Modifiche a "Rimuovere il "collo di bottiglia" burocratico di autorizzazioni delle rinnovabili"

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    Con i fondi PNRR avremmo dovuto investire nella produzione di 10 gw all'anno, e invece a causa della burocrazia italiana siamo riusciti a farne a malapena 6 quando va bene. Questo succede per mancanza di chiarezza fra enti istituzionali e un iter appesantito da un personale insufficiente a fronte di un esubero di richieste da parte dei privati. Essendo un discorso piuttosto complesso, ho deciso di articolare la mia proposta in tre fasi.

    La prima, come iniziativa primaria e urgente, imporre una mappatura nazionale vincolante e centralizzata. Definire con precisione a livello statale una determinata area come idonea (es. aree industriali dismesse, cave esaurite, tetti delle case, agrivoltaico, o porzioni di terreni degradati).

    Seconda: trasformare l'attuale processo burocratico di VIA (Valutazione di Impatto Ambientale), che oggi richiede l'esame umano di migliaia di pagine di faldoni, in un iter digitale standardizzato. Anche usando se possibile le tecnologie AI.

    • I costruttori chiedono la creazione di un portale unico nazionale in cui i parametri tecnici del progetto vengano validati in modo parzialmente automatizzato.

    • I progetti che rispettano precisi standard dimensionali e tecnologici predefiniti devono accedere a una procedura semplificata d'ufficio, saltando i passaggi tecnici intermedi

    Terza: sull'agrivoltaico snellire la burocrazia creando un catalogo di configurazioni tecnologiche pre-approvate dai ministeri competenti (MASE e Masaf). Se un'azienda agricola acquista un impianto con caratteristiche tecniche già validate e certificate dal costruttore, la conformità agronomica ed energetica si considera automaticamente dimostrata, eliminando lunghe perizie tecniche ex-ante.

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