Chi decide per noi?

Si prega di leggere attentamente le regole elettorali per capire come il tuo voto sarà utilizzato da Decidiamo - Vivaio delle idee

Quanto accade per le grandi e le piccole opere (che si tratti del Ponte sullo Stretto, dell’alta velocità ferroviaria, di un impianto a biomasse, di una grande installazione energetica, di case popolari o di un parcheggio) dimostra che le decisioni non possono e non devono essere assunte sulla pelle delle comunità locali. La politica si nutre di consenso e voti, ma il voto conferisce una responsabilità, NON una delega in bianco. Le decisioni che riguardano i nostri luoghi di vita devono essere condivise. La partecipazione pubblica ai processi decisionali è un atto di democrazia, che non delegittima chi è stat* elett* ma, anzi, ne rafforza l’azione e il consenso. Ci sarà chi obietta che così i tempi si allungano, ma invece si anticipano gli eventuali conflitti, si giunge a una soluzione condivisa e la sua attuazione non genererà proteste.

Molte opere contestate dovrebbero essere oggetto di Valutazione Ambientale Strategica, che metta a confronto non singoli progetti, bensì differenti risposte per raggiungere uno stesso obiettivo: il ponte è davvero l'unica soluzione possibile? Deve avere priorità rispetto all'intero sistema della mobilità? Produrre più energia anziché risparmiarla è la soluzione preferibile e meno costosa? È meglio investire nel trasporto pubblico o nelle auto elettriche? Una consultazione pubblica, una costruzione condivisa del problema, una discussione strutturata sulle possibili soluzioni condurrebbero a più alternative e a una loro valutazione che, essendo pubblica, susciterebbe meno discussioni e meno conflitti in corso d'opera.

NON significa semplicemente consultazione di Enti locali (che già esercitano una forma di potere) o di parti sociali: significa disegnare il futuro con chi già esercita i propri diritti di cittadinanza, con chi non può farlo perché non li vede riconosciuti e con chi potrà farlo in futuro; significa riconoscere le differenze di età, genere, istruzione, censo, cultura; significa riconoscerne la diversità di punti di vista, poteri, bisogni e aspettative. Significa affidamento e assunzione di responsabilità, corresponsabilizzazione, che permette sostenibilità e durabilità nel tempo delle scelte assunte ed eventuale affidamento di cura, manutenzione, servizi a forme organizzate di cittadinanza. 

Molte scelte che riguardano la vita delle persone e i luoghi in cui vivono dovrebbero essere oggetto di forme di partecipazione alla decisione, con norme per il loro svolgimento, che non possono e non devono essere demandate esclusivamente alle singole regioni, generando disparità territoriali nell'esercizio dei diritti. La scala e la dimensione della partecipazione dipendono dall'ampiezza dei territori coinvolti dalle scelte (es.: il Po, l’alta velocità ferroviaria, le reti acquedottistiche ed energetiche riguardano territori più ampi). Devono essere previste e regolamentate forme di partecipazione pubblica ai processi decisionali, che non devono essere adempimenti formali ma luoghi sostanziali di esercizio dei diritti e della democrazia, affidandone la vigilanza ad apposite autorità Garanti per la partecipazione, sul modello di analoghe esperienze in alcune regioni italiane e all'estero.

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