Welfare e inclusione attiva
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Il principio di questa proposta è favorire l'ingresso dignitoso al mondo produttivo, favorendo l'impegno attivo del cittadino verso la propria comunità grazie a specifici supporti economico statali.
Grazie a questa riforma, i giovani e i lavoratori in cerca di occupazione non saranno più sfruttati con stage o tirocini pensati soltanto per sfruttarli. Lo Stato favorirà il rinnovo generazionale agevolando il turnover mentre la spesa sociale per i sussidi si trasformerà in un investimento produttivo per il territorio anche attraverso l'attivazione dei Progetti Utili alla Collettività.
Superamento definitivo della legge Fornero.
Strutturazione di incentivi e percorsi dedicati per l'ingresso dei giovani nel mercato del lavoro.
Revisione completa del funzionamento di stage e tirocini per scongiurarne qualsiasi uso distorto o sfruttamento.
Rafforzamento della tutela del reddito per le fasce di popolazione più debole, riproporzionando l'erogazione dei sussidi alla partecipazione attiva ad attività formative, tirocini, stage o a Progetti Utili alla Collettività (PUC), valorizzando l'impegno del singolo a favore della comunità.
Gestione più snella dei PUC anche tramite introduzioni di assicurazioni a garanzia statale.
Ci tengo a precisare che queste proposte sono un estratto ragionato della riforma complessiva già postata da me, Davide Grazian, nei precedenti post.
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