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Tutti i genitori vorrebbero poter lavorare, anche coloro che storicamente lavorano per crescere le nuove generazioni di bambini e ragazzi, ossia le madri.
Le donne madri spesso devono rinunciare a lavorare perché non possono abbandonare i propri figli e negare loro accudimento ed educazione nelle ore in cui non sono a scuola. Rinunciando al lavoro rinunciano anche alla loro indipendenza economica e alla possibilità di emanciparsi da situazioni ecentuali di violenza domestica (1 su 3 ne soffre)
Non si può pensare che la soluzione per le madri sia trasformarsi in datori di lavoro e assumere del personale che lavori per accudire ed educare i propri figli, mentre lei fa un altro lavoro. Questo è alienante e disumanizzante, nella pratica, insostenibile economicamente.
Le donne devono poter lavorare e crescere i figli nella stessa giornata.
Attualmente aziende pubbliche e private scartano le lavoratrici che non hanno disponibilità oraria piena, anche se altamente formate e/o istruite, sprecando per intero l'investimento che la scuola pubblica e l'università hanno fatto per quella donna.
La proposta è quella di prevedere protezione per tutti, lavoratrici e lavoratori. Tutti devono avere piena flessibilità oraria garantita e part time se lo richiedono, prevista da contratto e non come frutto di linghissime contrattazioni o rinuncia ad avanzamenti di carriera e di stipendio.
Questo aumenterebbe il gettito fiscale e la produttività nazionale, oltre che migliorare la bilancia demografica senza rinunciare ai propri diritti.
Titolo (Italiano)
- +Anche le madri vorrebbero lavorare