Per Integrare la prospettiva di genere a monte e in ogni contesto
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Il lavoro rappresenta il principale strumento di emancipazione, autonomia e libertà delle donne. Una piena partecipazione femminile al mondo del lavoro richiede un cambiamento culturale, economico e sociale che metta al centro l'uguaglianza, la qualità dell'occupazione e la sostenibilità del modello di sviluppo.
1. Lavoro dignitoso e parità salariale
Proposta: Garantire alle donne un lavoro stabile, regolare e adeguatamente retribuito, contrastando precarietà, lavoro povero, part-time involontario e discriminazioni nelle assunzioni e nelle carriere.
· rafforzare la trasparenza salariale, includendo premi, salario variabile, sottoinquadramenti e progressioni di carriera;
· rendere trasparenti le fasce retributive del salario fisso e variabile negli annunci di Lavoro;
· contrastare le discriminazioni nei processi di selezione, ad esempio vietando domande relative a maternità, figli e stato civile;
· contrastare il part-time involontario e la segregazione occupazionale;
· favorire lavoro agile, remoto e flessibilità organizzativa, quando compatibili con le mansioni;
· promuovere l'accesso delle donne ai ruoli decisionali e dirigenziali anche attraverso una flessibilità organizzativa.
Obiettivo: fare della parità economica e professionale una componente strutturale della qualità del Lavoro e degli obiettivi sociali.
2. Welfare, cura e diritto al tempo
Proposta: Costruire un sistema di welfare che permetta a donne e uomini di conciliare lavoro, genitorialità, cura e vita personale senza che il lavoro di cura ricada prevalentemente sulle donne.
· potenziare asili nido e servizi educativi;
· rafforzare assistenza domiciliare e servizi per la non autosufficienza;
· sostenere concretamente la genitorialità e la cura familiare;
· rafforzare congedi di paternità non cedibili e congedi condivisi;
· promuovere una distribuzione più equa dei carichi di cura;
· promuovere modelli organizzativi orientati al diritto al tempo, conciliando lavoro, cura, formazione, partecipazione civica e benessere.
Obiettivo: fare del welfare uno strumento di autonomia e non un meccanismo che costringe le donne a ridurre o abbandonare il lavoro.
3. Autonomia economica e contrasto alla violenza
Proposta: Garantire alle donne gli strumenti economici, lavorativi e abitativi necessari per costruire e mantenere la propria autonomia, con particolare attenzione alle donne vittime di violenza.
· rafforzare la formazione sui diritti del lavoro;
· promuovere programmi di educazione finanziaria rivolti alle donne;
· facilitare accesso al credito, al risparmio, agli investimenti e alla previdenza;
· costruire percorsi di formazione e inserimento lavorativo soprattutto per le donne vittime di violenza;
· favorire l'accesso agevolato al credito;
· sostenere con progetti e risorse l'autonomia abitativa.
Obiettivo: rendere l'autonomia economica una condizione concreta di libertà e di autodeterminazione.
4. Salute, diritti e cultura della parità
Proposta: Integrare la prospettiva di genere nelle politiche di salute, sicurezza, educazione e lavoro, contrastando stereotipi e discriminazioni.
· introdurre misure preventive a priori e tutele per le condizioni di salute che incidono sulla vita lavorativa, comprese endometriosi, dismenorrea invalidante, PCOS (sindrome dell'ovaio policistico, un disturbo ormonale e metabolico che colpisce le donne in età fertile), maternità tardiva e menopausa precoce;
· prevedere il congedo mestruale e altre forme di assenza per condizioni invalidanti legate alla salute di genere;
· introdurre percorsi educativi su rispetto, consenso, stereotipi e condivisione dei carichi di cura nelle scuole, università, PA e luoghi di lavoro;
· riconoscere il valore del lavoro di cura nel contrasto al divario pensionistico di genere;
· ridurre l'IVA su tutti i prodotti per l'igiene mestruale;
· introdurre una valutazione obbligatoria preventiva e a consuntivo dell'impatto di genere nelle politiche del lavoro.
Obiettivo: riconoscere la salute e la parità di genere come diritti trasversali che devono essere considerati nelle politiche pubbliche.
5. Donne, leadership, STEM e intelligenza artificiale
Proposta: Rimuovere gli ostacoli culturali, formativi e organizzativi che limitano la presenza delle donne nei settori strategici dell'economia e nei luoghi decisionali.
· garantire a bambine e ragazze libertà di scelta nei percorsi di studio e professionali;
· aumentare la presenza femminile nelle STEM, nella ricerca, nell'università e nell'innovazione e costruire percorsi che ne favoriscano la buona occupazione anche per evitare fuga dei cervelli e retribuzioni al ribasso;
· favorire l'accesso delle donne ai ruoli di leadership nella PA, nella ricerca e nelle imprese, garantendo una trasformazione digitale libera da discriminazioni;
· investire nella formazione continua e nella riqualificazione digitale;
· garantire trasparenza e assenza di bias discriminatori negli algoritmi utilizzati per selezione e valutazione del personale anche attraverso il blind recruitment, che si limita alla valutazione delle competenze.
Obiettivo: trasformare il talento femminile in una risorsa pienamente valorizzata nei settori strategici e nei processi decisionali.
6. Donne, territori e transizione ecologica
Proposta: Fare della transizione ecologica un'opportunità di autonomia, occupazione e protagonismo femminile, soprattutto nei territori periferici, nelle aree interne e nel Mezzogiorno.
· favorire il rientro dei talenti femminili attraverso incentivi all'occupazione;
· potenziare infrastrutture digitali e spazi di coworking;
· sostenere l'imprenditoria femminile locale;
· facilitare l'accesso delle donne al credito, ai fondi europei e ai programmi di innovazione;
· promuovere imprese femminili nella green economy, economia circolare, agricoltura sostenibile, economia sociale e servizi di comunità;
· integrare la prospettiva di genere anche nelle politiche di transizione ecologica, facendo della transizione ecologica un motore di autonomia e sviluppo e di città più amichevoli per tutt3.
Obiettivo: costruire territori capaci di trattenere e attrarre competenze femminili e creare nuova occupazione di qualità attraverso la transizione ecologica.
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