Rivoluzionare la formazione e i servizi per l'impiego
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Il principio di questa proposta è rifondare le politiche attive del lavoro legandole all'innovazione tecnologica, introducendo il diritto individuale alla formazione continua e istituendo un sistema di finanziamento protetto in busta paga.
Grazie a questa riforma, i disoccupati e i lavoratori in transizione professionale riceveranno proposte di impiego rapide e in linea con le proprie attitudini. L'economia nazionale beneficerà di un innalzamento delle competenze della forza lavoro complessiva, riducendo il divario tra i profili cercati dalle imprese e le reali abilità disponibili sul mercato.
Revisione e potenziamento del ruolo dei centri per l'impiego come fulcro dell'incrocio tra domanda e offerta, anche sfruttando l'intelligenza artificiale per confrontare fabbisogni e opportunità per la formazione dei disoccupati.
Stanziamento di finanziamenti regionali, nazionali ed europei per corsi di formazione vincolati alle reali e specifiche esigenze professionali del territorio.
Attivazione di programmi e incentivi per la formazione permanente, con la libertà per il lavoratore di scegliere personalmente i propri percorsi all'interno di un catalogo di corsi accreditati e certificati.
Istituzione delle quote per la formazione in busta paga, su modello Francese.
Ci tengo a precisare che queste proposte sono un estratto ragionato della riforma complessiva già postata da me, Davide Grazian, nei precedenti post.
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