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A processo partecipativo è una sequenza di attività partecipative (ad esempio, prima compilando un sondaggio, poi formulando proposte, discutendole in riunioni faccia a faccia o virtuali e infine dando la priorità a esse) allo scopo di definire e prendere una decisione su un argomento specifico.

Esempi di processi partecipativi sono: un processo di elezione dei membri del comitato (in cui le candidature vengono presentate per la prima volta, poi discusse e infine si sceglie una candidatura), i budget partecipativi (dove le proposte sono fatte, valutate economicamente e votate con i soldi disponibili), un processo di pianificazione strategica, la stesura collaborativa di un regolamento o norma, la progettazione di uno spazio urbano o la produzione di un piano di politica pubblica.

10 – Devo sapere

Scuola, università, cultura e conoscenza

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Contro l'autonomia differenziata, noi difendiamo istruzione e ricerca pubbliche, gratuite e inclusive. Proponiamo l'eliminazione del precariato, il potenziamento del diritto allo studio (alloggi, borse) e una carta cultura universale per rendere il sapere un diritto accessibile.

scuola cultura senza

Crediamo che scuola, università, cultura e conoscenza siano pilastri fondamentali per costruire una società più giusta e libera. Vogliamo una scuola pubblica, gratuita e inclusiva, capace di mettere al centro studenti e studentesse: edifici sicuri, classi meno numerose per una didattica personalizzata, autonomia degli istituti e maggiori risorse per l’istruzione. È necessario estendere il diritto allo studio fino ai 18 anni, garantire il tempo pieno e rendere realmente gratuita la formazione, ripensando anche i modelli di valutazione. Allo stesso tempo, è indispensabile l’educazione alla sostenibilità secondo standard europei, ore dedicate alla non violenza e alla cura delle relazioni, oltre alla presenza stabile di sportelli psicologici in ogni scuola. Intendiamo difendere un sistema educativo nazionale equo e inclusivo, con maggiore attenzione alle aree più fragili, opponendoci strenuamente all’autonomia differenziata.

Per noi, dare valore al sapere significa anche dare dignità al lavoro. Basta precarietà per docenti e personale, lavoreremo per la stabilizzazione degli insegnanti, il rafforzamento degli organici e la valorizzazione di tutte le figure scolastiche.

Allo stesso modo, vogliamo un’università e una ricerca libere dalla precarietà, con investimenti stabili fino agli obiettivi europei, il rafforzamento del diritto allo studio con borse e alloggi accessibili e un riconoscimento pieno del lavoro di ricerca, superando forme di precarizzazione.

La cultura deve diventare un diritto reale e accessibile: una carta cultura universale legata al reddito, una rete diffusa di presìdi culturali nei territori e un sostegno strutturale al lavoro culturale possono contrastare la povertà educativa. In questa prospettiva, investiremo stabilmente nella cultura, per rafforzarne la presenza nelle comunità e riconoscerne il valore sociale e formativo significa trasformarla in uno strumento di uguaglianza e benessere.

Riferimento: VIO-PART-2026-05-13

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