I nostri cento passi

Si prega di leggere attentamente le regole elettorali per capire come il tuo voto sarà utilizzato da Decidiamo - Vivaio delle idee

  1. Riforma della legge 143: prevedere che lo scioglimento per mafia comporti anche una revisione degli apparati amministrativi, con procedure di verifica sui dirigenti e responsabili di procedimento che hanno operato nel periodo oggetto di indagine. La discontinuità non può essere solo politica: deve essere anche amministrativa.

  2. . Riforma dello scioglimento dei Comuni e del dopo-commissariamento

Ben 62 sindaci di comuni sciolti sono tornati sulla poltrona alle consultazioni successive: 31 di nuovo come sindaci, 29 come consiglieri, 2 come assessori.   Questo è lo scandalo più grande. Il programma deve prevedere: incandidabilità rafforzata e verificabile per chi è stato coinvolto in procedimenti legati allo scioglimento; accompagnamento dei comuni post-commissariamento con percorsi di formazione civica e antimafia; e misure per ricostruire la fiducia democratica delle comunità, non solo la legalità formale.

 

2. Obbligo di adesione ad Avviso Pubblico per tutti gli amministratori eletti nelle liste di Alleanza Verdi e Sinistra. Avviso Pubblico è la rete degli amministratori locali impegnati nella cultura della legalità: essere parte di quella rete non è un optional, deve diventare un impegno politico esplicito.

3. Adozione del Codice Etico degli Enti Locali — il cosiddetto Codice ETICO — come strumento vincolante nei programmi di governo delle nostre liste. Trasparenza degli atti, conflitti di interesse, incompatibilità: tutto deve essere codificato e pubblico.

Codice etico vincolante e trasparenza nelle candidature

 renderlo obbligatorio per legge per tutti i partiti che accedono al finanziamento pubblico, con verifica esterna. Collegarlo all'incandidabilità per condanne anche non definitive per reati associativi, corruzione, voto di scambio.

4. Formazione permanente degli amministratori sulla normativa antimafia, sulle interdittive, sulle procedure di accesso agli atti — perché spesso la zona grigia prospera nell'ignoranza delle regole, non solo nella loro violazione consapevole.

5. Inserimento esplicito nel programma politico di AVS di un capitolo dedicato alla legalità negli enti locali, che non sia generico ma contenga impegni puntuali: trasparenza degli appalti, rotazione dei dirigenti, uso dei beni confiscati, contrasto alle clientele.

6 . Beni confiscati — valorizzazione reale e continuità

È il cuore identitario. AVS  denuncia già che i beni confiscati rappresentano un presidio fondamentale contro le infiltrazioni mafiose, strumenti capaci di restituire alle comunità spazi di cultura, accoglienza, legalità e servizi.   Il programma dovrebbe prevedere: finanziamento stabile e strutturale (non a bandi discontinui) per il riuso sociale; riforma dell'ANBSC per accelerare le assegnazioni, ancora tragicamente lente; priorità ai Comuni in zone ad alta infiltrazione; e connessione esplicita tra beni confiscati ed emergenza abitativa — trasformare gli immobili in alloggi ERP o case rifugio per donne vittime di violenza.

7. Lotta all'ecomafia come lotta di classe

 La gestione illecita dei rifiuti, le cave abusive, i traffici di materiali tossici colpiscono sempre i quartieri più poveri e i lavoratori più fragili. Il programma dovrebbe prevedere: potenziamento della Commissione parlamentare ecomafia con poteri di indagine rafforzati; tracciabilità obbligatoria della filiera dei rifiuti dal produttore allo smaltimento; pene aggravate per i reati ambientali quando commessi con metodo mafioso; e — punto chiave — tutela dei lavoratori nelle aziende sequestrate, con continuità occupazionale garantita dallo Stato durante l'amministrazione giudiziaria.

LA TERRA DEI FUOCHI DEVE DIVENTARE UNA QUESTIONE NAZIONALE

8. Lavoro nero come porta d'ingresso delle mafie nell'economia legale

Le mafie non riciclano solo nei grandi appalti: entrano nei subappalti edili, nell'agricoltura bracciantile, nella logistica, nella ristorazione. Il programma deve collegare esplicitamente il contrasto al lavoro nero con l'antimafia: ispettorato del lavoro potenziato e coordinato con DIA e DDA; clausole antimafia obbligatorie in tutti i contratti pubblici con verifica della catena dei subappalti; e patente a punti nelle costruzioni (già introdotta timidamente) da estendere e rafforzare.

9 Antimafia culturale e presidio del territorio

La mafia non è solo un problema di ordine pubblico: è un cancro che si alimenta di connivenze e collusioni, e per sradicarla non basta una risposta meramente repressiva — occorrono un'amministrazione e una società resilienti, capaci di opporsi con forza.  (ANAC) Questo è il lavoro che facciamo  ogni giorno con La Casa dei Diritti I Cento Passi a Marano di Napoli ( comune record cinque scioglimenti per mafia) Il programma deve riconoscere e finanziare strutturalmente questo ruolo della società civile: i presidi di legalità del terzo settore come infrastruttura dello Stato, non come volontariato marginale.

10. Il nodo del PNRR e degli appalti pubblici

Le organizzazioni criminali sono attratte dalla possibilità di infiltrarsi nell'economia legale sfruttando il settore degli appalti pubblici e dell'urbanistica.  (Ministero dell‘Interno) Con il PNRR in corso, questo rischio è enorme. Il programma deve prevedere: rafforzamento delle stazioni appaltanti qualificate; white list obbligatorie per tutti gli appalti PNRR; e monitoraggio civico partecipato — cioè il diritto delle comunità locali a seguire i cantieri e segnalare anomalie.

Comment

QR Code

Logo ufficiale di Decidiamo - Vivaio delle idee

I nostri cento passi

QR Code