Modifiche a "Riforma dei trasporti e infrastrutture responsabili"
Corpo del testo (Italiano)
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La proposta prevede:
Piano strategico per la mobilità sostenibile e inclusiva.
Disincentivo all'uso dei mezzi privati all'interno delle aree urbane a favore di soluzioni elettriche e di trasporto pubblico.
Incentivazione del trasporto pubblico. Implementazione e rafforzamento del biglietto unico integrato, anche per parcheggi.
Incentivazione del car sharing di auto elettriche con introduzione di specifici sconti e agevolazioni anche per la ricarica.
Incentivi per il rinnovo del parco mezzi pubblici e privati con veicoli elettrici.
Piano locale e regionale per il potenziamento e l'interconnessione del mezzi pubblici e delle piste ciclabili.
Piano dell'accessibilità per le infrastrutture già esistenti. Limiti più stringenti per nuove infrastruttura.
Piano di manutenzione standardizzato per l'intera rete infrastrutturale, prevenendo il degrado e garantendo la sicurezza. Snellimento della burocrazia e del coinvolgimento degli enti preposti.
Documento di previsione dei costi delle infrastrutture comprendente analisi e stime dei costi di manutenzione per almeno 30 anni successivi.
Tavolo permanente di analisi e gestione delle opere pubbliche incompiute.
Monitoraggio dei flussi di merci e del relativo impatto economico e ambientale finalizzato alla revisione periodica del piano nazionale dei trasporti.
Ammodernamento della rete ferroviaria nazionale. Introduzione di incentivi per lo spostamento del trasporto merci su rotaia.
Costituzione di reti integrate di hub e infrastrutture di trasporto, promuovendo accordi internazionali.
Controllo e riduzione delle tariffe autostradali. Introduzione di vignetta annuale a prezzo calmierato per i cittadini che si spostano entro un raggio di 50 km dalla residenza.
Obbligo per le amministrazioni pubbliche e gli enti locali di acquistare o noleggiare esclusivamente veicoli a zero emissioni (tranne mezzi di soccorso o simili).
Grazie dell'attenzione
Titolo (Italiano)
- +Riforma dei trasporti e infrastrutture responsabili