Proposta di maggiore solidarietà anti-imperialistica nei confronti della causa ucraina (in linea con la posizione di molti partiti di sinistra eu))
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Opponiamoci categoricamente a un ordine in cui il più forte impone con la forza la propria volontà al più debole: ed è così che deve essere vista l'aggressione di Mosca. Il popolo ucraino ha il diritto fondamentale di vivere liberamente, scegliere i propri leader e governarsi da solo. Il futuro dell’Ucraina dovrebbe dipendere esclusivamente dalla sua decisione libera e indipendente. Noi dobbiamo affermare in modo più deciso la nostra solidarietà al popolo ucraino nella sua lotta per la dignità e la sovranità.
Tale solidarietà non deve rimanere uno slogan vuoto. Di fronte a questa aggressione immotivata, l'Ucraina ha bisogno di aiuto per resistere alle forze russe e garantire la sicurezza dei suoi cittadini. Chiediamo al governo e all’Unione europea di fornire tutta l’assistenza necessaria. Bisogna sostenere, tra l’altro, l’invio di equipaggiamento militare, la fornitura di acqua, cibo e assistenza medica ai civili e la mobilitazione di tutti i possibili canali diplomatici per stabilire corridoi umanitari per l’evacuazione delle persone e la fornitura di mezzi materiali. Oltre che qualsiasi negoziato di pace non sia imposto dall'alto ma nei confini della dignità e dell'autonomia del popolo ucraino, e che qualsiasi trattato di pace non possa siglarsi senza serie e concrete garanzie di sicurezza per l'integrità futura del suo stato.
La nostra solidarietà deve trovare espressione anche nel far eco alle richieste del partito ucraino di sinistra Sotsialniy Rukh, dei molti sindacati del paese e riavvicinare i rapporti con la società civile ucraina sia espatriata che non. I prestiti internazionali, compresi quelli del FMI, vengono concessi a condizione che la spesa sociale sia ridotta e il loro rimborso costringe le persone a risparmiare sui bisogni primari e ad applicare misure di austerità nei settori fondamentali dell'economia. Oggi lo Stato Ucraino avrà bisogno di risorse per proteggere la popolazione civile e fornire alloggi agli sfollati e medicine ai feriti. L’Ucraina deve essere liberata dal peso del debito estero e dalla pressione neoliberista distruttiva. Pertanto, bisogna mettere pressione anche alla Banca centrale europea di farsi carico dei costi di ricostruzione post-guerra.
Dobbiamo rimanere attenti alla difficile situazione di tutti i rifugiati che entrano nei nostri paesi in fuga dalla guerra in Ucraina. I nostri governi devono essere ritenuti responsabili di garantire che tutti i rifugiati ricevano gli stessi diritti e lo stesso trattamento dei loro cittadini - per quanto riguarda le condizioni di lavoro, l'accesso all'alloggio e all'istruzione, nonché all'assistenza sanitaria o a qualsiasi altro servizio pubblico. In questo contesto, facciamo appello all’Unione Europea per la solidarietà e il sostegno finanziario al fine di sostenere i sistemi sociali nei paesi riceventi.
Allo stesso tempo, dobbiamo assicurarci che vi sia una pressione costante per costringere la Russia a fermare la sua aggressione e a ritirare le sue forze dal territorio ucraino con lo stesso spirito in cui le mobilitazioni popolari hanno chiesto il ritiro americano dal Vietnam (Russians go home!). L’Unione Europea e i suoi Stati membri devono agire con fermezza e senza riguardo agli interessi commerciali e alle attività di lobbying. Rimanere fermi nella confisca dei beni di tutti gli oligarchi russi in Europa e nel loro trasferimento allo Stato ucraino per finanziare la sua lotta e ricostruzione.
Sfruttiamo l’impatto di queste e altre possibili sanzioni sui nostri sistemi energetici come un’opportunità per accelerare la transizione energetica verde e giusta!
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