Per il lavoro giusto, contro la deriva neoliberista
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Può sembrare un controsenso. Perché, come viene evidenziato dalle statistiche e rilevazioni Istat degli ultimi anni, aumentano le persone che lavorano e che vivono al di sotto della soglia di povertà? Se nel resto dell’Europa questa contraddizione presenta percentuali differenti rispetto alle politiche sociali e del mondo del lavoro dei singoli Paesi, perché in Italia oggi avere un lavoro non è più la medicina efficace che protegge dalla povertà?
Non si può rimanere inermi di fronte alla deriva neoliberista e riduzionistica delle tutele e delle garanzie nel mondo del lavoro. L’aumento dell’occupazione sbandierato dal governo Meloni è una grande bugia, una truffa funzionale a giustificare un lavoro sempre più povero e le politiche predatorie contro le lavoratrici e i lavoratori.
L’avvocata Tatiana Biagioni, presidente nazionale dell’AGI, l’Associazione delle giuslavoriste e dei giuslavoristi d’Italia recentemente ha definito il lavoro povero come un lavoro senza democrazia. E ha ragione perché la democrazia non si esaurisce nelle istituzioni, ma si pratica anche nei luoghi di lavoro e della socialità, perché anche questi sono uno strumento con cui esercitare i diritti. Per questo, l'Alleanza Verdi e Sinistra vuole riportare il significato del lavoro alla sua originaria funzione, e cioè al lavoro come espressione di democrazia, che consente di sentirsi parte di una comunità, un lavoro buono, giusto e legale.
L'Alleanza Verdi e Sinistra intende dare battaglia contro i cattivi lavori come vengono definiti dalla sociologa e filosofa Chiara Saraceno, contratti precari, a tempo determinato, part-time e collaborazioni fino ad arrivare all’imposizione di rapporti dipendenti attraverso discutibili partite iva. Vogliamo riportare all’ordine del giorno delle scelte della politica una soluzione contro il progressivo aumento del costo della vita determinato dalle bollette delle famiglie che triplicano insieme ai beni di prima necessità.
Il cattivo lavoro è diventato sistema. Un sistema che impone alle nuove generazioni di cittadini di vivere la relazione con il lavoro attraverso condizioni al limite dello sfruttamento, come denunciato dalla Cgil: “Retribuzioni basse, finti contratti part-time, forme di lavoro nero e grigio che nascondono illeciti e abusi spesso subiti pur di lavorare”. È un modello occupazionale che per l’ultimo rapporto annuale ISTAT sta diventando insostenibile soprattutto per quei contratti atipici che trasformano in nuovi poveri i lavoratori dipendenti e in particolare le donne, i giovani e le persone straniere.
Come Alleanza Verdi e Sinistra vogliamo invertire la rotta. Perché la povertà assoluta ha toccato i massimi degli ultimi dieci anni e perché dobbiamo fermare questo governo prima che ci faccia scivolare verso il baratro di una crisi sociale senza precedenti. Non servono risposte emergenziali. occorre introdurre il salario minimo. Poi aumentare le retribuzioni e bonificare i contratti a tempo determinato. Il salario minimo deve essere connesso alle politiche sociali, per contrastare la povertà, affinché possa generare reddito per i cittadini e le cittadine che hanno già un lavoro insufficiente e che si trovano in difficoltà, compresi i cittadini e le cittadine che hanno bisogno di costruire un percorso di formazione universitaria e professionale per il loro futuro del progetto di vita.
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