenti e incontri di formazione, workshop rivoli a operatori sociali, Enti locali, Servizi abitativi con il supporto delle università, dei servizi sociali e dei centri antiviolenza.
🧩 Attori coinvolti (partner ideali)
- Centri antiviolenza e case rifugio (rete antiviolenza nazionale e locali, associazioni femminili e associazioni locali con esperienza e attività di lavoro sul campo sui temi della povertà e della violenza sulle donne);
- Istat, ANCI, servizi sociali comunali, sindacati;
- Università / Dipartimenti di sociologia, urbanistica, economia;
-Enti del terzo settore (ActionAid, Caritas, fio.PSD);
-Sindacati degli inquilini, gestori dell’edilizia pubblica;
-Regioni / Comuni (per dati su ERP e bandi per l’autonomia);
-Ministero per le Pari Opportunità e Dipartimento Casa
Titolo (Italiano)
- +Osservatorio regionale permanente sulla povertà abitativa delle donne vittime di violenza