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A processo partecipativo è una sequenza di attività partecipative (ad esempio, prima compilando un sondaggio, poi formulando proposte, discutendole in riunioni faccia a faccia o virtuali e infine dando la priorità a esse) allo scopo di definire e prendere una decisione su un argomento specifico.

Esempi di processi partecipativi sono: un processo di elezione dei membri del comitato (in cui le candidature vengono presentate per la prima volta, poi discusse e infine si sceglie una candidatura), i budget partecipativi (dove le proposte sono fatte, valutate economicamente e votate con i soldi disponibili), un processo di pianificazione strategica, la stesura collaborativa di un regolamento o norma, la progettazione di uno spazio urbano o la produzione di un piano di politica pubblica.

11 - La mafia è una montagna di merda

Legalità, ecomafie e trasparenza

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La lotta alle ecomafie è centrale: si punta a colpire i patrimoni illeciti e riutilizzare i beni confiscati. Noi proponiamo una giustizia rapida e digitale e un sistema penale meno carcerocentrico, che privilegi misure alternative per risolvere il sovraffollamento e riabilitare.

colletti bianchi senza

Legalità e giustizia sono il fondamento di una democrazia viva. Per AVS la lotta alle mafie e alle ecomafie è parte della transizione ecologica: difendere l’ambiente significa contrastare chi lo sfrutta attraverso abusivismo, traffici illeciti e gestione criminale dei rifiuti. Per questo vogliamo uno Stato più forte e credibile, capace di colpire davvero i patrimoni illegali, rendere trasparenti le filiere e usare innovazione e tecnologia per prevenire e reprimere i reati, sostenendo allo stesso tempo Comuni e territori nelle bonifiche e nella rigenerazione. La legalità non è solo repressione: è restituire i beni confiscati alla collettività, ricostruire comunità nei luoghi colpiti dalle mafie, garantire trasparenza negli appalti, regole chiare sul lobbying e piena libertà di informazione, anche nel quadro europeo.

Allo stesso tempo serve una giustizia che torni a essere uno strumento di equità e fiducia, capace di funzionare davvero. Ridurre tempi e arretrato dei processi, rafforzare gli uffici e investire nella digitalizzazione significa rendere effettivi i diritti di cittadini e imprese. Ma significa anche superare una visione solo punitiva, puntando su un sistema penale più equilibrato, che riduca il ricorso al carcere, valorizzi le misure alternative e investa nel reinserimento sociale. Affrontare il sovraffollamento, garantire condizioni dignitose, salute e lavoro nelle carceri è una scelta di civiltà. Allo stesso modo, rafforzare trasparenza e responsabilità nella magistratura e rilanciare il ruolo dell’Italia nella cooperazione internazionale significa difendere lo Stato di diritto dentro e fuori i confini nazionali.

Riferimento: VIO-PART-2026-05-14

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