Diritto all’abitare, rigenerazione urbana e sicurezza: una legge speciale per Monterusciello

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Il quartiere di Monterusciello situato nel comune di Pozzuoli (NA) rappresenta uno dei più emblematici casi di edilizia d’emergenza realizzati in Italia nel secondo dopoguerra. Il quartiere nacque tra il 1984 e il 1986 per accogliere migliaia di cittadini costretti ad abbandonare il Rione Terra e il centro storico del comune di Pozzuoli durante la crisi bradisismica del 1980. Un intervento straordinario nato per rispondere rapidamente a una situazione di emergenza abitativa e sociale.

Molte delle strutture prefabbricate di edilizia popolare pubblica realizzate in quegli anni erano state progettate come soluzioni temporanee, con una durata prevista di circa venti o venticinque anni, in attesa della costruzione di abitazioni definitive. Oggi, a quasi quarant’anni dalla loro realizzazione, quelle strutture sono ancora abitate da migliaia di famiglie e mostrano in maniera sempre più evidente tutti i limiti dei materiali e delle tecniche costruttive utilizzate in una fase emergenziale.

Monterusciello ospita oggi circa trentamila persone all'interno del patrimonio di edilizia popolare pubblica. In molte aree del quartiere le condizioni degli edifici prefabbricati hanno raggiunto livelli di forte degrado strutturale e abitativo, compromettendo il diritto delle persone a vivere in case sicure, dignitose e adeguate. Umidità, infiltrazioni, deterioramento dei materiali, inefficienza energetica, problemi strutturali e carenza di manutenzione rendono sempre più difficile la vita quotidiana di migliaia di cittadini.

Questa situazione rappresenta ormai una vera e propria emergenza sociale non più rinviabile e di rilevanza nazionale, aggravata dalla particolare condizione territoriale dei Campi Flegrei, caratterizzata dalla continua presenza di micro eventi sismici legati al fenomeno del bradisismo. In un territorio fragile dal punto di vista geologico, la permanenza di edifici concepiti come temporanei e ormai fortemente deteriorati pone un problema urgente di sicurezza pubblica e tutela della salute delle persone.

La proposta di legge speciale per Monterusciello nasce con l’obiettivo di affrontare in modo straordinario, strutturale e definitivo una condizione che gli enti locali, da soli, non sono più in grado di sostenere economicamente e operativamente.

Serve proporre l’attivazione di un piano straordinario nazionale di rigenerazione urbana, messa in sicurezza, abbattimento e ricostruzione degli edifici prefabbricati degradati, finanziato attraverso risorse statali dedicate e fondi europei. L’obiettivo è sostituire progressivamente le strutture ormai obsolete con nuovi edifici pubblici sicuri, sostenibili, accessibili, efficienti dal punto di vista energetico e adeguati agli standard abitativi moderni.

Il piano dovrà garantire la continuità abitativa delle famiglie residenti durante tutte le fasi degli interventi, evitando trasferimenti traumatici o processi di espulsione sociale dal territorio.

Monterusciello non può continuare a essere considerata una periferia emergenziale permanente. Dopo quarant’anni di soluzioni temporanee diventate definitive, è necessario un intervento straordinario dello Stato che restituisca sicurezza, dignità e diritto all’abitare a migliaia di famiglie.

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