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Per una Repubblica Italiana Antirazzista
Il razzismo non è una somma di pregiudizi individuali o di "scivoloni" isolati. È una triplice violenza: fisica, morale e sociale. Colpisce con l'aggressione diretta, circola insidiosamente nei discorsi politici, di fatto normalizzando azioni e linguaggi e non essenzializzando intere popolazioni e soffoca, infine, le condizioni di vita quotidiane di milioni di persone. In Italia, questa violenza è oggi alimentata da una retorica istituzionale che deumanizza l'altro per giustificarne lo sfruttamento.
L’Italia nel mirino delle istituzioni internazionali
Il 2024 ha segnato un punto di rottura. Due delle massime autorità di monitoraggio dei diritti umani hanno acceso un faro inquietante sul nostro Paese:
Il Consiglio d’Europa (Rapporto ECRI, ottobre 2024) ha denunciato l’istituzionalizzazione della profilazione razziale. Le forze dell’ordine utilizzano in modo sistematico fermi e controlli basati sull’origine etnica, trasformando lo spazio pubblico in un luogo di sospetto perenne per le persone razzializzate. L'ECRI lancia l’allarme sulla normalizzazione di un discorso d'odio che, dai palazzi della politica, colpisce persone migranti, rom/sinti e comunità LGBTQIA+, alimentando un clima di ostilità diffusa.
L’ONU (Comitato CERD, agosto 2024) ha evidenziato un razzismo sistemico radicato nelle nostre strutture. L’assenza di una strategia nazionale contro i crimini d’odio lascia le vittime senza protezione. Ma è sul lavoro che la denuncia si fa feroce: l'ONU punta il dito contro la "razzializzazione dello sfruttamento" incarnata dal caporalato. Un sistema che degrada il lavoro agricolo e logistico, privando i lavoratori e le lavoratrici migranti dei diritti fondamentali e della loro stessa dignità.
L’eredità coloniale
Se il razzismo uccide oggi nelle nostre campagne, è anche perché l'Italia si rifiuta di fare i conti con il proprio passato. Non c’è mai stato un reale processo culturale al colonialismo italiano. Questa amnesia collettiva permette la riproduzione costante di un’ideologia della dominazione. Il razzismo moderno è il figlio diretto di questa storia rimossa; trae legittimità dall'idea che esistano gerarchie di valore tra gli esseri umani, un'idea nata nelle colonie e che sopravvive oggi nelle nostre leggi e nelle nostre prassi burocratiche così come nella ghettizzazione del mondo del lavoro.
La cittadinanza come strumento di esclusione
Il mantenimento dello ius sanguinis è la prova finale di questa volontà di escludere. Negando la cittadinanza a chi nasce o cresce in Italia, lo Stato crea per disegno dei cittadini e cittadine di serie B. Come sottolineato dall’ONU, gli ostacoli alla cittadinanza non sono tecnici, sono politici: servono a preservare un privilegio di nascita a scapito della realtà sociale e demografica del Paese.
Il nostro progetto: Una Repubblica per tutt*
Contro questa deriva, non ci limiteremo a generiche campagne di sensibilizzazione. Opponiamo al razzismo di Stato una politica di rottura. Il razzismo non è una questione "culturale" o estetica, è un pilastro del sistema di sfruttamento: condanna alla precarietà, al ricatto abitativo e alla marginalità economica e sociale. È una questione di lotta di classe intersezionale. Vogliamo una Repubblica dove la dignità non dipenda da un albero genealogico, ma dalla partecipazione reale alla vita della comunità. È tempo di decolonizzare le istituzioni e costruire un’uguaglianza di fatto, radicale e senza concessioni.
Proposta per una Piattaforma Antirazzista Intersezionale
Cittadinanza: Oltre lo Ius Sanguinis
L'obiettivo è ribaltare il concetto di appartenenza, slegandolo dall'etnia e legandolo alla partecipazione reale.
Riforma Ius Soli e Ius Scholae: Accesso immediato e certo alla cittadinanza per chi nasce, cresce e studia in Italia. La cittadinanza non è un premio al merito, ma il riconoscimento di una realtà esistente.
Cittadinanza di Residenza: Riduzione dei tempi per la naturalizzazione (5 anni) e abolizione dei requisiti di reddito minimo, che trasformano un diritto in un privilegio di censo.
Cittadinanza Amministrativa e Partecipazione Locale: Estensione del diritto di voto attivo e passivo (elettorato ed eleggibilità) per le elezioni comunali e regionali alle persone non UE regolarmente e stabilmente residenti in Italia da almeno 3 anni. Il principio è chiaro: chi vive in un territorio e partecipa alla vita della comunità deve poter decidere chi la amministra.
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Gestione Overseas e AIRE: Limitazione del diritto di voto per chi non ha mai vissuto nel Paese, per focalizzare la rappresentanza su chi abita il territorio e ne subisce le leggi.
Lavoro: Fine della Razzializzazione dello Sfruttamento
Salario Minimo e Abolizione dei Contratti “Pirata”: Per impedire che l'origine dei lavoratori e lavoratrici diventi una variabile per abbassare il costo del lavoro.
Regolarizzazione Permanente: Abolizione dei decreti flussi e dei meccanismi che legano il permesso di soggiorno al contratto di lavoro, creando un ricatto strutturale che favorisce il caporalato.
Ispettorato del Lavoro Militante: Potenziamento dei controlli nei settori a rischio (agricoltura, logistica, edilizia, cura e turismo) con sanzioni penali per la discriminazione salariale su base etnica.
Regolarizzazione Straordinaria e Permanente: Promozione di un percorso straordinario di regolarizzazione per le persone senza documenti già presenti sul territorio, sull'esempio della riforma approvata in Spagna e delle campagne promosse dalla società civile e dalla sinistra europea (come la recente richiesta delle associazioni tedesche alla Die Linke per regolarizzare fino a 100.000 persone senza documenti).
3. Istituzioni e Sicurezza: De-costruire il Pregiudizio
Abolizione della Legge Bossi-Fini: Smantellamento dell'intero impianto legislativo che criminalizza l'immigrazione.
Superamento dei Decreti Flussi e Ingressi Ordinari: Sostituzione dei fallimentari "click day" e delle quote rigide con canali d'ingresso ordinari, continuativi e trasparenti per ricerca di lavoro, svincolati dall'obbligo di un contratto preesistente prima dell'arrivo in Italia.
Reintroduzione Riformata dello Sponsor: Ripristino e aggiornamento del meccanismo dello "sponsor" (introdotto dall'art. 21 della Legge Turco-Napolitano 40/1998 e poi cancellato dalla Bossi-Fini nel 2002). Il nuovo canale consentirà a cittadini italiani, stranieri regolarmente residenti, enti locali, associazioni e Terzo Settore di prestare garanzie d'alloggio, sostentamento e copertura sanitaria per un permesso di ricerca lavoro della durata di un anno.
Autonomia del Lavoratore e Svincolo dal Datore: Piena tutela dell'autonomia personale: il permesso di soggiorno per lavoro non deve essere mai un'arma di ricatto. Garanzia del diritto di cambiare occupazione e tempi congrui per la ricerca di un nuovo impiego in caso di disoccupazione, interrompendo la dipendenza diretta dal singolo datore o sponsor.
Riconoscimento e Titoli di Studio: Introduzione di procedure rapide, trasparenti e pubblicizzate per l'equivalenza dei titoli di studio e delle qualifiche professionali estere, per contrastare il de-skilling forzato dei lavoratori migranti.
Stop al Profiling Razziale: Introduzione di codici identificativi per le forze dell'ordine e divieto di controlli basati esclusivamente sull'aspetto fisico.
Tutela Risarcitoria per le Vittime di Violenza Poliziesca e Profiling: Oltre all'obbligo di codici identificativi per gli agenti e al divieto di controlli etnici, introduzione di un canale dedicato di tutela risarcitoria per chi subisce abusi, profilazione razziale illegittima o violenze da parte delle forze dell'ordine, garantendo patrocinio a spese dello Stato.
Riforma del Rilascio del Permesso di Soggiorno (Superamento delle Questure): Togliere la competenza amministrativa sul rilascio e rinnovo dei permessi di soggiorno alle Questure (strutture d'ordine pubblico/polizia) per trasferirla a uno specifico servizio civile/amministrativo o agli sportelli dei Comuni, ponendo fine all'impostazione poliziesca della gestione burocratica dell'immigrazione (richiamando i principi storici della proposta di legge C. 3194).
Chiusura dei CPR: I centri di permanenza per il rimpatrio sono zone grigie di sospensione dei diritti umani e vanno chiusi immediatamente.
Formazione DEI per le Forze dell'Ordine: Modulo formativo permanente e vincolante su DEI strutturale, tecniche di de-escalation, contrasto ai bias etnici e rispetto dei diritti umani per tutto il personale di Pubblica Sicurezza e Polizia Penitenziaria.
Organo Indipendente di Vigilanza: Istituzione di un organismo di controllo esterno alle forze armate per la gestione dei reclami dei cittadini e cittadine su abusi e discriminazioni a sfondo razziale.
4. Educazione e Rappresentanza
Decolonizzazione del Curriculum Scolastico: Inserimento della storia del colonialismo italiano nei libri di testo per comprendere le radici del razzismo sistemico odierno.
5. Solidarietà Internazionale e Clima
Rifugiati Climatici: Riconoscimento dello status di rifugiato per chi fugge da aree rese inabitabili dal collasso ecologico causato dal Nord del mondo.
Titolo (Italiano)
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