Piano energetico nazionale
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Questa proposta si basa su tre pilastri fondamentali:
La sovranità energetica diffusa: trasformare i cittadini da semplici consumatori passivi a protagonisti attivi della transizione
Il rispetto del capitale umano: accompagnare le industrie e i lavoratori del settore fossile in un percorso di riconversione protetta
integrazione europea: superare i confini nazionali per costruire una rete solida dove l'energia pulita circoli liberamente per il benessere comune di tutti i cittadini europei
La proposta si basa sui seguenti punti:
Programmazione. Varo di un piano energetico nazionale aggiornato annualmente con obiettivi minimi a 10 anni e quote minime crescenti e obbligatorie di fonti rinnovabili da installare.
Stop ai fossili. Taglio totale e definitivo entro 20 anni di ogni sussidio a combustibili fossili in tutti i settori (centrali, trasporti, riscaldamento privato). Spostamento immediato di queste risorse verso le attività 100% sostenibili.
Semplificazione e tutela. Sblocco burocratico per gli impianti rinnovabili, con vincoli stringenti di rispetto solo per le aree protette o di pregio storico/naturalistico. Supervisione e guida centralizzata per progetti locali rilevanti per l'autonomia energetica nazionale.
CER. Riforma dei costi in bolletta per premiare chi produce la propria energia (prosumer) all'interno di una CER. Incentivi strutturali e sgravi fiscali potenziati per i cittadini che partecipano attivamente alle CER. Incentivi strutturali per la riqualificazione energetica degli edifici privati e pubblici con supporto specifico a comunità energetiche.
Transizione industriale e del lavoro. Progetti di supporto alla riconversione energetica e produttiva industriale e piani di ricollocazione/formazione permanente per i lavoratori del settore fossile verso il comparto green.
Ricerca carbon neutral. Investimenti massicci sulle tecnologie pulite e sviluppo di progetti carbon neutral subordinati a Valutazioni di Impatto Ambientale (VIA) rigide e costantemente aggiornate.
Manutenzione predittiva. Piano di manutenzione e aggiornamento periodico obbligatorio delle reti di trasporto dell'energia e degli impianti di produzione energetica.
Standard urbanistici a "Impatto Zero". Introduzione di parametri urbanistici e regolamenti stringenti e vincolanti per tutte le nuove costruzioni e le grandi opere pubbliche o private.
Visione europea. Uniformare i parametri di calcolo dei costi energetici nazionali. Promuovere e co-finanziare l'interconnessione strutturale delle reti elettriche europee (Smart Grid sovranazionali) per bilanciare la produzione discontinua delle fonti rinnovabili tra i vari Stati membri. Istituire un piano di investimenti congiunto per la ricerca sulle energie pulite. Creazione di un quadro giuridico e operativo comune per uniformare e interconnettere CER nazionali e transnazionali
In coerenza con i principi di questa riforma ribadisco un no fermo ma motivato all'energia nucleare:
Incompatibilità con i tempi della transizione: I tempi burocratici e tecnici per la costruzione e la messa in funzione di una entrale nucleare sono incompatibili con la crisi climatica
Mancanza di equità sociale e generazionale: il nucleare produce scorie radioattive che le future generazioni dovranno gestire; lo smantellamento a fine vita è sempre a carico dei cittadini, così come la risoluzione dei danni causati da problemi gravi; i costi di costruzioni ricadranno per la maggior parte sulle bollette elettriche.
Falsa Indipendenza Energetica: l'uranio non è una risorsa infinita ed è concentrato nelle mani di pochi Paesi extra-europei.
Grazie dell'attenzione
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