Stop al consumo di suolo e ai condoni

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Il principio di questa proposta è tutelare l'ecosistema e la sicurezza idrogeologica nazionale, valorizzando l'esistente tramite il recupero edilizio e bloccando l'espansione indiscriminata del cemento.

Grazie a questa riforma, l'ambiente e il paesaggio italiano saranno maggiormente protetti da speculazioni e frane, poiché i costruttori saranno spinti a rigenerare le aree industriali o i quartieri dismessi invece di cementificare aree agricole o naturali. I cittadini beneficeranno di territori più sicuri e vedranno finalmente completate, o riconvertite a uso pubblico, le eco-mostruosità e le grandi opere lasciate a metà per anni.

  1. Revisione restrittiva delle norme sul consumo del suolo e sul dissesto idrogeologico (in particolare nelle aree litoranee, montane e agricole)

  2. Abolizione strutturale di qualsiasi condono edilizio per abusi impattanti sul territorio.

  3. Introduzione di obblighi di riqualificazione delle aree in disuso e degli edifici esistenti prima di definire nuove aree urbanizzabili.

  4. Introduzione dell'obbligo di censire le opere incompiute, attribuendo le responsabilità e valutandone l'effettiva utilità per la vita del territorio.

Ci tengo a precisare che queste proposte sono un estratto ragionato della riforma complessiva già postata da me, Davide Grazian, nei precedenti post.

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