Modifiche a "Piano energetico nazionale"

Corpo del testo (Italiano)

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    Questa proposta si basa su tre pilastri fondamentali:

    • La sovranità energetica diffusa: trasformare i cittadini da semplici consumatori passivi a protagonisti attivi della transizione

    • Il rispetto del capitale umano: accompagnare le industrie e i lavoratori del settore fossile in un percorso di riconversione protetta

    • integrazione europea: superare i confini nazionali per costruire una rete solida dove l'energia pulita circoli liberamente per il benessere comune di tutti i cittadini europei

    La proposta si basa sui seguenti punti:

    1. Programmazione. Varo di un piano energetico nazionale aggiornato annualmente con obiettivi minimi a 10 anni e quote minime crescenti e obbligatorie di fonti rinnovabili da installare.

    2. Stop ai fossili. Taglio totale e definitivo entro 20 anni di ogni sussidio a combustibili fossili in tutti i settori (centrali, trasporti, riscaldamento privato). Spostamento immediato di queste risorse verso le attività 100% sostenibili.

    3. Semplificazione e tutela. Sblocco burocratico per gli impianti rinnovabili, con vincoli stringenti di rispetto solo per le aree protette o di pregio storico/naturalistico. Supervisione e guida centralizzata per progetti locali rilevanti per l'autonomia energetica nazionale.

    4. CER. Riforma dei costi in bolletta per premiare chi produce la propria energia (prosumer) all'interno di una CER. Incentivi strutturali e sgravi fiscali potenziati per i cittadini che partecipano attivamente alle CER. Incentivi strutturali per la riqualificazione energetica degli edifici privati e pubblici con supporto specifico a comunità energetiche.

    5. Transizione industriale e del lavoro. Progetti di supporto alla riconversione energetica e produttiva industriale e piani di ricollocazione/formazione permanente per i lavoratori del settore fossile verso il comparto green.

    6. Ricerca carbon neutral. Investimenti massicci sulle tecnologie pulite e sviluppo di progetti carbon neutral subordinati a Valutazioni di Impatto Ambientale (VIA) rigide e costantemente aggiornate.

    7. Manutenzione predittiva. Piano di manutenzione e aggiornamento periodico obbligatorio delle reti di trasporto dell'energia e degli impianti di produzione energetica.

    8. Standard urbanistici a "Impatto Zero". Introduzione di parametri urbanistici e regolamenti stringenti e vincolanti per tutte le nuove costruzioni e le grandi opere pubbliche o private.

    9. Visione europea. Uniformare i parametri di calcolo dei costi energetici nazionali. Promuovere e co-finanziare l'interconnessione strutturale delle reti elettriche europee (Smart Grid sovranazionali) per bilanciare la produzione discontinua delle fonti rinnovabili tra i vari Stati membri. Istituire un piano di investimenti congiunto per la ricerca sulle energie pulite. Creazione di un quadro giuridico e operativo comune per uniformare e interconnettere CER nazionali e transnazionali

    In coerenza con i principi di questa riforma ribadisco un no fermo ma motivato all'energia nucleare:

    • Incompatibilità con i tempi della transizione: I tempi burocratici e tecnici per la costruzione e la messa in funzione di una entrale nucleare sono incompatibili con la crisi climatica

    • Mancanza di equità sociale e generazionale: il nucleare produce scorie radioattive che le future generazioni dovranno gestire; lo smantellamento a fine vita è sempre a carico dei cittadini, così come la risoluzione dei danni causati da problemi gravi; i costi di costruzioni ricadranno per la maggior parte sulle bollette elettriche.

    • Falsa Indipendenza Energetica: l'uranio non è una risorsa infinita ed è concentrato nelle mani di pochi Paesi extra-europei.

    Grazie dell'attenzione

Titolo (Italiano)

  • +Piano energetico nazionale