Modifiche a "Strategia energetica nazionale"

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    Per definire una strategia tecnica bisogna fissare degli obiettivi misurabili e un limite temporale. Successivamente si confrontano le tecnologie e l'organizzazione produttiva disponibili, i rischi associati e attraverso la quantificazione dela capacità finanziaria si determina la sostenibilità complessiva del progetto.

    Per questa proposta mi sono imposto i limiti sotto indicati e per ovvi motivi ho tralasciato analisi su capacità produttiva e sostenibilità finanziaria.

    OBIETTIVI:

    - Ridurre consumo combustibili fossili del 30/50%,

    - aumentare l'indipendenza energetica del Paese,

    - incentivare l'industria nazionale e la cooperazione europea,

    - attivare la rete di ricerca

    - implementare una rete di distribuzione sicura,

    - attivare un ciclo economico virtuoso che sfrutti energia elettrica prodotta a basso costo.

    LIMITE TEMPORALE:

    - 10 anni ma con effetti visibili entro i primi anni

    TECNOLOGIE DISPONIBILI E TEMPI ATTUAZIONE

    FV ...... 1-3 anni,

    Eolico onshore ... 2-5 anni,

    Batterie di accumulo .... 1-4 anni,

    Micro/pico idroelettrico ..... 1-4, anni

    Repowering idroelettrico ... 2-4, anni

    Geotermia convenzionale .... 4-8 anni,

    Geotermia profonda EGS ..... 5-10 anni

    Solare termodinamico ... 4-7 anni,

    Nucleare III+ .... >10 anni,

    Nucleare IV .... >15 anni

    Quindi nei primi anni il grosso dei risultati può arrivare solo da:

    FV, accumuli, eolico, efficienza energetica, elettrificazione consumi, micro/pico idroelettrico.

    Il NUCLEARE è fuori dall'orizzonte temporale imposto e quindi non considerato in questa proposta MA in un'ottica di joint venture europea per la costituzione di una filiera tecnologica completa potrebbe essere un'assicurazione strategica dal 2035 al 2060. Lo shock Hormuz dovrebbe rendere i Paesi europei più predisposti di quanto lo siano stati finora, a condividere le loro frammentate capacità nel settore, in un progetto comune (tipo consorzio Airbus). Esiste una realtà italiana ma basata in Francia, la Newcleo, con obiettivi ambiziosi.

    SITUAZIONE ATTUALE DEI CONSUMI

    Energia totale consumata

    ~150 Mtep/anno,

    Consumo elettrico

    ~310 TWh/anno,

    Produzione elettrica nazionale

    ~270 TWh/anno,

    Import elettrico netto

    ~40 TWh/anno,

    Dipendenza energetica estera

    ~73%,

    Gas naturale

    principale fonte energetica,

    Petrolio

    principale nei trasporti.

    Dunque l'elettricità rappresenta solo una parte dell'energia consumata.

    Per ridurre del 30/50% tutti i combustibili fossili oggi usati occorre:

    • produrre più elettricità (o consumarne meno attraverso l'efficienza!);

    • elettrificare usi oggi alimentati da gas e petrolio;

    • aumentare la produzione nazionale da fonti rinnovabili.

    Se si vuole arrivare ad avere un sistema energetico solido non si può puntare su una singola risorsa. Ogni forma di energia deve avere il suo ruolo come fosse il tassello di un puzzle.

    FONTE DI ENERGIA E RUOLO

    FV ...produzione diurna variabile (abbondante ma sotto inverter)

    Eolico...diversificazione (variabile)

    Solare termodinamico a sali fusi .... prolungamento della produzione (variabilità minore)

    Idroelettrico ...... base regolare

    Micro/pico idroelettrico .... micro generazione continua e distribuita

    Geotermia ... base regolare

    Pompaggi nei bacini in quota ..... accumulo di lungo periodo

    Rete di ricarica grid-forming per autoveicoli privati .....accumulo e stabilizzazione diffusa

    Interconnessioni europee .... resilienza di rete

    Per quanto riguarda la rete di ricarica grid-forming per gli autoveicoli, rimando alla proposta "Energia per la mobilità elettrica" sempre su questo sito.

    Considerate premesse e possibilità la mia strategia sarebbe quella di puntare da subito sulle rinnovabili, PARALLELAMENTE attivare progetti di studio e consorzi nazionali ed europei per Nucleare IV e geotermia EGS.

    Invito alla consultazione di alcuni studi disponibili in rete:

    https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S0038092X20305442?utm_source=chatgpt.com

    https://www.entsoe.eu/news/2025/11/04/entso-e-publishes-phase-ii-technical-report-on-grid-forming-requirements/?utm_source=chatgpt.com

    https://www.pubblicazioni.enea.it/le-pubblicazioni-enea/analisi-trimestrale-del-sistema-energetico-italiano/fascicoli-2026/analisi-trimestrale-del-sistema-energetico-italiano-anno-2025.html?utm_source=chatgpt.com

    RISULTATI CONSEGUIBILI

    non ho trovato studi che valutino compiutamente quanto si esamina in questa proposta ma spulciando qua e là mi sono convinto che potrebbero essere possibili negli anni queste produzioni aggiuntive:

    - FV .. (2030) 50 TWh/anno (2037) 120 TWh/anno.

    - eolico ... (2030) 20 TWh/anno (2037) 80 TWh/anno.

    Revamping idroelettrico.... (2030) 2 TWh/anno (2037) 6 TWh/anno.

    Micro/pico idroelettrico.... (2030) 1 TWh/anno (2037) 5 TWh/anno.

    Geotermia convenzionale...(2030) 2 TWh/anno (2037) 5 TWh/anno.

    Geotermia profonda ... (2037) 15 TWh/anno.

    Solare TD sali fusi... (2030) 2 TWh/anno (2037) 15

    TOTALE PRODUZIONI AGGIUNTIVE

    (2030) 90/100 TWh/anno (2037) 230/250 TWh/anno.

    Equivale al quasi raddoppio della produzione elettrica attuale.

    Questo rende possibile elettrificare il parco autoveicoli, parte della trazione agricola, sostituire caldaie gas con pompe di calore .....

    Il consumo dei fossili può ridursi conseguentemente:

    3 anni ... 10%. 5 anni ..20%. 10 anni ....40%

    La dipendenza passa dal >70% al 40%.

    L'industria italiana ha competenze e capacità per tutte le produzioni richieste. Approvvigionamento di pannelli e batterie potrebbero costituire un collo di bottiglia.

    Vorrei SOTTOLINEARE alcune soluzioni a mio avviso degne di particolare interesse:

    • CSP a sali fusi (perché produce anche dopo il tramonto e fornisce inerzia tramite turbine sincrone);

    • micro/pico idroelettrico (perché potrebbe rendere più autonome migliaia di aziende agricole e territori montani);

    • rete di ricarica grid-forming con accumuli (perché trasforma un'infrastruttura di consumo in una risorsa di stabilizzazione della rete).

    • Geotermia (perché aumenta l'indipendenza energetica e stabilizza la produzione)

    Mi rendo conto che assomiglia più ad una lista della spesa che ad un documento comprensibile e che mancano considerazioni su rischi, sostenibilità produttiva e finanziaria ma lo spazio è la competenza sono limitate. Spero che serva almeno a promuovere serie e pacate riflessioni.

Titolo (Italiano)

  • +Strategia energetica nazionale