Vai al contenuto principale

Impostazioni dei cookie

Utilizziamo i cookie per garantire le funzionalità di base del sito web e migliorare la tua esperienza online. Puoi configurare e accettare l’uso dei cookie, nonché modificare le opzioni di consenso, in qualsiasi momento.

Essenziali

Preferenze

Analisi e statistiche

Marketing

Pilastro II -Welfare e giustizia fiscale

Si prega di leggere attentamente le regole elettorali per capire come il tuo voto sarà utilizzato da Decidiamo - Vivaio delle idee

Premessa: questo è il secondo di 5 pilastri di un mio progetto personale per un programma di coalizione per il campo largo. Non potendo inserirlo tutto ho deciso di pubblicare il punto dedicato al tema per evitare di essere off-topic. Per chi fosse interessato mi farebbe piacere ricevere informazioni su come pubblicare il programma integrale. Dato che si tratta del welfare, ho inserito la nota fiscale di tutto il programma e le sue coperture sulla base dei dati MEF, in modo da poter stabilire i costi economici del programma

Obiettivo: ricostruire una rete di protezione sociale efficiente, finanziata e non assistenzialista.

6. Reddito di cittadinanza riformato

Reintroduzione con correttivi: obbligo di partecipazione a percorsi formativi, soglie ISEE più rigide, durata definita con progressivo accompagnamento al lavoro. Finanziato tramite razionalizzazione del Superbonus (tetto ISEE, priorità efficienza energetica, nessuna proroga generalizzata).

7. Sanità pubblica

  • Aumento progressivo del finanziamento al 7,5% del PIL entro la legislatura (oggi é circa il 6,2%)

  • Piano straordinario di assunzioni nel personale medico e infermieristico

  • Potenziamento della medicina territoriale per riduzione delle liste d’attesa

  • Blocco degli accordi di privatizzazione strisciante nei reparti ospedalieri pubblici

8. Istruzione e università

Adeguamento degli stipendi degli insegnanti alla media europea

Riequilibrio del finanziamento agli atenei pubblici, con priorità al Sud

Riforma del diritto allo studio: ampliamento delle borse fino alla copertura reale degli aventi diritto

QUADRO DI SOSTENIBILITÀ FISCALE

La realizzazione del programma richiede risorse aggiuntive distribuite sull’intera legislatura. Le voci di spesa principali, su base annua a regime, sono le seguenti.

  • La riforma degli scaglioni IRPEF (discusso in una proposta precedentemente pubblicata in un altro topic) e la riduzione strutturale del cuneo fiscale rappresentano il nucleo dell’intervento sul lavoro, con un costo complessivo stimato tra i 18 e i 22 miliardi di euro annui.

  • La reintroduzione del Reddito di Cittadinanza riformato richiede tra gli 8 e i 10 miliardi, condizionati all’effettiva attivazione dei percorsi formativi e alle soglie ISEE previste.

  • Il potenziamento della sanità pubblica fino al 7,5% del PIL comporta un incremento progressivo di 25-28 miliardi annui rispetto all’attuale livello di finanziamento.

  • La riforma dell’istruzione, comprensiva dell’adeguamento salariale degli insegnanti e del riequilibrio del finanziamento universitario, richiede tra gli 8 e i 10 miliardi.

  • Il piano industriale e il potenziamento delle Zone Economiche Speciali al Mezzogiorno pesano per 5-7 miliardi,

  • La transizione energetica per 6-8 miliardi

  • Le politiche per la natalità e il piano straordinario per gli asili nido per 4-5 miliardi.

Il fabbisogno totale stimato è compreso tra i 74 e i 90 miliardi di euro annui a regime.

COPERTURE IDENTIFICATE

Le risorse necessarie sono coperte da cinque fonti distinte, tutte quantificabili sulla base di dati certificati o stime ministeriali esistenti.

Recupero del tax gap e riforma della fiscalità. Il divario fiscale italiano certificato dal Ministero dell’Economia è pari a circa 83 miliardi annui. L’estensione della fatturazione elettronica, la riduzione del limite del contante, l’interoperabilità delle banche dati pubbliche e l’inasprimento delle sanzioni per i reati economici consentono una stima conservativa di recupero pari a 10-15 miliardi nel primo triennio. L’allineamento della tassazione sui titoli di Stato al 20% e il lieve incremento sulle altre rendite finanziarie producono ulteriori 3-4 miliardi annui.

La revisione delle tax expenditures obsolete, senza toccare le detrazioni per figli, spese sanitarie e istruzione, contribuisce per 5-7 miliardi. Il totale di questa voce è compreso tra i 18 e i 26 miliardi annui.

Spending review selettiva. La revisione non opera con tagli lineari ma su tre voci specifiche: l’eliminazione progressiva dei sussidi ambientalmente dannosi certificati nel Catalogo SAD del Ministero dell’Ambiente, stimata in 8-10 miliardi; la riforma delle unioni comunali obbligatorie sotto soglia demografica, per 3-5 miliardi; la dismissione selettiva delle partecipate pubbliche in perdita strutturale e non strategiche, per ulteriori 3-5 miliardi. Il totale è compreso tra i 15 e i 20 miliardi annui.

Sovrimposta sulle rendite di posizione. Le imprese operanti in mercati oligopolistici regolati dallo Stato come il settore bancario, assicurativo e utilities energetiche, che generano profitti strutturalmente superiori al costo del capitale per effetto della protezione regolatoria pubblica sono soggette a una sovrimposta permanente. La misura non è una tassa emergenziale ma un principio di efficienza di mercato: chi beneficia di una posizione garantita dalla regolazione collettiva restituisce una quota proporzionale alla collettività che la garantisce. Stima: 8-12 miliardi annui.

Riforma catastale. L’aggiornamento dei valori catastali, fermi agli anni Ottanta e stimati in media al 30-40% del valore di mercato reale, non introduce nuove imposte ma applica correttamente quelle esistenti come IMU, imposte di registro, tassazione sulle successioni, ai valori effettivi. La prima casa rimane esente. Il gettito aggiuntivo stimato è compreso tra i 5 e gli 8 miliardi annui, concentrato sui patrimoni immobiliari di valore elevato.

Deficit selettivo per investimenti produttivi. Il Patto di Stabilità riformato del 2024 distingue esplicitamente tra deficit corrente e deficit destinato a investimenti produttivi. L’Italia utilizza questo margine per finanziare esclusivamente spese a rendimento futuro misurabile: transizione energetica, istruzione, infrastrutture nel Mezzogiorno, ricerca applicata. Il ricorso al deficit è documentato in un piano pluriennale presentato in sede europea e non riguarda spesa corrente. La cifra massima prevista è di 15-20 miliardi annui nelle fasi di avvio del programma.

Il totale delle coperture identificate è compreso tra i 61 e gli 86 miliardi annui a regime, a fronte di un fabbisogno di 74-90 miliardi. Il gap residuo, compreso tra zero e 30 miliardi nelle stime più prudenti, è gestito attraverso il principio di gradualità vincolata: le misure di spesa vengono attivate in sequenza progressiva in funzione del gettito effettivamente realizzato, certificato annualmente dalla Corte dei Conti. Nessuna misura viene finanziata in deficit strutturale. Le voci di investimento produttivo sono le uniche finanziate con ricorso controllato al debito, nei limiti e nelle forme previste dal quadro europeo vigente.

La quantificazione puntuale di ciascuna voce è demandata a una commissione tecnica indipendente con mandato pubblico entro i primi 60 giorni dall’insediamento del governo.​​​​​​​​​​​​​​​​

Comment

QR Code

Logo ufficiale di Decidiamo - Vivaio delle idee

Pilastro II -Welfare e giustizia fiscale

QR Code

Conferma

Accedi

La password è troppo breve.