Corretta informazione sul riscaldamento globale e la conseguente crisi climatica.

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Forse non tutti sanno o ricordano che Al Gore, vicepresidente sotto l'amministrazione Clinton dal 1993 al 2001, ha lanciato l'allarme sul riscaldamento globale, con il saggio ambientalista "La Terra in bilico" e nel 2006 con un documentario e il libro "Una scomoda verità" (An Inconvenient Truth). Per questo contributo è stato insignito del Premio Nobel per la Pace nel 2007 insieme all'IPCC (Gruppo Intergovernativo sul Cambiamento Climatico) dell'ONU. Il Comitato di Oslo ha stabilito che il riscaldamento globale costituisce una minaccia diretta alla sicurezza e alla convivenza pacifica tra i popoli. Non esiste un Premio Nobel per l'Ambiente, quindi le grandi battaglie ecologiche vengono premiate in questa categoria quando dimostrano un impatto sul futuro geopolitico dell'umanità.

Benissimo. Ma cosa è successo dopo l'amministrazione Clinton?

Sotto l'amministrazione di George W. Bush, la distinzione tra global warming (riscaldamento globale) e climate change (cambiamento climatico) fu al centro di una strategia di comunicazione. Nel 2002, il sondaggista repubblicano Frank Luntz consigliò all'amministrazione di adottare l'espressione "cambiamento climatico" al posto di "riscaldamento globale". L'obiettivo strategico era minimizzare l'allarme pubblico. Il termine "riscaldamento globale" evocava scenari catastrofici e implicava una responsabilità umana diretta (le emissioni di gas serra). Al contrario, "cambiamento climatico" suggeriva un processo più naturale, lento, controllabile e meno emotivo. I sondaggi dimostrarono che l'uso di questa terminologia riusciva ad abbassare la percezione della minaccia.

Il riscaldamento globale è solo una parte della più ampia crisi climatica. Il primo indica specificamente l'aumento a lungo termine delle temperature medie del pianeta. Il secondo è un termine più generale che comprende l'aumento delle temperature e tutti gli altri mutamenti ad esso associati, come lo scioglimento dei ghiacciai, l'innalzamento del livello del mare e gli eventi meteorologici estremi.

Questa strategia comunicativa ha funzionato, attualmente Trump nega il riscaldamento globale, le lobby del carbon fossile hanno ottenuto una dilazione, come già era successo ad esempio per il tabacco.

La concentrazione di CO2 in atmosfera ha raggiunto recentemente un picco di 432 ppm (parti per milione). Se ci riferiamo alla CO2 equivalente (CO2e) — che include l'effetto di tutti i gas serra (come metano e protossido di azoto) convertiti in termini di impatto climatico dell'anidride carbonica — il valore complessivo in atmosfera supera i 500 ppm.

Il termine riscaldamento globale suggerisce il nostro impatto antropico sul clima, il termine cambiamento climatico suggerisce che ora c'è il cambiamento, domani potrebbe "naturalmente" non esserci più. Ma il carotaggio dei ghiacci artici che esaminano l'aria del passato, dimostra che mai da 800.000 anni c'è stata una concentrazione tale di CO2, i valori erano sempre sui 280 ppm circa. Dopo la Rivoluzione Industriale, quindi in un brevissimo tempo geologico, questo valore è schizzato, ha superato ogni "normalità" o "ciclicità", producendo la crisi climatica e i cambiamenti climatici che altrimenti non avrebbero luogo.

La mia proposta vuole sollecitare AVS e SI a mettere al centro della prossima agenda politica il problema del riscaldamento globale, in quanto il collasso degli ecosistemi potrebbe essere vicino. Nel 2022 un pezzo della Marmolada è crollato, i ghiacciai in Italia sono dei fossili, non producono più nuovo ghiaccio in inverno: non si tratta solo di preservare il turismo o la bellezza ambientale, si tratta, dalle evidenze scientifiche, di prevenire il collasso a catena degli ecosistemi. Incendi, alluvioni, ondate di calore: certo la politica italiana non può combattere questa battaglia da sola, ma certamente può mettere in atto azioni corrette verso il riscaldamento globale, a partire dall'informazione.

E a questo proposito, all'estero alcuni comuni hanno già vietato pubblicità per prodotti non sostenibili, quali la carne e i combustibili fossili:

https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/05/05/amsterdam-divieto-pubblicita-carne-combustibili-fossili-notizie/8375612/

Partire da una corretta informazione riguardo ai problemi ambientali, che coinvolgono la nostra e le altre specie sul Pianeta, e riguardano la sopravvivenza stessa in un ambiente vivibile delle prossime generazioni, è fondamentale, è ora di contrastare la scorretta informazione della politica conservatrice.

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