La cooperazione sociale è uno strumento che moltiplica bene Comune, occupiamocene
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Una proposta per il Paese
Queste priorità non rappresentano richieste corporative né misure di tutela per un singolo settore.
Sono proposte finalizzate a rafforzare uno strumento che da oltre trent'anni genera lavoro, autonomia, inclusione e sviluppo locale per migliaia di persone che rischierebbero altrimenti di rimanere ai margini della società e del mercato del lavoro.
Per questa ragione è necessario che le politiche pubbliche riconoscano e valorizzino non soltanto il valore economico prodotto dalle cooperative sociali di inserimento lavorativo, ma anche il loro impatto sociale.
Ogni inserimento lavorativo riuscito produce benefici che vanno ben oltre il singolo posto di lavoro: riduce i costi assistenziali, rafforza l'autonomia delle persone, migliora la sicurezza delle comunità, genera relazioni sociali, restituisce dignità e contribuisce alla costruzione di bene comune.
Per questo la misurazione dell'impatto sociale deve diventare uno strumento ordinario di valutazione delle politiche pubbliche e degli affidamenti, consentendo di riconoscere il valore effettivamente generato per la collettività e di orientare gli investimenti verso le esperienze più efficaci.
Investire nella cooperazione sociale di inserimento lavorativo significa investire nella coesione sociale, nella qualità delle comunità, nella sostenibilità dei sistemi di welfare e nella produzione di beni comuni.
Più appalti riservati, più inclusione.
Più riconoscimento normativo, più innovazione sociale.
Più alleanze tra impresa e cooperazione, più opportunità di lavoro.
Più misurazione dell'impatto sociale, più capacità di orientare le risorse pubbliche verso ciò che crea valore per le persone e per le comunità.
Quattro priorità per rilanciare la cooperazione sociale di inserimento lavorativo
La cooperazione sociale di inserimento lavorativo rappresenta uno strumento fondamentale per promuovere inclusione, occupazione e coesione sociale. Per consentire a questo modello di impresa di rispondere efficacemente alle nuove vulnerabilità e alle sfide del nostro tempo, proponiamo quattro interventi prioritari.
1. Rendere effettivi gli appalti riservati
Gli appalti riservati previsti dalla normativa nazionale ed europea rappresentano uno degli strumenti più efficaci per coniugare spesa pubblica e inclusione lavorativa, ma il loro utilizzo continua a essere marginale.
Occorre promuoverne una diffusione strutturale attraverso obiettivi minimi di utilizzo da parte delle amministrazioni pubbliche, attività di formazione per le stazioni appaltanti e linee guida che favoriscano una corretta applicazione della norma.
L'inserimento lavorativo delle persone svantaggiate deve diventare un criterio ordinario delle politiche pubbliche e non una pratica residuale.
2. Istituire un codice ATECO specifico per le cooperative sociali di inserimento lavorativo
Le cooperative sociali di inserimento lavorativo continuano a essere classificate esclusivamente in base all'attività economica svolta, senza che venga riconosciuta la loro specifica funzione sociale.
L'istituzione di un codice ATECO dedicato consentirebbe di identificare correttamente il comparto, misurarne il contributo economico e occupazionale, produrre dati statistici affidabili e costruire politiche pubbliche più efficaci e mirate.
Riconoscere ciò che siamo è il primo passo per valorizzare ciò che produciamo.
3. Aggiornare l'articolo 4 della Legge 381/1991
La definizione delle categorie di persone svantaggiate contenuta nell'articolo 4 della Legge 381 non riflette più pienamente le fragilità sociali contemporanee.
Occorre ampliare e aggiornare il perimetro delle condizioni di svantaggio includendo, tra gli altri, rifugiati e titolari di protezione internazionale, donne vittime di tratta e di violenza, persone in uscita da percorsi di accoglienza, e altre situazioni di vulnerabilità oggi non adeguatamente riconosciute.
La cooperazione sociale deve poter continuare a svolgere la propria funzione innovativa intercettando i bisogni emergenti della società.
4. Semplificare e rafforzare l'articolo 14 della Legge 68/1999
L'articolo 14 rappresenta uno strumento strategico per costruire partnership tra imprese e cooperative sociali finalizzate all'inserimento lavorativo delle persone con disabilità.
Tuttavia, procedure complesse e applicazioni disomogenee ne limitano fortemente la diffusione.
È necessario semplificarne l'utilizzo, uniformarne l'applicazione sul territorio nazionale e introdurre incentivi che favoriscano una collaborazione stabile tra sistema imprenditoriale e cooperazione sociale.
L'inclusione lavorativa deve diventare un obiettivo condiviso e una responsabilità comune tra economia sociale e impresa profit.
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