Modifiche a "Dieci impegni per un paese più giusto per gli animali "

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    Elezioni politiche 2027 – un nuovo patto tra persone, animali e istituzioni

    La tutela degli animali è una scelta di civiltà. Significa costruire un Paese più giusto, più  equo e  davvero sostenibile, capace di affrontare le grandi sfide del nostro tempo: dalla salute pubblica alla tutela dell'ambiente, dalla sicurezza alimentare all'innovazione.

    Negli ultimi anni si è peraltro anche consolidata la conoscenza scientifica sulla capacità degli animali di provare dolore, emozioni e sentimenti, e parallelamente un numero crescente di cittadini chiedono Istituzioni capaci di tradurre questa consapevolezza in politiche pubbliche concrete. Le più recenti indagini demoscopiche certificano che il benessere animale è oramai diventato un valore centrale della nostra società e che la sensibilità un tempo riservata agli animali familiari si sta progressivamente estendendo anche agli altri animali.   

    Per questo chiediamo ai partiti e alle candidate e ai candidati alle elezioni politiche del 2027 di assumere dieci impegni per costruire un'Italia più giusta anche per gli animali,  in attuazione dei principi fondamentali della Repubblica elencati nell’articolo 9 della Costituzione.

    1. Mettere gli animali al centro delle politiche pubbliche

    La tutela degli animali non può più essere affidata a interventi frammentari. Serve una visione capace di mettere in relazione il principio etico della tutela degli animali con aspetti cruciali come la sicurezza alimentare e la salute pubblica in modo integrato, in un contesto ispirato a livello internazionale dal principio One Health. 

    Per questo chiediamo una Strategia nazionale per gli animali, un coordinamento stabile delle politiche pubbliche con l’istituzione di una Garante nazionale dei diritti degli animali, il riconoscimento degli animali come esseri senzienti nel Codice Civile e un rafforzamento delle attività di prevenzione e contrasto dei reati contro gli animali e  dei crimini zoomafiosi. È inoltre fondamentale promuovere percorsi di educazione al rispetto degli animali e della biodiversità, affinché la tutela degli animali diventi parte integrante della cultura civica del nostro Paese.

    2. Liberare milioni di animali dalle gabbie

    Ogni giorno più di 300 milioni di animali allevati in Europa, 40 milioni solo in Italia, trascorrono parte o l'intera vita in gabbie che impediscono perfino i movimenti più basilari.

    Una pratica sempre più distante dalle posizioni del mondo scientifico, che chiede di abbandonarle, e dalla sensibilità della società.

    Superare le gabbie significa restituire dignità a milioni di animali e accompagnare il settore verso modelli produttivi più moderni e sostenibili. 

    Chiediamo di appoggiare il divieto di questo metodo di allevamento in Italia e parallelamente a livello europeo per tutte le specie allevate, promuovendo l’introduzione di standard più elevati, arricchimenti ambientali ed eliminando le pratiche più crudeli. Per  ridurre al massimo i tempi di transizione degli allevamenti italiani a sistemi senza gabbie, chiediamo di aumentare significativamente l’allocazione del fondo cage-free approvato nel 2025.  

    3. Riconoscere finalmente gli animali acquatici

    Pesci e crostacei decapodi sono gli animali allevati e consumati in maggior numero, ma anche quelli che ancora oggi ricevono il minor livello di tutela.

    È tempo che il nostro Paese colmi questo vuoto normativo, prevedendo per legge anche il divieto di allevamento di nuove specie, come i polpi.

    Chiediamo di introdurre standard specifici a loro tutela, dalla qualità dell'acqua alle densità di allevamento, dal trasporto ai sistemi di macellazione. 

    Occorre promuovere lo stordimento efficace dei pesci prima della  uccisione, sostenere la ricerca scientifica e orientare gli investimenti pubblici verso pratiche di acquacoltura sostenibili e che riducano concretamente la sofferenza degli animali. Occorre anche vietare la vendita di crostacei vivi e garantire una maggiore trasparenza lungo la filiera che  consentirà ai cittadini di compiere scelte più consapevoli, con etichette chiare e che includano davvero miglioramenti concreti. Vanno aumentate le aree protette marine, lacustri e fluviali.

    4. Mettere fine ai viaggi della sofferenza

    Ogni anno milioni di animali vengono trasportati sulle autostrade italiane per centinaia o migliaia di chilometri in condizioni che causano stress, ferite e sofferenze evitabili.

    Ridurre queste sofferenze è una responsabilità non più rinviabile. 

    Chiediamo di sostenere miglioramenti normativi a livello europeo e in Italia, sostenendo una revisione ambiziosa del regolamento UE ma anche agendo direttamente in Italia, riducendo le ore di viaggio, vietando i trasporti nazionali con temperature elevate o in condizioni climatiche estreme in alcune ore del giorno e garantendo maggiori tutele per gli animali vulnerabili, promuovendo filiere più corte, capaci di ridurre gli spostamenti e rispettare maggiormente le esigenze degli animali.

    5. Accelerare la transizione verso un sistema alimentare più sostenibile

    Ripensare il nostro sistema alimentare significa investire nel futuro del Paese, tutelando gli animali, la salute delle persone e le risorse naturali.

    Chiediamo politiche e interventi fiscali che favoriscano la diffusione di alimenti di origine vegetale e delle innovazioni alimentari, cancellando i divieti istituiti negli ultimi anni, rendano obbligatoria un'etichettatura chiara e trasparente sui metodi di allevamento e accompagnino una progressiva riduzione della dipendenza dagli allevamenti intensivi. È inoltre necessario fermare l'espansione di nuovi allevamenti intensivi tramite una e sostenere un modello alimentare più equilibrato e resiliente.

    6. Fare delle risorse pubbliche uno strumento di cambiamento

    Le risorse pubbliche devono accompagnare la transizione verso un sistema agroalimentare più giusto, non consolidare modelli che mostrano sempre più chiaramente i propri limiti.

    Chiediamo che i fondi destinati all'agricoltura sostengano la progressiva riconversione delle produzioni verso sistemi che garantiscano standard più elevati di benessere animale, incentivino le proteine vegetali e favoriscano l'innovazione alimentare. Allo stesso tempo, è importante assicurare che gli animali importati e i loro prodotti rispettino standard equivalenti a quelli richiesti all’allevamento e alle produzioni italiane ed europee, così da garantire condizioni di concorrenza eque e coerenti con gli obiettivi di tutela degli animali.

    7. Promuovere la ricerca del futuro senza animali 

    La ricerca scientifica ha già realizzato e sta sviluppando strumenti sempre più affidabili, innovativi ed efficaci che facilitano la sostituzione dell’utilizzo degli animali. Investire in questi metodi significa accelerare il progresso della scienza, migliorare la qualità e la competitività della ricerca e rispondere a una crescente domanda etica della società. 

    Chiediamo di aumentare gli investimenti nei metodi sostitutivi, sostenere la ricerca human-based e favorire una transizione graduale ma concreta verso una ricerca sempre meno dipendente dall'utilizzo di animali.

    8. Proteggere gli animali selvatici e la biodiversità

    Gli animali selvatici rappresentano un patrimonio naturale di valore inestimabile e svolgono un ruolo fondamentale per l'equilibrio degli ecosistemi.

    Chiediamo l'abrogazione delle norme che negli ultimi anni hanno indebolito la tutela degli animali selvatici, il rafforzamento degli strumenti di protezione, anche attraverso l’aumento delle aree protette, l’abrogazione dell’articolo 842 del Codice Civile italiano che consente ai cacciatori di entrare nei terreni privati, il sostegno alla rete dei Centri di recupero della fauna, il contrasto al bracconaggio e al commercio illegale di animali, il potenziamento del personale incaricato di reprimere gli illeciti contro la fauna, maggiori risorse a tal fine, in termini economici e di personale, nonché la promozione di una convivenza con gli animali selvatici fondata sulle evidenze scientifiche e su metodi non cruenti.

    Chiediamo inoltre il divieto dell'uso dei richiami vivi e della caccia in tana e di attuare  finalmente il divieto di commercio e detenzione di animali esotici, di vietare l'importazione e il commercio dei prodotti derivanti dall’uccisione dei canguri e i trofei di caccia provenienti da specie protette, di contrastare il commercio delle pinne di squalo, di sostenere la riconversione delle produzioni di origine animale nella moda.

    9. Costruire un Paese che non abbandona gli animali

    Contrastare il randagismo significa prevenire sofferenza, ridurre i costi sociali e sostenere il legame sempre più forte tra persone e animali.

    Chiediamo una strategia nazionale per prevenire l'abbandono, il fenomeno delle cucciolate casalinghe, contrastare il traffico di cuccioli, incidere su allevamento e vendita e promuovere la cultura del possesso responsabile degli animali. È inoltre necessario rafforzare il sostegno a canili, gattili, rifugi e ai santuari, rendere le cure veterinarie più accessibili attraverso strumenti di equiparazione fiscale e lo sviluppo della veterinaria sociale affinché nessuno sia costretto a separarsi dal proprio animale per ragioni economiche.

    10. Superare definitivamente l'utilizzo degli animali negli spettacoli

    Gli animali non sono strumenti di intrattenimento e il loro impiego negli spettacoli non rispecchia più la sensibilità della società contemporanea.

    Chiediamo di completare il percorso di superamento degli animali nei circhi e negli spettacoli viaggianti, sostenendo la riconversione del settore e garantendo un futuro agli animali oggi impiegati. 

    Chiediamo inoltre una normativa specifica contro l’uso degli equidi per il traino di carrozze e le corse clandestine di cavalli dando seguito alle proposte della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle attività illecite.

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