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Modifiche a "Riforma del sistema pensionistico."

Corpo del testo (Italiano)

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    Il 40% della spesa pensionistica va a posizioni pensionistiche superiori a 3000 euro al mese, in Italia abbiamo quasi 23 milioni di posizioni pensionistiche a fronte di sedici milioni di pensionati. I contributi non bastano a coprire la spesa pensionistica corrente, l’INPS spende complessivamente oltre 400 miliardi a fronte di 240 miliardi di contributi; Siamo di fronte a un sistema che ha finito per creare profonde differenze tra le generazioni, lasciando i giovani in una situazione di maggiore fragilità economica.

    L'obiettivo principale della proposta è risolvere l'insostenibilità finanziaria dell'INPS (attualmente in deficit strutturale coperto dalla fiscalità generale) e sanare la grave disuguaglianza generazionale che penalizza i giovani, creando un nuovo patto tra generazioni.

    Passaggio al Modello Svedese (Sistema Unico): abolizione dei regimi multipli: Superamento degli attuali sistemi (misto, retributivo, contributivo) e delle varie forme di prepensionamento a favore di un unico modello universale e trasparente. Si passa a un sistema unico: ogni lavoratore avrà una sorta di "conto individuale" dove si accumulano i contributi. La pensione finale dipenderà solo da quanto si è versato e dall'aspettativa di vita.

    Uscita flessibile e cumulabilità:
    Viene creata una "fascia pensionabile unica" dove la data di uscita è una scelta individuale. Ci sarà una "fascia d'età" in cui ognuno sceglierà liberamente quando ritirarsi. se esci prima, l'assegno mensile sarà più basso; se esci dopo, sarà più alto. Si potrà anche prendere una parte di
    pensione e continuare a lavorare.

    Transizione: Il passaggio sarà graduale, con clausole di salvaguardia per chi si trova nei vecchi regimi.

    Indicizzazione basata sull'economia reale: Le pensioni basse saranno protette al 100% dal carovita, mentre per quelle medio-alte l'adeguamento sarà minore. Inoltre, l'adeguamento non dipenderà solo dall'inflazione ma anche dalla reale crescita del Paese (PIL e salari), per evitare di far saltare i conti pubblici, Se l'economia o gli stipendi frenano, frena anche la spesa pensionistica.

    Solidarietà ed equità: Le
    pensioni fino alla soglia di povertà saranno rivalutate al 100%. Per gli importi superiori, la rivalutazione scenderà progressivamente e sarà calcolata sul reddito complessivo del pensionato, non sull'importo della singola pensione.

    Taglio agli sprechi e ai doppioni: Verranno eliminate le prestazioni assistenziali sovrapposte e i vari schemi regionali/locali inefficienti. Tagliare i bonus e i sussidi sovrapposti o inefficaci, unificandoli a livello nazionale e basandoli sul reale indicatore di povertà della famiglia.

    Criteri d'accesso più rigidi:
    L'accesso alle prestazioni assistenziali sarà definito su base nazionale guardando al reddito e al patrimonio familiare complessivo, ancorandosi a soglie di povertà relativa, eliminando logiche discrezionali.

    Iscrizione automatica: Per tutti i lavoratori dipendenti scatterà l'adesione automatica ai fondi pensione (con meccanismo di opt-out, ossia la possibilità di rinunciare.

    Incentivi fiscali e mobilità: I contributi versati saranno deducibili fino a 10.000 euro l'anno (soglia legata all'inflazione). Sarà inoltre garantita la totale libertà di trasferire il proprio fondo senza costi o penali.

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    Oltre il 40% della spesa pensionistica viene assorbito dal 20% dei pensionati con gli assegni più alti, in Italia abbiamo quasi 23 milioni di posizioni pensionistiche a fronte di sedici milioni di pensionati. I contributi non bastano a coprire la spesa pensionistica corrente, l’INPS spende complessivamente oltre 400 miliardi a fronte di 240 miliardi di contributi; Siamo di fronte a un sistema che ha finito per creare profonde differenze tra le generazioni, lasciando i giovani in una situazione di maggiore fragilità economica.

    L'obiettivo principale della proposta è risolvere l'insostenibilità finanziaria dell'INPS (attualmente in deficit strutturale coperto dalla fiscalità generale) e sanare la grave disuguaglianza generazionale che penalizza i giovani, creando un nuovo patto tra generazioni.

    Passaggio al Modello Svedese (Sistema Unico): abolizione dei regimi multipli: Superamento degli attuali sistemi (misto, retributivo, contributivo) e delle varie forme di prepensionamento a favore di un unico modello universale e trasparente. Si passa a un sistema unico: ogni lavoratore avrà una sorta di "conto individuale" dove si accumulano i contributi. La pensione finale dipenderà solo da quanto si è versato e dall'aspettativa di vita.

    Uscita flessibile e cumulabilità:
    Viene creata una "fascia pensionabile unica" dove la data di uscita è una scelta individuale. Ci sarà una "fascia d'età" in cui ognuno sceglierà liberamente quando ritirarsi. se esci prima, l'assegno mensile sarà più basso; se esci dopo, sarà più alto. Si potrà anche prendere una parte di
    pensione e continuare a lavorare.

    Transizione: Il passaggio sarà graduale, con clausole di salvaguardia per chi si trova nei vecchi regimi.

    Indicizzazione basata sull'economia reale: Le pensioni basse saranno protette al 100% dal carovita, mentre per quelle medio-alte l'adeguamento sarà minore. Inoltre, l'adeguamento non dipenderà solo dall'inflazione ma anche dalla reale crescita del Paese (PIL e salari), per evitare di far saltare i conti pubblici, Se l'economia o gli stipendi frenano, frena anche la spesa pensionistica.

    Solidarietà ed equità: Le
    pensioni fino alla soglia di povertà saranno rivalutate al 100%. Per gli importi superiori, la rivalutazione scenderà progressivamente e sarà calcolata sul reddito complessivo del pensionato, non sull'importo della singola pensione.

    Taglio agli sprechi e ai doppioni: Verranno eliminate le prestazioni assistenziali sovrapposte e i vari schemi regionali/locali inefficienti. Tagliare i bonus e i sussidi sovrapposti o inefficaci, unificandoli a livello nazionale e basandoli sul reale indicatore di povertà della famiglia.

    Criteri d'accesso più rigidi:
    L'accesso alle prestazioni assistenziali sarà definito su base nazionale guardando al reddito e al patrimonio familiare complessivo, ancorandosi a soglie di povertà relativa, eliminando logiche discrezionali.

    Iscrizione automatica: Per tutti i lavoratori dipendenti scatterà l'adesione automatica ai fondi pensione (con meccanismo di opt-out, ossia la possibilità di rinunciare.

    Incentivi fiscali e mobilità: I contributi versati saranno deducibili fino a 10.000 euro l'anno (soglia legata all'inflazione). Sarà inoltre garantita la totale libertà di trasferire il proprio fondo senza costi o penali.

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