Animali nel mirino, il governo cede ancora alle lobby della caccia
La tutela della fauna e dell’ambiente in Italia rischia un ulteriore pericoloso passo indietro a causa di un nuovo provvedimento proposto dal governo Meloni in fatto di caccia. È infatti attualmente in discussione al Senato il DDL 1552, un testo scritto per compiacere le lobby venatorie in cui sono presenti numerose e gravi criticità.
Il provvedimento punta a un'estensione dei periodi e delle modalità di caccia, ampliando le possibilità di sparo e consentendo l'attività persino durante le fasi riproduttive e migratorie degli uccelli, in netto contrasto con le direttive europee. Parallelamente, si assiste a una drastica riduzione del ruolo dell'ISPRA: il parere dell'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale diventa infatti facoltativo, declassando la tutela della fauna a mera opzione politica.
Il testo inoltre prevede un aumento delle specie cacciabili, includendo l'oca selvatica e il piccione tra le specie sacrificabili nonostante siano attualmente protette. Inoltre è previsto anche il declassamento della protezione del lupo, che non sarebbe più specie presente nell'elenco degli animali superprotetti dell'articolo 2 della 157. Chi oggi uccide un lupo rischia l'arresto, con questa modifica si rischierebbe invece solo una ammenda. A questo si aggiunge una pericolosa deregolamentazione delle aree protette, con la possibilità di ridefinire i confini riducendo le zone di tutela, aumentando il rischio di incidenti per i cittadini e spingendosi a cacciare persino nelle spiagge. Un evidente favoritismo per la lobby della caccia, scritto sotto dettatura dei cacciatori a scapito della tutela dell'ambiente e della sicurezza pubblica.
Cosa prevede il DDL 1552: i rischi per la biodiversità
Questo provvedimento può compromettere la biodiversità e la salute pubblica. Le norme che la destra vorrebbe approvare in definitiva riporterebbero il nostro Paese nel buio e nella barbarie della caccia sfrenata, consentita nelle foreste demaniali, nel demanio marittimo, nei valichi montani, sui terreni innevati.
Con la totale mobilità regionale dei cacciatori di specie migratrici, che potrebbero sparare con piu’ richiami vivi, da natanti a remi e con sistemi di puntamento a conversione o amplificazione della luce residua (proibiti dalla Convenzione di Berna sulla vita selvatica, ratificata dall’Italia nel 1981). Siamo di fronte a una legge non accettabile e da fermare.
Lo scontro con l'Unione Europea: la lettera di Bruxelles nascosta dal governo
Anche la Commissione Europea ha sollevato critiche pesantissime al testo, contestando le deroghe ai calendari venatori e la liberalizzazione dei richiami vivi. Con una lettera inviata al governo italiano il 18 dicembre 2025 - tenuta nascosta al Parlamento e ai cittadini mentre la maggioranza andava avanti al Senato e scoperta da Lav, Enpa, Lac, Legambiente, Lipu-BirdLife Italia e Wwf Italia - Bruxelles ha già da tempo segnalato il rischio di violazioni delle direttive Uccelli e Habitat su punti centrali del provvedimento.
Violazioni come:
l’estensione della caccia fuori stagione;
l’indebolimento del parere cnico-scientifico di ISPRA;
l’uso di dispositivi ottici vietati;
La liberalizzazione dei richiami vivi.
Meloni, Lollobrigida e Pichetto Fratin sapevano tutto, dunque. E invece di fermarsi hanno continuato a smontare la legge 157 del 1992, mettendo in discussione la tutela della fauna selvatica, della biodiversità e il ruolo della scienza nelle decisioni pubbliche.
Questo governo di destra odia la natura, odia gli animali e considera la fauna selvatica non un bene da proteggere, ma un bersaglio da consegnare alle doppiette. È una scelta ideologica, arretrata e pericolosa, che espone l’Italia anche al rischio di nuove procedure d’infrazione e sanzioni europee.
L'appello per fermare il provvedimento
È fondamentale dunque che il Parlamento e il Governo italiano ritirino il DDL 1552 e adottino una politica di tutela dell'ambiente e della fauna selvatica, in linea con le direttive europee e la Costituzione italiana.
Bisogna scongiurare questo ritorno al passato che rischia di rendere le nostre campagne e montagne un deserto silenzioso.
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Bisogna tutelare i diritti degli animali quali esseri senzienti , la caccia deve essere progressivamente abolita come ogni forma di sfruttamento .
Questo governo ci sta riportando al medioevo in quanto a diritti umani e animali, poco alla volta riportano indietro diritti acquisiti .