Democrazia Economica= restituire ai lavoratori dipendenti e para subordinati potere gestionale
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Lavoro — proposta complessiva
1. Salario minimo di almeno 10 €/ora
Introduzione di un salario minimo legale di almeno 10 euro lordi all’ora, applicabile anche alle categorie oggi più vulnerabili.
2. Attuazione dell’articolo 39 della Costituzione
Registrazione dei sindacati e misurazione trasparente della loro rappresentatività, permettendo ai sindacati realmente rappresentativi di stipulare contratti collettivi con efficacia erga omnes e contrastando i contratti pirata. Sistema di rappresentanza basato su criteri certi e verificabili, aperto anche ai sindacati non confederali che dimostrino un’effettiva rappresentatività.
4. Contrasto alla precarietà
Reintroduzione di limiti e causali per il ricorso ai contratti a termine, accompagnata da una fiscalità che premi le assunzioni a tempo indeterminato e penalizzi l’abuso del lavoro temporaneo. introduzione di maggiori garanzie contro i licenziamenti ingiustificati, rafforzando la stabilità del rapporto di lavoro.
5 Riforma mercato del lavoro=nuova flessibilità “sicura”
Creazione di un sistema che permetta alle imprese di adattare rapidamente la propria forza lavoro senza scaricare interamente il costo della flessibilità sul lavoratore. Rafforzamento radicale dei centri per l’impiego e loro collegamento diretto con imprese, lavoratori e territorio, creando una rete pubblica capace di facilitare concretamente l’incontro tra domanda e offerta. Creazione di sistemi, anche digitali, attraverso i quali le imprese possano comunicare tra loro e, nel rispetto dei diritti del lavoratore, facilitare il passaggio di personale da un’impresa all’altra, preferibilmente nello stesso settore e nella stessa area geografica.
L’idea è creare una sorta di “rete di sicurezza occupazionale”: se un’impresa non ha più bisogno di un lavoratore, questo non viene semplicemente espulso dal mercato, ma può essere rapidamente ricollocato presso un’altra impresa che ne ha bisogno Il modello dovrebbe quindi spostare la flessibilità dal singolo rapporto di lavoro alla rete produttiva: maggiore capacità delle imprese di adattarsi, ma maggiore continuità occupazionale per il lavoratore.
6) Piano industriale come base della politica occupazionale
Questa rete di ricollocazione non dovrebbe essere separata dalla politica industriale: deve essere inserita in un nuovo piano industriale nazionale, capace di prevedere settori strategici, fabbisogni professionali e territori in crescita.
7)Nuovo reddito universale di sostegno
Creare un nuovo strumento che unisca le funzioni oggi svolte da NASpI e strumenti di sostegno al reddito, garantendo una protezione economica alle persone disoccupate o in condizioni di forte marginalità. Il sostegno economico non dovrebbe essere concepito semplicemente come trasferimento monetario, ma accompagnato da formazione, orientamento, servizi sociali e ricollocazione, con l’obiettivo di aiutare la persona a tornare rapidamente a un’occupazione dignitosa.
15. Riduzione dell’orario di lavoro a 35 ore
Riduzione graduale delle 40 ore settimanali a 35 ore a parità di salario, partendo dalla Pubblica Amministrazione e incentivando fiscalmente le imprese che anticipano la transizione.
8 Democrazia economica
Creazione di strumenti giuridici che permettano ai lavoratori di costituire imprese, consorzi e società controllate direttamente da loro o dai loro rappresentanti, al di fuori del tradizionale modello cooperativo. costituire istituti giuridici che diano maggiore potere alle Giunte Regionali e al Parlamento di affidare stabilimenti produttivi a collettività di lavoratori quando i proprietari si dimostrino incapaci a garantire l'attività produttiva ed alte percentuali di occupazione.
istituire la figura dell'Usucapione "collettivo" quando collettività di lavoratori utilizzano per 3 anni uno stabilimento abbandonato senza opposizione dal proprietari/i .
Sviluppo di forme societarie nelle quali lavoratori e imprenditori possano condividere potere decisionale e gestione dell’impresa, favorite fiscalmente.
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