L'ecologia non si può scaricare sulle tasche dei cittadini
Si prega di leggere attentamente le regole elettorali per capire come il tuo voto sarà utilizzato da Decidiamo - Vivaio delle idee
Parto dalla proposta AVS di 10 milioni di veicoli elettrici entro il 2030.
Vorrei capire che impatto ambientale avrebbe smaltire 10 milioni di veicoli (quelli non elettrici, da sostituire) in meno di tre anni. Ne avete discusso, l'avete tenuto in considerazione? Ci sono auto che inquinano poco (penso al metano) ed alcune che pur essendo inquinanti vengono usate poco. Sicuri sicuri che la produzione massiva di DIECI MILIONI di veicoli elettrici, con tutto l'impatto ambientale di produzione, riscaldamento e smaltimento che ne consegue sia la strada giusta?
Secondo punto, non meno importante: chi - al giorno d'oggi - si può permettere di cambiare macchina? Se lo stato incentiva, significa che sta pagando lui i costi di produzione ad un'azienda privata e io non sono d'accordo a spendere i miei soldi in questo modo. Se lo stato non incentiva, i prezzi di acquisto saranno stellari.
Obbligare la gente a cambiare macchina significa condannare le famiglie ad una spesa che non potranno permettersi (ricordo sempre che la platea della povertà assoluta in italia è pari a 5,7 milioni di persone e che le persone che non lavorano e non studiano sono 12 milioni).
La mia proposta è: non fare ecologia sulle tasche dei cittadini. L'ecologia deve essere la scelta più economica per il cittadino e non un pozzo in cui lo stato versa soldi ai privati o un obbligo che strozza il bilancio familiare degli italiani.
Bisogna uscire dalla logica che smaltire e produrre da zero qualcosa di meno inquinante sia per forza "ecologico". Bisogna considerare l'impatto di tutto il ciclo, non solo il prodotto finale.
Capitalismo e lavoro vanno a braccetto. Ma non vanno a braccetto con l'ecologia. 10 milioni di veicoli elettrici sono tanti posti di lavoro e soldi che girano nel mercato, purtroppo però l'impatto sull'ambiente è dannoso. La vera ecologia è produrre "di meno", riutilizzare di più, aggiustare piuttosto che comprare il nuovo. Questa cosa riduce i posti di lavoro, non li aumenta. Il lavoro non è tutto.
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