Democratizzazione delle Imprese - Proposta III - Piano Meidner
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Negli anni ‘70, Rudolf Meidner, un economista tedesco del principale sindacato svedese, propose un metodo per passare dal capitalismo al socialismo gradualmente, senza bruschi interventi.
L’idea era quella di stabilire per legge una percentuale di profitti che le aziende avrebbero dovuto convertire in azioni/quote, queste azioni/quote sarebbero poi dovute andare ad uno specifico fondo gestito in parte dalla comunità ed in parte dai sindacati/lavoratori.
Così facendo, nel lungo periodo il fondo sarebbe arrivato a possedere la maggioranza delle azioni/quote (e dunque avrebbe ottenuto il controllo dell’impresa) senza alcuna necessità di esproprio. Ovviamente, il piano prevedeva che le azioni accumulate nei fondi non potessero essere vendute, questo al fine di preservare il graduale controllo acquisito dai sindacati sulle imprese. Inoltre, detenere azioni avrebbe generato dividendi i quali avrebbero potuto andare ad essere spesi nel mercato azionario per l’acquisto di ulteriori azioni al fine di rafforzare il controllo dei lavoratori sulle aziende.
Si potrebbe discutere di come disegnare e integrare i fondi nel panorama macroeconomico italiano.
Note finali
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Meidner prevedeva tre livelli di organizzazione dei fondi:
a. Un fondo generale deteneva la proprietà formale del capitale di rischio delle aziende
b. Un fondo particolare, uno per settore industriale, gestito dai rappresentati dei sindacati e da una quota di nomina politica , definiva le linee generali degli investimenti
c. Per evitare che il potere restasse troppo concentrato in questo fondo settoriale, Meidner prevedeva che parte della gestione fosse delegata ai lavoratori interni alle singole aziende.
Il Governo socialdemocratico svedese non riuscì mai ad implementare la legge proposta da Meidner per via dell’opposizione da parte degli imprenditori, tuttavia, quando provarono, avevano pensato a dei fondi regionali che, anziché essere alimentati direttamente tramite azioni da parte delle aziende (come previsto inizialmente da Meidner), venivano alimentati tramite liquidità prelevata dalle aziende, liquidità che sarebbe poi servita per l’acquisto delle azioni/quote da parte del fondo.
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Il piano Meidner sarebbe sicuramente osteggiato qualora implementato in Italia:
a. Sarebbe da valutare accuratamente il modo in cui venga implementato o valutare se non fossero da attuarsi politiche più decisive per raggiungere la democratizzazione delle imprese.
b. Sarebbe da valutarsi l'applicabilità del piano, anche in linea teorica, stante la differenza nel tessuto produttivo italiano da quello svedese dell'epoca. Il piano era infatti stato pensato in un contesto dove erano presenti grandi conglomerati industriali.
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