Modifiche a "Minimi, indicizzazione e particolarizzazione fiscale"
Corpo del testo (Italiano)
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Minimi
Si stabilisce una soglia minima di 10 euro lordi per ogni ora di lavoro effettivo, applicata universalmente a tutti i settori economici. Questa misura cancella i contratti pirata e stabilisce un pavimento invalicabile, che non sostituisce la contrattazione collettiva ma la integra, ridefinendo i minimi tabellari verso l'alto. Per evitare un impatto shock sulle microimprese e sui settori a bassa marginalità, l'introduzione della tariffa oraria minima viene accompagnata da un credito d'imposta temporaneo sul costo del lavoro, garantendo così la stabilità occupazionale durante la fase di transizione.
Indicizzazione all'inflazione
Si introduce uno schema di indicizzazione annuale, evoluzione della storica scala mobile, concepito per neutralizzare la perdita di potere d'acquisto senza innescare spirali inflazionistiche. Il meccanismo scatta il primo gennaio di ogni anno e calcola l'adeguamento automatico delle retribuzioni basandosi sull'indice IPCA depurato dai beni energetici importati. Per garantire la sostenibilità macroeconomica, il recupero dell'inflazione è totale al 100% per i salari fino a 35.000 euro annuali, mentre sopra questa soglia l'adeguamento decresce in modo lineare, proteggendo prioritariamente i redditi più esposti all'aumento dei prezzi.
Struttura fiscale a 10 aliquote IRPEF
Si sostiene l'intera riforma attraverso una profonda redistribuzione del carico fiscale, sostituendo l'attuale sistema frammentato con una struttura a dieci scaglioni che riduce il cuneo fiscale e aumenta il salario netto reale dei lavoratori.
Fino a 12.000 0%
Da 12.001 a 20.000 15%
Da 20.001 a 28.000 23%
Da 28.001 a 35.000 27%
Da 35.001 a 50.000 33%
Da 50.001 a 75.000 38%
Da 75.001 a 100.000 41%
Da 100.001 a 150.000 44%
Da 150.001 a 300.000 47%
Oltre 300.000 50%
Titolo (Italiano)
- +Minimi, indicizzazione e particolarizzazione fiscale