Modifiche a "Eolico Offshore e Mix Energetico"
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Mi chiamo Andrea Giuffrida e rappresento il gruppo HOPE, società pugliese attiva nello sviluppo di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili che ha sviluppato, con importanti partner italiani e internazionali, iniziative significative di eolico offshore. Tra queste, la più rilevante è oggi Barium Bay (Puglia, floating, 1.110 MW), che con il decreto VIA del 20/05/2025 rappresenta il progetto più avanzato di eolico flottante in Italia con parere ambientale positivo.
L'offshore è per l'Italia ciò che il nucleare è stato per i grandi sistemi energetici continentali: non un richiamo ai tempi lunghi, ma un progetto industriale di lungo periodo che esige la costruzione di una supply chain innovativa. Nel mix energetico nazionale il galleggiante è complementare ad altre fonti programmabili, nucleare incluso, ed è essenziale per la sostenibilità del sistema paese. Un parco floating di taglia commerciale può raggiungere 2 GW, con fattori di carico del 40–45% — quasi il doppio del fotovoltaico a terra — e una producibilità paragonabile a un'unità nucleare di media potenza. Secondo il GWEC, l'Italia è il terzo mercato mondiale per sviluppo del galleggiante.
Accanto a Barium Bay, i progetti con VIA positiva sono Agnes (Emilia Romagna, bottom fixed, 600 MW, 10/07/2024), Energia Wind 2020 (Emilia Romagna, bottom fixed, 330 MW, 10/07/2024) e 7Seas Med (Sicilia, floating, 250 MW, 21/03/2024). Il Decreto Porti (aprile 2025) individua Taranto e Augusta come Poli Strategici Nazionali, Brindisi e Civitavecchia come porti di supporto; il Vademecum MASE (marzo 2025) disciplina l'autorizzazione unica, successiva alla fase di Valutazione di Impatto Ambientale ai sensi dell’articolo 23 del D.Lgs 152/06.
La VIA resta un procedimento complesso e multidisciplinare, in cui la componente paesaggistica e il parere del Ministero della Cultura allungano i tempi o deferiscono la decisione alla Presidenza del Consiglio. Proprio i pareri MIC più recenti, rilasciati per Barium Bay, fissano in 45 km dalla costa il limite congruo per azzerare la visibilità degli aerogeneratori.
Le priorità: PNIEC con target di 8,5 GW al 2030, 15–20 GW al 2035 e 30+ GW al 2050; road map autorizzativa che tuteli ambiente e paesaggio garantendo tempistiche certe; Piano Filiera Offshore Wind 2026–2035 ancorato a Taranto e Augusta; aste FER 2 tarate sulle tecnologie, riconoscendo i maggiori CAPEX del flottante, che assicura maggiore distanza dalla costa e minore impatto; filiera industriale capace di portare l'Italia alla leadership di settore, con 10–20 miliardi di investimenti e fino a 60.000 FTE.
Titolo (Italiano)
- +Eolico Offshore e Mix Energetico