La scuola che vogliamo. Proposte del tavolo scuola/università dell'Emilia Romagnadell'Emilia Romagna
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Proposta del tavolo scuola/università AVS Emilia Romagna Seconda parte
I nostri progetti e le nostre proposte per i territori dell’Emilia Romagna che potranno essere declinate a livello nazionale
1.Formiamoci
-Corsi universitari serali per lavoratori
Descrizione del progetto: L’università instituisce un programma di corsi serali, articolato in lezioni prevalentemente in orari post-lavorativi (dalle 19:00 alle 23:00), presso sedi già esistenti o dedicate. I corsi saranno strutturati in moduli compatibili con le esigenze professionali, prevedendo anche attività pratiche e laboratori, materiali condivisi online.
Obiettivo: Offrire corsi universitari serali di alta qualità, accessibili ai lavoratori, con l’intento di incentivare la formazione in presenza e ridurre la dipendenza dalle università telematiche.
Vantaggi attesi: Maggiore accessibilità alla formazione universitaria per i lavoratori. Riduzione della dipendenza dalle piattaforme telematiche. Favorire un equilibrio tra studio e lavoro. Sviluppo di una comunità studentesca in presenza.
Risorse necessarie: Spazi adeguati e attrezzature. Personale docente e amministrativo.
Si può valutare di attivare alcuni corsi anche nei luoghi di lavoro, prevedendo la possibilità di svolgere parzialmente attività online -Valorizzazione e formazione dei docenti di sostegno
L'inclusione scolastica rappresenta una responsabilità fondamentale delle Istituzioni e richiede professionalità adeguate, formazione continua e strumenti innovativi.In questa prospettiva, si propone di rafforzare il ruolo dei docenti di sostegno, riconoscendone la funzione strategica nella costruzione di una scuola realmente inclusiva.
A tal fine, si propone di promuovere una partnership stabile tra istituzioni scolastiche, Università e territorio, finalizzata alla progettazione di percorsi di alta formazione e aggiornamento professionale.
L'iniziativa potrà prevedere:
Percorsi formativi universitari e laboratori dedicati alle metodologie inclusive e alla didattica personalizzata;
Attività di ricerca - azione nelle scuole, con il coinvolgimento diretto dei docenti;
Momenti di confronto e supervisione con docenti universitari, pedagogisti e specialisti;
Valorizzazione e diffusione delle buone pratiche sviluppate nelle scuole; Sperimentazione di nuove tecnologie e strumenti per favorire
l'autonomia e la partecipazione degli studenti con disabilità.
L'obiettivo è costruire un sistema permanente di formazione e valorizzazione professionale, capace di collegare ricerca, formazione e pratica educativa.
Investire sui docenti di sostegno significa investire sulla qualità della scuola e sul diritto di ogni studente a partecipare pienamente alla vita scolastica.
La collaborazione con l'Università può rappresentare, in questo senso, uno strumento concreto per trasformare l'esperienza quotidiana delle scuole in competenza, innovazione e nuove opportunità di inclusione. 2.Prendiamoci cura
-Scuole apri pista di nuove comunità energetiche
Abbiamo sempre considerato gli edifici scolastici dal punto di vista della sicurezza e della stabilità sismica, raramente ci siamo occupati della funzionalità degli spazi educativi e della adeguatezza degli arredi. Su questi temi si registra un ritardo enorme che richiederebbe un investimento di almeno un punto di P.I.L. ( 17 miliardi di euro circa) per rimediare ai ritardi più evidenti. Esistono poi problemi nuovi che si sono manifestati proprio con il collasso climatico di questi ultimi anni; 2026 rischia di essere considerato l’anno più fresco rispetto a quelli che verranno. Come rispondere? Con quali risorse? La soluzione non può che essere quella di assicurare una climatizzazione adeguata a un ambiente di lavoro. Tutti gli uffici pubblici, gli ospedali, i tribunali, le biblioteche, i teatri, ecc. sono dotati di aria condizionata e di umidificazione adeguati per consentire la possibilità di lavorare tra i mesi di Aprile e Settembre, i mesi caldi. Sono dotati di condizionamento anche molti uffici di segreteria e presidenza, ma le aule scolastiche no. Se si seguissero le strategie fin qui utilizzate di dotare un condizionatore per ciascuna aula, allacciato alla tradizionale cabina elettrica, contribuiremmo ad aggravare il peso della bolletta energetica e i conseguenti costi di gestione. L’unica alternativa è quella di produrre l’energia necessaria attraverso pannelli fotovoltaici, facilmente istallabili sulla gran parte degli edifici scolatici. Le scuole potrebbero essere così il punto di avvio di nuove comunità energetiche con l’obiettivo di socializzare una parte dei costi attraverso forme di partenariato, ma soprattutto ridistribuire al territorio l’energia prodotta e non consumata. Esistono già progetti in tal senso in alcune zone, sia in aree molto urbanizzate che in piccole comunità di paese. Gli enti locali, proprietari degli edifici scolastici, hanno il compito di mettere in cantiere studi attuativi in tal senso e di mobilitare l’imprenditorialità locale a sostenere gli investimenti necessari.
-Educazione ambientale come disciplina autonoma curricolare: almeno un’ora a settimana
Motivazioni - La crisi ambientale richiede competenze e sensibilità specifiche che vanno al di là dell’educazione trasversale. L’educazione ambientale potrà diventare una leva strategica per favorire comportamenti sostenibili a livello individuale e collettivo. Favorire la cultura della tutela e della cura del pianeta, con una formazione integrata e approfondita.
Obiettivo generale: Introdurre l’educazione ambientale come disciplina curricolare dedicata, almeno un’ora a settimana, al fine di formare cittadini consapevoli, responsabili e competenti sulle problematiche ambientali e sulla sostenibilità. Si propone un approccio narrativo perché i ragazzi sono più ricettivi se si raccontano loro storie e la lezione potrebbe essere più accattivante.
3.Accogliamoci
-Progetto pilota: “Valorizzare le lingue madri come risorsa per l’apprendimento dell’italiano
Obiettivo generale: Promuovere un approccio plurilingue e inclusivo nelle scuole dell’Emilia Romagna, valorizzando le lingue madri degli studenti come risorsa per l’apprendimento efficace della lingua italiana, con un modello da estendere a livello nazionale.
L’approccio plurilingue si basa sulla teoria che le competenze linguistiche pregresse rappresentano un capitale comunicativo e culturale da valorizzare nel processo di acquisizione linguistica.
1. Obiettivi specifici: Favorire l’inclusione linguistica e culturale degli studenti stranieri e bilingui. - Potenziare le competenze in italiano attraverso la valorizzazione della lingue madre. - Formare insegnanti e figure educative sull’approccio plurilingue e andragogico. Creare materiali didattici innovativi e strumenti digitali multilingue. Monitorare e valutare l’efficacia del progetto per una futura estensione a livello nazionale.
3. Attività principali
A. Formazione e sviluppo professionale: Corsi di aggiornamento per insegnanti sulla didattica plurilingue, con approfondimenti sulle metodologie di valorizzazione delle lingue madri. Workshop con esperti internazionali e nazionali.
B. Percorsi didattici integrati: Introduzione di moduli bilingui o in doppia sezione scuola primaria e secondaria. Attività di peer tutoring tra studenti di diversa lingua madre.
C. Materiali innovativi e tecnologie: Creazione di risorse digitali multilingue (tutorial, audio, video) per supportare l’apprendimento in
classe. Piattaforma online per condividere buone pratiche e risorse tra scuole.
D. Coinvolgimento della comunità
Laboratori e incontri con famiglie e realtà culturali locali per valorizzare le lingue di origine e per incentivare l’apprendimento della lingua italiana da parte dei tutori degli studenti. Collaborazioni con enti di promozione linguistica e culturale. Collaborazione con le Università, in particolare con i Dipartimenti che si occupano dell’accoglienza di studenti stranieri. E. Ricerca e monitoraggio: Valutazione periodica degli apprendimenti e della soddisfazione di studenti e insegnanti. Raccolta di dati per la creazione di un modello replicabile ed estendibile nei territori. -Educazione affettiva/sessuale
Si ricorda che in Regione Emilia Romagna, dal 2013, è attivo un progetto di educazione affettiva/sessuale sostenuto dagli operatori dell’ASL. Il progetto era stato strutturato per le seconde e le terze classi della scuola secondaria di primo grado. Oggi sarebbe necessario allargare il percorso a tutti gli alunni di tutti i cicli della scuola e chiedere il sostegno anche degli operatori dei centri antiviolenza.
Al centro del progetto c'è il concetto di salute sessuale dell'OMS che può essere raggiunta solo garantendo e promuovendo i diritti sessuali di tutte le persone. Secondo le indicazioni e le linee guida internazionali e nazionali, l'educazione affettiva e sessuale basata su una visione olistica della persona richiede un approccio complesso e integrato a vari livelli: Obiettvi: promuovere il benessere e la salute significa aumentare le informazioni corrette sui vari temi inerenti la salute sessuale, inserendoli in uno sviluppo più ampio e trasversale di competenze socio emotive.
Gli argomenti da trattare: devono essere commisurati allo sviluppo emotivo e cognitivo delle persone a cui ci si rivolge e affrontare i diversi aspetti della vita emotiva, relazionale e sessuale. Il lavoro di rete deve prevedere una collaborazione tra vari attori come insegnanti, genitori, operatori socio sanitari, associazioni in progetti integrati e coordinati con l'obiettivo di coinvolgere e rendere protagoniste le giovani generazioni. Nei territori possono svilupparsi progetti di educazione all’affettività sostenuti dagli Enti locali e rivolti a tutte le scuole di ogni ordine e grado.
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