Modifiche a "Edilizia residenziale pubblica e tetto massimo agli affitti"

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    Sono Antonino Roccuzzo, siciliano, iscritto UGS Marche in quanto lavoratore dipendente residente in Ancona.

    Ricordate il Piano Fanfani INA-casa? No? Ecco, appunto.

    E' passato troppo tempo dall'ultimo serio piano di intervento dello Stato italiano per realizzare edilizia residenziale pubblica su tutto il territorio italiano.

    "L’Italia, a seguito della seconda guerra mondiale, versava in gravi condizioni: dilagava la disoccupazione, vi era carenza di alloggi, e in generale l’economia era in seria difficoltà. Bisognava ricostruire un’intera nazione, e l’attività di edilizia pubblica e popolare assunse così un ruolo fondamentale sul piano sociale e politico."

    Pur non essendo stati coinvolti direttamente in una guerra mondiale, abbiamo subito e stiamo subendo gli effetti delle guerre presenti nel mondo, quindi non mi sembrano così diverso da oggi:

    -disoccupazione, specialmente giovanile, nonostante elevati titoli di studio e competenze e lavoro mal pagato;

    -carenza di alloggi, nonostante ci siano immobili pubblici e privati vuoti (alcuni difficilmente recuperabili perché molto vecchi) e prezzi alle stelle, evidenza di grande speculazione immobiliare;

    -economia in serie difficoltà, quindi costo dell'energia elevato, salari bassi, tassi di mutui e prestiti elevati e difficile accesso al credito, affitti elevatissimi, sanità al collasso, ecc.

    Bisogna ripartire dal basso, recuperando immobili sfitti, costruendo alloggi popolari e affittarli/venderli a prezzo calmierato dando priorità alle famiglie più bisognose, con un'attenzione maggiore sul mezzogiorno, considerato lo spopolamento del territorio e le grandi masse di persone migranti verso il centro-nord Italia che di conseguenza si trovano a pagare affitti insostenibili, per questo serve tra l'altro un tetto massimo agli affitti.

Titolo (Italiano)

  • +Edilizia residenziale pubblica e tetto massimo agli affitti