La valorizzazione del sociologo : ordinamento della figura e della professione
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Il sociologo è l'architetto della complessità sociale, la figura che progetta politiche pubbliche e ne valuta l'impatto reale.
Il sociologo ha le competenze per leggere, interpretare ed analizzare i fenomeni sociali, in un'ottica micro e macro, anche considerando l'interdipendenza che possiedono le due dimensioni, come e in che modalità queste si influenzano reciprocamente.
Il sociologo anche nella sfera politica può contribuire a produrre analisi sui comportamenti, sulle strutture sociali ed economiche, oltre che sulle dinamiche della nostra società . Raccogliere ed interpretare dati su disuguaglianze, lavoro e migrazioni con reale supporto alle politiche pubbliche e con proposte di strategie di intervento.
Il sociologo ha competenze di coordinamento sulle unità operative in ambito tecnico-scientifico ed è in grado di leggere il bisogno in un'ottica multidimensionale, date le sue competenze dinamiche, per cui rappresenta la figura professionale che, più di tutti, può valutare e ricercare le risposte appropriate ai bisogni ed esigenze che provengono dalla domanda territoriale, anche in linea a ciò che è richiesto dal DM77 del PNRR.
Tuttavia, senza un vero ordinamento della professione del sociologo e senza la costituzione di un Albo cui fare riferimento ed un concreto riconoscimento nei luoghi di lavoro e nei concorsi pubblici, la politica si priva di una bussola fondamentale.
Nel nostro Paese mancano spesso analisi scientifiche in grado di decodificare il tessuto sociale e la complessità dei fenomeni che viviamo. Un tessuto sociale che potrebbe essere letto ed interpretato sotto la lente sociologica in modo critico ed analitico, con una prospettiva neutra di osservazione. Tuttavia ad oggi, nonostante vi siano stati dei passi in avanti, con la legge n.3/2018 in ambito socio-sanitario, la figura del sociologo in Italia soffre ancora di un gap normativo dovuto ad un enorme paradosso. Se è vero che le competenze sociologiche appaiono necessarie per comprendere fenomeni complessi, (sicurezza, welfare, lavoro, immigrazione, famiglia, violenza e devianze), è altrettanto vero che la professione dei sociologi continua a non essere tutelata da un albo professionale, né strutturalmente integrata nella Pubblica Amministrazione (PA), allontanata dalle aree dirigenziali, apicali e di coordinamento, dove la figura sarebbe, invece, indispensabile. I concorsi pubblici offrono scarsissime possibilità di occupazione e gli sbocchi lavorativi sono sempre più ristretti e contesi con altre figure sociali e sanitarie che, invece, godono di una maggiore rappresentanza, dunque di più ampie possibilità.
Tre sono alcuni degli obiettivi per cui la figura del sociologo merita di essere riconosciuta e valorizzata:
a) Obiettivo Istituzionale: la costituzione di un Albo Professionale dei Sociologi deve finalmente garantire standard etici, formativi e qualitativi a tutela dei cittadini e delle istituzioni. La costituzione di Albo deve avvenire tramite superamento di un Esame di Stato, riservato ai laureati delle Classi di Laurea magistrale specifiche (es. laurea Triennale o LM-88 Sociologia e Ricerca Sociale o vecchi ordinamenti equivalenti).
b) Occupazionale: la reintroduzione o introduzione della figura del sociologo in modo sistematico nei concorsi della Pubblica Amministrazione, nella sanità e negli enti locali è necessaria. Abbiamo troppi laureati che non riescono a trovare lavoro dopo anni di studio e sacrificio. Bisogna modificare quelli che sono i requisiti di accesso ai concorsi pubblici per inserire il sociologo nei ruoli dirigenziali e tecnici per i Comuni e le Città Metropolitane: (Uffici di piano, progettazione culturale, politiche giovanili e di integrazione). Allo stesso modo per le Aziende Sanitarie Locali (ASL) con particolare riferimento alla Sociologia della salute, nelle analisi dei bisogni epidemiologici e sociosanitari, per ciò che concerne le organizzazione dei servizi territoriali, ma anche nei Ministeri ed Enti di Ricerca: (Inapp, Istat, Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali).
c) Decisionale: obbligo di Valutazione di Impatto Sociale (VIS) – redatta da sociologi professionisti – per le leggi e i grandi progetti urbanistici o assistenziali.I sociologi sono in grado di certificare la sostenibilità sociale degli interventi pubblici a misura delle persone e dei cittadini.
d) Analitico: istituire in ogni Regione italiana il Servizio di Sociologia del Territorio, in cui la figura del sociologo diviene strumento operativo a supporto delle politiche sociali e territoriali, come ha fatto la Regione Campania in via sperimentale con la legge regionale del 18 luglio del 2023.
La presenza del sociologo può effettivamente migliorare la nostra società e non possono più persistere forme di disuguaglianza che colpiscono l'occupazione e i lavoro dei sociologi e le prospettive future dei giovani laureandi.
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