Più Salari, Più Merito, Più Libertà

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1. Salario minimo attraverso il rafforzamento dei CCNL

Obiettivo: Garantire salari dignitosi senza sostituire la contrattazione collettiva.

Proposte

A. Copertura obbligatoria tramite CCNL

  • Ogni lavoratore subordinato deve essere inquadrato in un CCNL rappresentativo del proprio settore.

  • Contrasto ai cosiddetti "contratti pirata" firmati da sigle prive di reale rappresentatività.

  • Creazione di un elenco nazionale dei CCNL validi.

B. Salario minimo legale di garanzia

  • Introduzione di una soglia minima nazionale (es. 10 €/ora lordi) valida solo come rete di sicurezza.

  • Se il CCNL prevede importi superiori, prevale il CCNL.

C. Rinnovo annuale dei CCNL

  • Obbligo di apertura del tavolo di rinnovo ogni anno.

D. Indicizzazione all'inflazione

  • Quando l'inflazione cumulata supera il 3% dall'ultimo aggiornamento salariale, scatta automaticamente un recupero parziale o totale del potere d'acquisto.

  • Evitare che i salari perdano valore per anni in attesa dei rinnovi.

Motivazione

Negli ultimi vent'anni la produttività è cresciuta poco, ma i salari reali sono cresciuti ancora meno. L'obiettivo è evitare che il lavoratore diventi più povero semplicemente a causa dell'inflazione.

2. Congedi parentali perfettamente paritari

Obiettivo: Parità tra uomo e donna nel lavoro e nella famiglia.

Proposta

Mantenere invariato il monte complessivo di congedo obbligatorio già finanziato dallo Stato.

Ad esempio:

  • oggi: 5 mesi madre + 1 mese padre;

  • domani: 6 mesi complessivi da distribuire liberamente tra i genitori.

Possibili esempi:

  • 3 mesi madre + 3 mesi padre;

  • 4 mesi madre + 2 mesi padre;

  • 5 mesi madre + 1 mese padre;

  • 1 mese madre + 5 mesi padre.

Con l'unico vincolo delle esigenze sanitarie immediatamente successive al parto.

Motivazione

Oggi molte aziende percepiscono l'assunzione di una donna giovane come più "rischiosa" rispetto a quella di un uomo.

Se il costo e l'assenza potenziale sono identici per entrambi i genitori:

  • diminuisce la discriminazione in fase di assunzione;

  • aumenta la libertà organizzativa delle famiglie;

  • non aumenta significativamente la spesa pubblica.

3. Meno precarietà e più meritocrazia

Obiettivo: Favorire il contratto stabile senza trasformarlo in un rapporto impossibile da interrompere.

Proposte

A. Riduzione dell'abuso dei contratti precari

  • Maggiore costo contributivo per rinnovi continui di contratti a termine.

  • Progressiva convenienza economica del tempo indeterminato.

B. Periodo di valutazione rafforzato

  • Possibilità di prevedere periodi iniziali di prova più strutturati.

  • Obiettivi professionali chiari e misurabili.

C. Licenziamento per insufficiente rendimento

  • Definizione normativa più chiara.

  • Obbligo di dimostrare:

    • obiettivi assegnati;

    • strumenti forniti;

    • valutazioni documentate.

D. Diritto al miglioramento

  • Prima del licenziamento, obbligo di piano di recupero professionale.

Motivazione

Molte aziende evitano assunzioni stabili perché temono di non riuscire a correggere o sostituire lavoratori palesemente inadatti.

Più chiarezza sulle regole può aumentare la disponibilità ad assumere a tempo indeterminato.

4. Detassazione dei premi di performance

Obiettivo: Premiare chi produce risultati.

Proposta

  • Premi di risultato esenti da IRPEF fino a una soglia annua (es. 5.000 €).

  • Riduzione o azzeramento dei contributi aggiuntivi sui premi.

Motivazione

Oggi un bonus aziendale genera una forte differenza tra:

  • costo sostenuto dall'azienda;

  • importo effettivamente ricevuto dal lavoratore.

Riducendo la tassazione:

  • il lavoratore riceve di più;

  • l'impresa è incentivata a riconoscere il merito;

  • aumenta la produttività.

Salvaguardie

Per evitare abusi:

  • il bonus deve essere collegato a indicatori oggettivi;

  • non può sostituire il salario base.

5. Conciliazione vita-lavoro

A. Settimana corta

Introduzione graduale della settimana lavorativa di quattro giorni a parità di retribuzione:

  • inizialmente tramite accordi aziendali incentivati;

  • sperimentazione nei settori compatibili;

  • monitoraggio della produttività.

B. Diritto minimo allo smart working

Creazione di una classificazione nazionale delle professioni.

Tre categorie:

Categoria A

  • lavoro pienamente remotizzabile;

  • minimo 40% delle giornate mensili da remoto se richiesto dal lavoratore.

Categoria B

  • lavoro parzialmente remotizzabile;

  • minimo 20%.

Categoria C

  • attività incompatibili con il lavoro remoto.

L'azienda può negare il lavoro agile solo con motivazione documentata.

Motivazione

Lo smart working non deve essere un privilegio aziendale ma uno strumento organizzativo regolato.

6. Straordinari volontari più flessibili

Obiettivo: Aumentare la libertà di scelta del lavoratore.

Proposte

  • Innalzamento dei limiti annuali di straordinario.

  • Possibilità di superare alcune soglie tramite accordo individuale certificato.

  • Nessun obbligo per il lavoratore di accettare.

Tutela sanitaria

  • Limite massimo assoluto europeo su base settimanale.

  • Controlli rafforzati nei settori ad alto rischio.

Motivazione

Molti lavoratori desiderano aumentare il proprio reddito attraverso più ore di lavoro. Lo Stato non dovrebbe impedirlo, purché:

  • sia volontario;

  • sia ben retribuito;

  • non comprometta salute e sicurezza.

Sintesi

  • Salari protetti dall'inflazione.

  • Congedi parentali realmente paritari.

  • Meno contratti precari.

  • Premi di produttività quasi totalmente detassati.

  • Settimana corta e smart working come strumenti ordinari.

  • Più libertà per chi vuole lavorare e guadagnare di più tramite straordinari volontari.

Questa proposta si fonda su un principio semplice: tutela e merito non sono in contrapposizione.

Vogliamo garantire salari dignitosi, maggiore stabilità lavorativa e un migliore equilibrio tra vita privata e lavoro, senza rinunciare alla valorizzazione dell'impegno, delle competenze e dei risultati.

Crediamo in un mercato del lavoro più equo, dove i lavoratori siano protetti dalla precarietà e dalla perdita di potere d'acquisto, ma dove allo stesso tempo il merito venga premiato e le imprese abbiano gli strumenti necessari per crescere, assumere e competere.

Perché un Paese cresce davvero quando chi lavora, chi investe e chi produce valore possono crescere insieme.

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