Accordi di importazione a tutela dei diritti ambientali e sociali
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Credo che l'Italia dovrebbe sostenere, a livello Europeo, che qualsiasi accordo di importazione preveda che vengano importati esclusivamente beni e servizi da paesi con tutele ambientali e sociali almeno equivalenti a quelle europee, oppure da imprese che garantiscano queste tutele alla comunità dove operano.
I nostri paesi “occidentali”, di prima industrializzazione, stanno ricorrendo pesantemente all’importazione di prodotti - spesso non prodotti finiti ma semilavorati o materie prime - da paesi di più recente industrializzazione, dove la manodopera costa meno e soprattutto i vincoli ambientali e sociali sono meno rigidi. Questo ha anche l’effetto di far sembrare “virtuose” le nostre economie, quando in realtà non lo sono: ci teniamo le produzioni a minor impatto ambientale, sembrando ecologici, quando in realtà abbiamo solo spostato altrove le parti più impattanti della produzione, in luoghi dove il loro impatto si moltiplicherà.
Questa delocalizzazione della produzione ha anche il pesantissimo effetto di creare disoccupazione nei nostri paesi, e costringere le nostre imprese a subire una concorrenza sleale da parte di imprese in altre parti del mondo che possono fare profitto senza i vincoli a cui le nostre devono sottostare.
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