Classificazione veritiera delle spiagge pubbliche e applicazione della direttiva Bolkenstein
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La situazione delle spiagge Italiane è fuori controllo da molto tempo: i governi rinnovano da decenni le concessioni balneari senza gara causando introiti miserevoli per lo stato causati dall'evasione commessa dai gestori, che poi offrono servizi miseri a prezzi proibitivi a chi va in vacanza. Come se non bastasse questo spreco a favore di privati, si aggiunge l'errata classificazione delle spiagge pubbliche, in cui vengono spesso conteggiate scogliere non balneabili, porti e altri luoghi non idonei al turismo.
In più la mancata applicazione della messa a gara delle spiagge date in concessione fa sì che l'Italia paghi una penale all'UE tutti gli anni per la mancata ricezione della direttiva Bolkenstein. Quindi abbiamo 2 fonti di perdita per le casse dello stato, da un lato questa multa e dall'altro le tasse non pagate dai bagni e i loro gestori.
La proposta si compone quindi di 2 passaggi:
1- Una mappatura veritiera delle spiagge NON balneabili, balneabili libere e balneabili in concessione così da incrementare il numero di spiagge libere, con una quota minima regionale per quelle regioni che si affacciano sul mare;
2-La messa a gara delle spiagge adibite ai bagni, così da uscire dall'infrazione della direttiva Europea e smettere di pagare la penale;
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