Modifiche a "Ipotesi proposte programmatiche con l'obiettivo di migliorare la sicurezza sul lavoro "
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Parte I: operare sulla prevenzione
Premessa: In Italia non esiste una Strategia nazionale sulla Prevenzione anche se esiste un documento con questo nome che in realtà è poco più che una elencazioni di possibili o auspicabili azioni, senza dettagli e senza indicazione di responsabilità, tempi, risorse, obiettivi, misurazione.
Per gli interventi dai numeri da 1 a 11 sono debitore al libro “Operaicidio” ed. Marlin 2025, del magistrato già direttore generale dell'Ispettorato Nazionale del lavoro Bruno Giordano e del giornalista Marco Patucchi, cui rimando, in prima battuta, per ulteriori dettagli tecnico- giuridici.
Costituire una Authority per la sicurezza sul lavoro che coordini davvero le tante istituzioni (Servizi delle ASL, Ispettorato nazionale del lavoro e suoi Nuclei di carabinieri, analoghi organismi nelle Regioni a Statuto speciale, INAIL, autorità portuali e Capitanerie di Porto, Ispettorato Miniere ecc.) che se occupano.
Aumentare il numero degli ispettori di vigilanza dell'Ispettorato Nazionale del Lavoro e pagarli meglio (sottopagati, poveri di strumenti informatici ed accesso a banche dati, talvolta con problemi alle spese di missione, sottoposti a lacci e lacciuoli rispetto agli omologhi INAIL, INPS, ASL; vedasi anche il punto 4)
Assicurare finalmente l’interoperabilità e la condivisione delle banche dati di ciascuno di questi enti, ed in particolare di quelli che svolgono funzioni ispettive dirette, non ancora realizzata per sicure difficoltà tecnico operative, costi, scarsa/nulla volontà politica e gelosie tra gli enti, nonché asseriti problemi di privacy (la prima norma in tal senso risale al 2004), e ancora lo prevede il disegno di legge delega 25 settembre 2025
Restituire efficacia alla vigilanza abolendo il cosiddetto scudo ispettivo (D.L 19/2024, articolo 29, ampliato dal D. Lgs. 103/2024, articolo 5, autentico scandalo poco noto): preavviso delle ispezioni e della documentazione da esaminare, impunità successiva dell’azienda per un anno nel caso di mancanza di irregolarità, e simili nefandezze per le quali rinvio alle norme citate.
Abrogare (NB: non riformare/migliorare!) la patente a crediti in edilizia, oggi di nessuna utilità sia per la sicurezza sia per la regolarità del lavoro, ma fonte solo di inutili ulteriori obblighi burocratici per le imprese (a proposito del non disturbare chi fa, slogan dell'attuale Presidentessa del Consiglio). E lo dimostrano i numeri irrisori, ridicoli, di sospensioni della stessa quali si leggono sul sito dell'Ispettorato Nazionale del lavoro. Ovviamente la ipotizzata estensione ad altri settori, quali la logistica, è da evitare.
Istituire Procure distrettuali e nazionale del lavoro, con giudici specializzati, così come accade per le Procure Antimafia, ed analogamente specializzati Albi nazionali di periti e consulenti tecnici per indagini più efficaci e tempestive (perché la prescrizione è sempre dietro l'angolo)
Stabilire, nei processi, l’obbligatoria applicazione della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche stabilita dal D.Lgs. 231/2001 (rinvio, oltre che al testo stesso del Decreto legislativo 231, all’articolo pubblicato il 16 aprile 2023 https://www.ilmanifestoinrete.it/2023/04/16/il-lavoro-deve-essere-sicuro-10); tale applicazione ad oggi è tuttora pressoché inesistente:
Arresto ritardato per i responsabili delle morti (ometto qui i tecnicismi giuridici, per i quali rinvio al libro citato)
Provvisionali risarcitorie immediatamente esecutive e gratuito patrocinio a spese dello Stato per le vittime (tempi di prescrizione, costi, esiti incerti diminuiscono drasticamente la reale tutela)
Riconoscimento dello status di vittime del dovere anche per i familiari delle persone decedute sul lavoro, con connessi benefici
Nuovo reato di omicidio sul lavoro (proposta, questa, da tempo portata avanti da alcune organizzazioni sindacali quali la CGIL edilizia, nonché USB e altri sindacati diciamo oppositivi)
Insegnamento specifico della sicurezza sul lavoro nelle scuole superiori, con maggior numero di ore in quelle tecnico professionali, e con ore esclusivamente dedicate, ed eventualmente, come da iniziative sperimentali a macchia di leopardo, con il rilascio dell'apposita qualifica di ASPP. Attualmente la materia è annegata, peraltro da un paio d'anni, nella miriade di altri argomenti che costituiscono l'educazione civica – NB: ci potrebbe essere un problema di reperimento delle docenze qualificate e quindi finanziario se da acquisire all'esterno. La qualificazione di detti docenti dovrebbe essere la medesima prevista dalla norma vigente in materia, cioè l'Accordo Stato Regioni dell'aprile 2025.
Vietare o comunque limitare al massimo il sistema di appalti e subappalti a cascata (rinvio al contenuto del Referendum CGIL) ripristinando/assicurando la responsabilità (penale, civile, amministrativa ex D. Lgs. 231/2001) di committenti e stazioni appaltanti, perché è in questa catena che si concentrano gli infortuni mortali e gravi, come gli infortuni collettivi dimostrano. Per gli appalti pubblici, come da iniziative anch'esse a macchia di leopardo, stabilire come obbligatoria l'adozione dei trattamenti normativi ed economici previsti dai CCNL stipulati dalle OO.SS, più rappresentative.
Campagna straordinario per bonifica e smaltimento dell'amianto, proibito dal 1991 ma ancora presente (rinvio all'apposito capitolo del libro Operaicidio) con incentivi appositi.
Aumentare la parte dell'avanzo di bilancio INAIL destinato ad interventi di prevenzione e ricerca (quelli che l'INAIL svolge sono da ritenere sufficienti qualitativamente e per tipologia, da verificare la necessità di ulteriore personale tecnico) anziché mantenerlo in Tesoreria Unica per le esigenze di bilancio dello Stato (solo l’INAIL ha oggi risorse disponibili: avanzo finanziario 2024 pari a 2678 milioni di euro di , di cui circa solo un terzo destinato ad interventi di incentivazione).
Forme di defiscalizzazione anche parziale degli investimenti in prevenzione e sicurezza che compiono le aziende.
Accelerare l'emanazione dei decreti attuativi del vigente Testo Unico su prevenzione, igiene e sicurezza sul lavoro, cioè il D. Lgs. 81 del 09 aprile 2008; dei 52 previsti ne risultano ad oggi emanati 27. Inoltre il SINP (art. 8 , cioè Sistema Informativo Nazionale delle Prevenzione, va completato, cfr. intervento di cui al numero 3)
Parte II – Aggiornare l'assicurazione obbligatoria contro infortuni e malattie professionali
Premessa: il vigente Testo Unico sull'Assicurazione Obbligatoria contro infortuni e malattie professionali è il DPR 1124 del 1965, fotografa una Italia ancora agricolo – industriale (uno dei due Titoli in cui è articolato riguarda esclusivamente l'agricoltura) ed è largamente superato perché mai sottoposto ad una revisione complessiva, ma solo ad interventi settoriali o solo giurisprudenziali (i più consistenti risalgono al 2000, l'ultima proposta organica di revisione, approdò ad uno dei rami del Parlamento nel 2008 e fu travolta dalla fine anticipata della legislatura) effettuati peraltro con logiche contrastanti: da un lato di allargare l'area della tutela, dall'altro lasciando immutato, sostanzialmente, il parziale e superato concetto di rischio (dettagli a parte) che solo ove esistente assicura la tutela.
Lo strumento non può che essere una Legge delega (altro DPR dubbio), ma questo ai costituzionalisti.
1) In premessa vanno mantenuti, anzi ulteriormente esplicitati i principi di:
pubblicità dell'assicurazione in regime di monopolio legale,
obbligatorietà della stessa,
pagamento del premio esclusivamente in capo ai datori di lavoro per i lavoratori dipendenti (lavoratori autonomi pagano per sé, cocopro 1/3 il collaboratore il resto il committente)
conseguente automaticità delle prestazioni se il datore di lavoro non li ha versati (non per autonomi, ovviamente)
irrinunciabilità delle prestazioni
adeguare il testo al mutamento della struttura economica e produttiva ed al diritto del lavoro vigente ( le richieste avanzate dall'ANMIL – Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi del lavoro)
semplificare gli adempimenti e unificare i trattamenti oggi diversi per la Gestione Industria e quella Agricoltura
adeguare, allargandolo, il concetto di rischio (art. 1 e 2 del vigente TU) superato, con considerazione dei rischi psicosociali, da differenze di genere, ambientali da cambiamento climatico
Confermare, in presenza di rischi di cui al punto precedente, la tutela INAIL per i soggetti già oggi coperti: lavoratori dipendenti privati e pubblici, autonomi artigiani, collaboratori a progetto, insegnati e studenti di scuole ed Università, lavoratori socialmente utili, soggetti impegnati in percorsi di reinserimento, carcerati, ecc.)
Allargarla, a parità di rischio, alle partite IVA ed altre categorie di lavoratori formalmente autonomi come i lavoratori sulle piattaforme (sui ciclo fattorini o riders ci sono già brecce normative sul punto, circolari INAIL sui ciclo fattorini dal 2018 fino alla circolare 40 del luglio 2025, sui lavoratori di piattaforme digitali, circolari Min. Lavoro 9_2025 stesso argomento) nonché ultimo Decreto Legge Lavoro del governo aprile 2026. Per i numeri, i ciclo fattorini sono diverse decine di migliaia; le partite IVA sono qualche milione tra ditte individuali e regimi forfettari, con due terzi, dati 2023 -2024, che fatturano meno di 30.000 euro l'anno. Per le partite IVA possibile eventuale non obbligatorietà secondo il meccanismo già in uso per la separata, contabilmente ma sempre gestita dall'INAIL, assicurazione contro gli infortuni domestici – cd. Assicurazione casalinghe.
Assicurare all'INAIL i VV.FF. e i volontari della Protezione Civile
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