Modifiche a "Rinnovabili: certamente, basta che la testa rimanga attaccata al collo."
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Li chiamano parchi eolici ma il nome corretto è insediamenti eolico industriali. E l'ultima parola, industriali, è decisiva. Sono agiti da società private che si avvalgono di strumenti un tempo riservati all'interesse pubblico: espropriazione, servitù... Il ministero competente è il Mase, Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica. Qui la prima parola, Ambiente, scompare, prevalgono nettamente le altre due. Sono grandi opere infrastrutturali che intervengono sui crinali. Economicamente staranno in piedi grazie al Gse, soldi pubblici. Nel concreto ogni pala invece sta in piedi con 1000 tonnellate di cemento armato e sono collegate da nuove strade ad uso praticamente esclusivo. L'impronta ecologica è peggiore di una centrale ad olio esausto. Nei territori interessati non lasciano, al momento, nemmeno un posto di lavoro ne' un euro di compensazione ma solo danni ambientali, agroforestali, faunistici, turistici incalcolabili e irreversibili. Tra quaranta anni, non sapendo come smaltirli, progettano di metterci mini appartamenti in cima. Follie agli atti. Con procedure che saltano a piedi pari gli enti locali, Regioni comprese. Tutti quanti gli impianti eolico-industriali on shore sono così? No, vanno visti uno per uno senza paraocchi ideologici. Quello che seguo io, valli del Taro e del Ceno, Appennino parmense e piacentino, sarebbe il più grande d'Italia. 47 aereogeneratori alti 200 metri, li potrete ammirare fin da Lodi o Cremona. Ma sarebbe è parola obbligata ché la resistenza sarà durissima e politicamente trasversale. La sindrome Nimby non c'entra nulla, per le aree interne è questione di sopravvivenza.
Titolo (Italiano)
- +Rinnovabili: certamente, basta che la testa rimanga attaccata al collo.