La mobilità come determinante di salute
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La mobilità non è solo spostamento, ma un determinante primario della salute molecolare. Come esperto di salute e sicurezza, propongo di evolvere il programma AVS verso la Bio-Sicurezza Urbana, trattando i trasporti come Dispositivi di Protezione Collettiva.
1. TPL di Classe 0: La gratuità dei mezzi (under 30/over 65) deve associarsi alla sicurezza sanitaria.
Obbligo di sistemi di filtrazione molecolare HEPA H14 e sanificazione attiva (UVC/fotocatalitica) su tutti i mezzi per abbattere patogeni e particolato ultrasottile (PM1).
Il mezzo pubblico deve essere l’ambiente più sano della città per superare le barriere del pregiudizio ed incentivare l'utilizzo.
2. Mobilità Attiva e ROI della Salute: Ciclabili e percorsi pedonali concepiti come "Corridoi di Salute" protetti da barriere vegetali fitodepurative (sequestro metalli pesanti). Incentivare il movimento per migliorare la salute collettiva, reinvestendo il risparmio generato sulla spesa sanitaria direttamente in infrastrutture dolci.
3. Protocollo Infortunio Zero (Scuole e Ospedali): Applicazione di rigorosi standard di sicurezza industriale alle aree sensibili.
Trasformare i dintorni di scuole e ospedali in "Oasi di Protezione" tramite ingegneria stradale avanzata e barriere fisiche che azzerino sia il rischio di collisione sia l'esposizione al particolato tossico da usura (freni/pneumatici). La sicurezza dei più vulnerabili deve essere una priorità.
4. Viaggio Fisiologico e Manutenzione: Sui treni implementare illuminazione biodinamica (Human Centric Lighting) per proteggere i ritmi circadiani e la melatonina di viaggiatori e lavoratori pendolari, limitando lo stress e favorendo un viaggio sereno anche a chi viaggia presto
No al Ponte sullo Stretto: priorità assoluta alla manutenzione e all'audit forense dei rischi ambientali sulle reti esistenti.
Dobbiamo passare dalla gestione del traffico alla gestione della sicurezza vitale.
La salute non è un optional, è un parametro tecnico da progettare in ogni chilometro.
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